• 10 Maggio 2026
Note d'Autore

Ha, di recente, visto la luce il terzo volume dell’opera omnia di Arturo Reghini. Si tratta de, Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde, comparso nel catalogo Mimesis (per ordini: mimesis@mimesisedizioni.it, 02/24861657). Si tratta della traduzione reghiniana dell’opera più nota di Stevenson che comparve, per la prima volta, tra il 1902 e il 1903, a puntate sulla rivista «La Nuova Parola», diretta dal teosofo Arnaldo Cervesato. All’inizio degli anni Venti il lavoro dello studioso neo-pitagorico venne raccolto in volume, dapprima per l’editore Carlo Voghera di Roma e, successivamente, per altre case editrici. Il volume è arricchito dalle Appendici, tra le quali compare la Nota proemiale di Cervasato, che accompagnò la prima edizione in volume della traduzione reghiniana, oltre a due scritti di Stevenson che consentono di comprendere gli interessi del grande scrittore per l’occulto e la psicanalisi. Estremamente utile allo scopo risulta, inoltre, la lettura della sezione Scholia di questo testo. In essa, Marco Rocchi, che firma anche la prefazione, e il curatore Moreno Neri, autore dell’organica ed esaustiva Nota editoriale, commentano le parti più significative del libro tradotto da Reghini.

Con Rocchi è possibile asserire che le ragioni che indussero l’esoterista ad occuparsi del lavoro di Stevenson non vanno individuate nella: «dimensione avventurosa [….] e forse neppure nell’aspetto psicanalitico […], quanto piuttosto nella dimensione che chiameremo “occultista” della vicenda narrata» (p. 9). Tale interesse viene chiarito, in tutte le sue implicazioni, dallo scritto di Neri. Lo scritto del curatore fa luce, innanzitutto, sui rapporti, non certamente idilliaci, che questi intrattenne con Cervesato e sulla prima edizione della traduzione reghiniana in volume, che apparve nel 1921 (forse addirittura nel 1920) e non nel 1923, come fino ad ora si riteneva. Neri si intrattiene, inoltre, sugli scritti di Stevenson, Sui sogni e Pulvis et umbra, tradotti da Luisa Caico, scrittrice anglo- italiana connotata da una profonda curiositas intellettuale e da spirito anti conformista. In tali testi, l’autore de, Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde, chiariva: «che molte delle sue idee per saggi e racconti gli erano venute nei […] sogni […] rivelava con ciò un desiderio di abdicazione da ogni responsabilità circa il suo lavoro ed evocava, in modo assagioliano ante litteram, quel processo di disidentificazione dell’io che conduce» (p. 22) di fronte al «”misterioso labirinto del nostro io» (p. 23). In relazione al romanzo in questione, di tale confessione tenne debito conto Jung.

Il racconto di Jekill ed Hyde, da un punto di vista generale, è: «il resoconto fantastico […] di una degenerazione e di una discesa nel punto più basso del lato storto della coscienza umana: una contro-inizizazione […] ciò che Guénon definirà una “iniziazione deviata e snaturata” […] “una ombra invertita”» (p. 33). Per la prospettiva del tradizionalista di Blois la contro-iniziazione non fa che riaffermare una dualità principiale non riducibile all’Unità, in quanto questa: «è al di là di tutte le opposizioni e di tutti gli antagonismi» (p. 33). Guénon ebbe, della psicanalisi, una visione del tutto negativa, trattandosi, a suo dire, di una parodia della “discesa agli inferi” iniziatica, connotata, pertanto, da un tratto “satanico” e sovvertitore. L’esegesi del pensatore transalpino dovrebbe essere integrata dalle rettifiche sostanziali apportate al metodo e alla pratica psicanalitica da Jung e Assagioli: «nelle quali,- rileva il curatore- non solo non vi è confusione del “profondo” con l‘inferiore, l’inconscio […] né tantomeno vi è sbarramento verso l’alto» (p. 35). In sequela di Jung

e Assagioli si è mosso, più di recente, Hillman, la cui esegesi della psiche è centrata sulla: «trasformazione alchemica del vissuto» (p. 35). Nonostante ciò, la pericolosità della via di integrazione del doppio che emerge in Stevenson, è del tutto evidente.
Nelle pagine tradotte da Reghini, infatti, si evince la possibilità dello “scacco” realizzativo. Hyde è scienziato apparentemente vocato alla misura. In realtà, nel suo servirsi, per indagare ciò che sta oltre la dimensione fenomenica, di una pozione di sua invenzione: «la trasgredisce» (p. 37) e: «viola la moralissima società vittoriana con l’intento di creare l’alter ego del dottore, conferendo vita autonoma a quella parte della sua personalità» (p. 37) istintuale e, perciò, repressa. Tale condizione determina lo scatenarsi incontrollato delle forze oscure e tenebrose. La relazione Jekill- Hyde rimane ambigua. Di contro: «integrarsi significa unire elementi apparentemente separati in un’unica entità armonica e indivisibile» (p. 38). Hyde è rappresentazione dell’erotomania dell’“età oscura”, è interprete di uno pseudo-esoterismo che ritiene la liberazione essere, sic et simpliciter, legata all’acquisizione dei “poteri”. Lo psicologo Stan Gooch, ricorda Neri, ha colto come nell’ umanità attuale viva una duplice discendenza: siamo eredi dell’uomo di Cro-Magnon e di quello di Neanderthal. Al primo dobbiamo l’approccio logico-oggettivo al reale, al secondo si deve, di contro, la visione “soggettiva” della vita, centrata sulla “coscienza sensitiva”.

In noi vivono il Maschile e il Femminile, la Luce e le Tenebre. Attraverso l’integrazione, devono essere fatti vivere in Uno, non devono rimanere dualisticamente separati. La Persona sta oltre il Due. Hyde è raffigurazione dell’ “uomo animale”, del lupo mannaro, di Dracula, al centro di tanta letteratura gotica moderna. In ogni caso: «L’enigmaticità di Jekill ed Hyde […] diversi e uguali, […] opposizioni instabili […] offrono (offre) ancora l’esperienza labirintica di una serie di aspetti problematici della condizione umana» (p. 58). Conclusivamente, chiosa il curatore: «Parafrasando Borges, la paraboa dualista di Stevenson, come Jekill sospettava, può essere concepita come panteista e i “numerosi personaggi, alla fine, si risolvono in Uno, che è eterno”» (p. 59). Con questo volume viene posto un altro importante tassello per l’ermeneutica dell’opera complessiva di Arturo Reghini.

Arturo Reghini, Lo strano caso del dottor Jekill e del signor Hyde, vol. III dell’ Opera omnia, a cura di Moreno Neri, Mimesis, pp. 222, euro 18,00.

Autore

Giovanni Sessa (Milano, 1957) vive a Frascati (RM). Suoi scritti sono comparsi su riviste, quotidiani, in volumi collettanei e Atti di Convegni di studio. Ha curato e prefato decine di volumi. Tra le ultime pubblicazioni, La meraviglia del nulla. Vita e filosofia di Andrea Emo, Milano 2014; Julius Evola e l’utopia della Tradizione, Sesto S. Giovanni (Mi) 2019; L’eco della Germania segreta. “Si fa di nuovo primavera”, Sesto S. Giovanni (Mi) 2021; Azzurre lontananze. Tradizione on the road, Sesto S. Giovanni (Mi) 2022; Icone del possibile. Giardino, bosco, montagna (Mi) 2023. E’ Segretario della Fondazione Evola.