• 19 Aprile 2024
La mente, il corpo

Fra aquiloni e invisibili stelle lo sguardo arriva fino all’accecante sole, che, per forza di cose mi fa chiudere gli occhi e mi fa perdere il punto di riferimento che avevo nel cielo. Fissavo il volo di un falco che di sovente cattura la mia attenzione, le sue traiettorie sono mutevoli e improvvise ma sempre studiate al millesimo di secondo in ogni scatto, nel cambiare direzione fino a gettarsi in picchiata verso la sfortunatissima preda che inconsapevolmente sta per diventare un piatto prelibato al banchetto del cacciatore fra le nuvole bianche.

E siamo inconsapevolmente tutti prede di un falco chiamato destino, improvvisamente la nostra strada può cambiare direzione, senza poter seguire più il percorso che ci conduceva alla meta prefissata. Siamo uomini e donne di un pianeta che  è solo uno fra tanti in una sconosciutissima galassia, forse ci sono altri esseri viventi, altre forme di vita, altri profumi, diversi colori e diverse fedi. Ci sarà forse un luogo dove tutto è irreale (almeno per noi che siamo qui) e dove nessun falco potrà catturare nuove prede. Forse ci sarà in qualche punto non specifico dell’universo un luogo privo di gravità dove il male non fa da padrone e dove i sorrisi sono parte integrante del respiro. Quel luogo sicuramente è intriso di un sentimento prezioso che avrà di certo un nome che non ci appartiene e che non è della nostra lingua, dove le guerre non sono conosciute e dunque nemmeno la parola pace è necessaria. Un luogo dove non esistono fanatici che sono convinti di potersi liberare del demone torturando, seviziando, uccidendo la propria famiglia in sacrificio per un dio scritto con la minuscola. Dove non esistono armi in dotazione che consentono di poter mirare dritto al cuore degli affetti più cari ponendo fine ai loro respiri. Un luogo dove il padre non abusa della figlia e dove il figlio non taglia la gola a sua madre per quattro spiccioli negati solo per evitare di permettergli di comprarsi una nuova dose di cocaina. In quel luogo non si coltiva la rabbia e non ci si perde nell’ottusità, non si nega ai propri figli l’affetto, non si scuoiano i cani per divertimento, non si riempiono le menti di follia e non si muore sotto le macerie di palazzi crollati per costruzioni malfatte. Non si bombardano territori meravigliosi uccidendo anche i sogni, non si lotta contro la penosa voglia di sopraffare su tutto e su tutti. Non si danno alla luce bambini per lasciarli ancora attaccati ad una placenta in una busta di plastica, in un cassonetto della spazzatura come rifiuto della vita. In quel luogo esistono le malattie, esiste la condivisione, c’è la scuola ed il lavoro, ci sono gli sport e la competizione ma non esiste l’invidia nel competere. Esistono le note scritte sul pentagramma e suonate con strumenti sofisticati che sono molto simili al pianoforte e al violino ma anche al sax e alla chitarra elettrica. Ci sono silenzi ma non esistono urla. Ci sono canti ma non ci sono proteste. Ci sono poesie ma non inni che incitano all’odio. In quel luogo a volte ci si annoia ma non per questo si diventa pazzi. Le coppie si amano ma se l’amore finisce non si ammazzano dinanzi ad un No, ma si spiegano e poi si accettano per ciò che li ha resi diversi in seguito all’evoluzione della loro storia, acquisendo insegnamento dall’esperienza e poi si lasciano. In quel luogo il mare è la culla del sole, ed il cielo il manto del prato. Tutto riemerge ad ogni alba per designare un nuovo giorno e per colorarlo di nuove lezioni che serviranno a correggere vecchi errori e a scrivere la storia del passato come monito per affrontare il futuro in un presente fatto di esperienza.

Dove si trova quel luogo? Bah!

Dove si trovi quel luogo non si sa ma ciò che è certo che non si trova qui! Sul nostro pianeta chiamato Terra ormai camminiamo come esseri vivi ma in realtà siamo esseri dilaniati dal buio che ci portiamo dentro. Possediamo la grande fortuna di abitare in un luogo meraviglioso con profumi, colori, musica, con un contesto caro chiamato famiglia, con la natura che ci offre nutrimento e con la bellezza della vita; eppure, eppure,non facciamo altro che distruggere tutto. Ogni giorno si versa il sangue di innocenti per l’egoismo di chi crede solo in sé stesso senza avere la più pallida idea di ciò che è fondamentale per vivere.

Si smetta di esaltare la dannosissima routine, di raccontare con leggerezza di tragedie, di essere spavaldi dinanzi all’ignoranza. Si smetta di fare cronaca fasulla   per dare notizia a discapito di chi invece non vorrebbe mettere alla mercè di tutti la propria condizione di vita. Dedichiamo il nostro tempo alla rinascita dei valori, al rispetto reciproco, alle chiacchierate fra amici, alle carezze ai nostri nonni. Usiamo i nostri soldi per concederci una manciata di tempo da trascorrere con chi amiamo, magari scoprendo il nostro mondo. Portiamo alla conoscenza di tutti i nostri paesaggi, i piccoli borghi racchiusi nello scrigno della storia, amiamo senza far guerre stupide per pezzi di terra, per beni materiali e per puro egoismo. Signori miei la vita è una! Ricordatevelo sempre, la vita che ci è stata concessa su questo pianeta chiamato Terra, è solo una e quel luogo descritto che tanto sembra perfetto, in quelle coordinate sconosciute dell’Universo fino ad oggi non è stato ancora trovato!

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.