Nel cuore del Sannio beneventano, incastonato tra vigneti e colline, sorge Guardia Sanframondi, un borgo che unisce in modo esemplare cultura popolare, tradizioni arcaiche e arte contemporanea. La sua identità culturale è segnata dal dialogo costante tra il passato medievale e un presente vivace, animato da iniziative artistiche e da un patrimonio immateriale unico.
Il borgo medievale si sviluppa intorno al Castello dei Sanframondo, struttura fortificata che domina il paesaggio. Le sue mura raccontano secoli di storia longobarda e normanna, mentre i vicoli acciottolati conducono il visitatore in un intreccio di piazze minute, palazzi in pietra e architetture religiose che custodiscono opere d’arte di pregio, come le tele seicentesche delle confraternite.
Guardia è celebre per il suo Rito dell’Assunta, celebrato ogni sette anni: una manifestazione religiosa di grande forza espressiva, tra le più intense dell’Italia centro-meridionale. In essa il borgo diventa un grande teatro collettivo, dove migliaia di confratelli, figuranti e portatori danno vita a drammaturgie popolari che fondono fede, gesto, simbolo e memoria.
È un vero e proprio “paesaggio culturale vivente”, in cui l’arte sacra si fa esperienza comunitaria. Per tutta una settimana, i rioni del borgo scendono in processione. Fino a che, la domenica, si sfila tutti insieme. Vanno in processione i Misteri rappresentati da autentici “quadri viventi”. Quando va in scena l’ultimo dei misteri del primo rione, arriva l’ora dei battenti: San Girolamo penitente è il “loro” santo e da questo momento che parte la loro processione che deve culminare a piazza Castello quando, genuflessi, sfileranno colpendosi il petto dinanzi alla statua dell’Assunta.
I frequenti e inesorabili colpi della “spugna”, un disco di sughero da cui spuntano trentatré aghi, tenuta stretta nella mano destra mentre nella sinistra si regge un crocefisso, provocano l’apertura delle ferite sul petto dei battenti che, oltre a inzupparsi del sangue dei penitenti è, di tanto in tanto, bagnata da sorsi di vino bianco, utilizzato dai battenti stessi per evitare che la ferita si chiuda.
Accanto al peso della tradizione, Guardia ha sviluppato negli ultimi anni un forte legame con le arti visive contemporanee. Installazioni diffuse, murales, laboratori creativi e iniziative come “Guardia Art Festival” hanno trasformato alcune aree del borgo in spazi di sperimentazione artistica, dove dialogano artisti locali e internazionali. Questa commistione rende il paese un polo culturale dinamico, capace di attrarre turismo creativo e rigenerare il tessuto urbano. Guardia Sanframondi ha nel nome la sua origine. Un bastione di difesa del regno normanno, fondata da Raone o dal figlio Guglielmo Sanframondo, nelle terre antiche del Sannio. Una storia che riparte, perché quel lembo di terra era abitato ,come tutto il territorio circostante , fin dal Paleolitico. La cultura guardiese non può essere separata dal suo territorio. Le colline circostanti, dove nasce la Falanghina del Sannio, compongono un paesaggio agricolo che è parte integrante dell’identità della comunità. La produzione vitivinicola, tramandata da generazioni, unisce saperi tradizionali e innovazione, trasformando la campagna in un’estensione naturale della cultura del borgo.
