• 16 Gennaio 2026
Religione

Carlo nacque a Londra,  il 3 maggio 1991. Visse a Milano, ma trascorse lunghi periodi ad Assisi, dove respirò la spiritualità di San Francesco. Colpito da una forma di leucemia fulminante, la visse come prova da offrire per il Papa e per la Chiesa. Lasciò questo mondo il 12 ottobre 2006 a soli quindici anni. I resti mortali riposano dal 6 aprile 2019 ad Assisi, nella chiesa di Santa Maria Maggiore , Santuario della Spogliazione.  Il 10 ottobre 2020 grazie a diversi miracoli , è stato beatificato nella basilica papale di San Francesco alle ore 16.30, in una celebrazione presieduta dal cardinale Agostino Vallini, legato pontificio per le basiliche di San Francesco e di Santa Maria degli Angeli in Assisi.

Carlo , come raccontato dal suo padre spirituale e dalla sua famiglia, bene presto trova in Gesù l’Amico, il Maestro, il Salvatore, la Ragione stessa della sua esistenza. Senza di Lui nel suo vivere quotidiano, non si comprende nulla della vita di Carlo, in tutto simile a quella dei suoi amici, ma che custodisce in sé un invincibile segreto. Grazie alle guide spirituali, fonda la sua vita su due colonne fondamentali: l’Eucaristia e la Madonna.

Sin da ragazzo la sua vita è interamente eucaristica: non solo ama e adora profondamente il Corpo e il Sangue di Gesù, ma ne accoglie in sé l’aspetto oblativo e sacrificale che espliciterà durante la sua ultima malattia. Partecipa alla Celebrazione Eucaristica quotidiana e dedica molto tempo alla preghiera silenziosa di adorazione davanti al Tabernacolo. Come lui stesso comunicava al suo P. Spirituale: “dal Mistero eucaristico, imparo a comprendere l’infinito Amore del Signore per ogni uomo”.

L’altra colonna fondamentale su cui costruisce la sua vita è la Madonna: a Lei consacra più volte tutta la sua esistenza; a Lei ricorre nei momenti della necessità, certo che Maria nulla rifiuta. È impossibile parlare di Carlo, senza considerare la sua forte devozione alla Madonna. È fedele alla recita quotidiana del Rosario, diffonde la devozione mariana tra i conoscenti.

Nonostante la malattia e la sua giovane età , riusciva a Conservare la sua serenità con profonda gioia fino alla fine, anche nei momenti più critici del male, ormai certo del prossimo incontro con Dio, edificando con il suo comportamento e con le sue parole, chi gli era accanto, annunciando con sorriso la sua stessa morte.

La canonizzazione di questo giovane cristiano ha suscitato molto interesse ed attese. Senza dubbio non sono mancate opinioni divergenti che hanno fatto dire e individuare la figura di questo beato in modo alquanto distorto. La sua canonizzazione fortemente voluta da papa Francesco, non intende elevare agli onori degli altari un teologo né tanto meno un dottore della Chiesa. Essa intende dimostrare che anche oggi i giovani cristiani possono vivere la fede evangelica in modo coerente e totalizzante ed avere un rapporto con il Sacramento dell’Eucaristia che permetta loro di celebrare il Mistero salvifico di Cristo ed avere un rapporto vivo con Lui presente in mezzo a noi. 

Non è facile immaginare i sentimenti di una madre che vede proclamata la santità del figlio davanti a decine di migliaia di persone, con la consapevolezza che sono milioni i devoti nel mondo che lo pregano e lo portano nel cuore. Antonia Salzano, mamma di Carlo Acutis, era presente con marito e figli alla Messa di canonizzazione presieduta dal Papa.Un evento eccezionale: perché se già non è naturale che i genitori sopravvivano ai figli, non è nemmeno frequente che un padre o una madre sopravviva alla canonizzazione del proprio figlio, considerati i tempi normalmente lunghi per questo processo. Così raro che nella storia ci fu soltanto un precedente, nel 1950, con Maria Goretti: alla messa celebrata da Pio XII a piazza San Pietro era, infatti, presente la mamma Assunta. In abito scuro e con il capo coperto da un velo nero, anche in questa occasione c’era una madre, davanti allo stendardo con il volto del santo esposto sulla facciata della basilica. Antonia Salzano, mamma di Carlo Acutis, in questi anni ha permesso ai fedeli di conoscere il patrono di Internet tramite la sua testimonianza e la condivisione di quelle immagini di un adolescente sempre con il sorriso “che portava Gesù nel cuore” e “aiutava il prossimo”.