• 16 Gennaio 2026
La mente, il corpo

I borghi in festa si colorano di autunno e accendono i riflettori sui vigneti in allegria che quest’anno sono orgogliosi di donare i frutti ricchi e profumati, pronti a diventare ottimi vini. Tante le sagre in ogni paesino che salutano la nuova stagione. Solopaca ha concluso la 46’ edizione della festa dell’ uva che ha visto trionfare la sfilata dei carri allegorici, ricoperti di uva, che rappresentavano varie storie
con tema “Miti e Leggende” tra corteo storico e gruppi folk, sbandieratori e majorette. Ogni anno si riempie la lunga strada del paese di persone provenienti non solo dalla Campania ma da ogni parte del mondo, essendo un appuntamento fisso soprattutto tramandato da coloro che sono partiti da questi
luoghi per lavorare altrove , nel corso degli anni e’ sempre stata una data segnata in agenda, la seconda domenica di Settembre, da vivere e condividere. E così e’ stato anche per questa edizione che da ben quarantasei anni presenta il prodotto d’eccellenza del paese conosciuto su tutto il pianeta, il vino di
Solopaca, l’oro della nostra terra.


Tradizioni che forgiano le emozioni di chi abita in questi borghi, che scrivono il susseguirsi del tempo creando nuove testimonianze di una cultura che da millenni fa sì che si porti avanti la storia di chi appartiene agli antichi Sanniti. Un popolo coraggioso e con valori, che ha saputo edificare sul proprio
sentimento d’amore la forza e la volontà di appartenenza ad ogni piccolo lembo di terra, radicandosi e lottando per mantenere vivo il bisogno di credere alla propria identità. “Identitas” testimoniata come insieme di valori appartenenti alla nostra comunità e proclamata anche come nome attribuito ad un nostro vino.


Sono proprio i valori che ci uniscono ancora e che ci permettono di andare avanti senza arrendersi davanti ai ma e ai se, è l’unione fra le persone dei rioni che caratterizza la catena che lega tutti a raggiungere un solo obiettivo: riuscire a non mollare, ad emergere nonostante le fatiche, a continuare a mettersi in gioco nonostante le difficoltà. Ed è proprio questa coesione che ha portato quest’anno a vedere ancora una volta la bellezza che si è lasciata ammirare come una dea dell’ Olimpo la nostra bella Solopaca. L’autunno è la stagione ideale per visitare i borghi, le temperature sono più Miti ed i colori delle foglie che cadono creano atmosfere magiche, paesaggi suggestivi e perché no, anche molto romantici.

Le case in pietra, le stradine di mattoni antichi e di finestrelle colorate creano una sorta di scena d’altri tempi come una foto di un libro del passato o un dipinto nostalgico. Le passeggiate diventano piacevoli nei borghi, la natura offre uno spettacolo unico che si colora di tinte tenue e calde. Il crepuscolo arriva prima e le notti diventano più lunghe creando atmosfere suggestive, quasi magiche. Dopo che i vigneti vengono preparati per affrontare le stagioni fredde, dopo che le uve diventano mosto i borghi si apprestano a presentare nuovi scenari, le sagre dei funghi e delle castagne e così ogni paesino inizia ad ospitare i visitatori cultori del gusto. Sono palcoscenici di bellezze naturali, esplosioni di gusto, esaltazione di passioni in borghi dai mille colori. Ed e’ meraviglioso riempirsi lo sguardo di tinte che presentano l’inizio di una nuova veste indossata dal tempo.

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.