• 16 Gennaio 2026
La mente, il corpo

Quando ero ragazzino c’era al mio paese – Sant’Agata dei Goti – una radio dal nome bello e suggestivo: Radio Taburno 1. L’idea di associare la radio al virgiliano monte Taburno dava l’impressione che la musica e le voci scendessero direttamente dalle alture montuose, come Il vento e la neve a Natale. Mio padre vi teneva a volte una trasmissione originale, come originale era lui. Ne ricordo perfettamente una come se fosse ora, come se stesse andando in onda da un monte sopra il monte, un cielo sopra il cielo. La tenne il 24 dicembre di non so più quale anno. Cosa fece? Gli auguri a tutti. Ma proprio a tutti.
Faceva così.
Buon Natale ai carcerati e ai loro familiari.
Buon Natale ai senza tetto e a chi non ha nessuno a cui dire “buon Natale”.
Buon Natale ai bambini e buon Natale ai vecchi.
Buon Natale al Papa e buon Natale all’ultimo degli ultimi.
Buon Natale al mio paese e a tutti i miei compaesani, ai simpatici e agli antipatici.
Buon Natale ai malati e buon Natale ai medici.
Buon Natale a chi lavora anche ora e a Natale.

Perché augurare buon Natale a tutto il mondo? Io a casa ascoltavo la voce di papà e mi sembrava la cosa più bella e semplice e naturale del mondo. Cos’è davvero il Natale se non la festa della Vita?
Così voglio fare la stessa cosa con questo mio biglietto d’auguri.
Buon Natale a tutti.
Buon Natale ad Alberto Stasi e ai suoi giudici.
Buon Natale alla famiglia nel bosco.
Buon Natale agli ucraini e ai russi.
Buon Natale ai santagatesi belli e brutti.
Buon Natale a me e a te.
Buon Natale al bambin Gesù che con la sua innocenza salva il mondo che innocente non lo sarà mai.
E – perché no – buon Natale a mio padre e a mia madre e ai loro padri e alle loro madri e così di famiglia in famiglia, di generazione in generazione, di grotta in grotta, di carne in carne, di luce in luce perché il Natale è la festa del figlio e siamo tutti figli, persino Dio.

Autore

Saggista e centrocampista, scrive per il Corriere della Sera, il Giornale e La Ragione. Studioso del pensiero di Benedetto Croce e creatore della filosofia del calcio.