• 11 Aprile 2026

A Casa Sanremo non è arrivata soltanto una canzone. È arrivata una storia. Quella di Gianluca Cassella, artista di Gioia Sannitica, che quest’anno ha calcato il palco di Casa Sanremo con il suo inedito E questo amore. Ma dietro quelle note non c’è soltanto musica: c’è la tenacia di un uomo, la passione di un artista e la forza di un marito e padre che ha saputo trasformare il dolore in speranza.

Un sogno custodito a lungo per Cassella, Casa Sanremo non è stata una semplice vetrina artistica. È stata la conquista di un traguardo inseguito per anni, costruito passo dopo passo, tra sacrifici, studio e palchi locali. Un percorso fatto di serate nei piccoli teatri, di chilometri macinati con la convinzione che la musica non fosse soltanto un talento, ma una missione personale. La sua voce, oggi intensa e consapevole, porta i segni di un cammino che non è stato lineare. Perché a un certo punto la vita gli ha imposto una prova durissima: un cancro alla gola, proprio lì dove nasce il canto, dove vibra l’identità di un artista.

Combattere contro una malattia significa affrontare la paura, l’incertezza, la fragilità. Farlo quando il proprio sogno è legato alla voce rende tutto ancora più drammatico. Per un cantautore, la gola non è solo uno strumento: è casa, è rifugio, è possibilità di esprimersi. Cassella non si è arreso. Ha affrontato cure, terapie, momenti di sconforto, sostenuto dall’amore della sua famiglia. Da marito e padre ha trovato proprio negli affetti la ragione per non cedere. La musica, che rischiava di diventare un ricordo, si è trasformata invece in una promessa: tornare a cantare, tornare a vivere pienamente.

Il brano presentato a Casa Sanremo è molto più di un inedito. “E questo amore” è una dichiarazione che supera il sentimento romantico e abbraccia un significato più ampio: l’amore per la vita, per la famiglia, per la propria vocazione artistica.

Nel testo e nell’interpretazione si percepisce la maturità di chi ha conosciuto la paura e ha scelto di rispondere con la gratitudine. Non c’è retorica, ma autenticità. Non c’è vittimismo, ma consapevolezza. Ogni parola sembra pesata, ogni nota vissuta.

La partecipazione a Casa Sanremo rappresenta per Gianluca Cassella non solo una tappa artistica, ma un simbolo. È la dimostrazione che i sogni possono sopravvivere anche alle tempeste più violente. È la prova che la passione, quando è vera, trova il modo di rinascere.

La sua storia parla a chi combatte in silenzio, a chi teme di non farcela, a chi vede il proprio obiettivo allontanarsi. Parla di un uomo che non ha smesso di credere, che ha stretto i denti e ha trasformato una ferita in forza creativa.

Sul palco di Casa Sanremo, tra luci e applausi, non c’era soltanto un cantautore. C’era un padre che ha lottato per tornare a cantare una ninna nanna. C’era un marito che ha trovato nell’amore il suo scudo più grande. C’era un artista che ha difeso la propria voce come si difende un sogno.

E in quella voce, oggi, risuona qualcosa che va oltre la musica: la vittoria della vita.

Autore

Laureata in Giurisprudenza e pubblicista iscritta all’albo dei giornalisti. Ha lavorato presso casa editrice e collaborato in 4 testate giornalistiche sia nel Casertano che nel Beneventano. Proprietaria e direttrice responsabile della Testata giornalistica “Sannio Matese Magazine”, registrata presso il tribunale di Benevento, che ha come obiettivo informare, formare e valorizzare il territorio a cui è particolarmente legata del Sannio e del Matese. Presidente dell’Associazione Incanto, da lei stessa fondata, volta alla realizzazione di eventi culturali, sociali, editoriali, mirante principamente a collaborare con le scuole trattando temi socialmente delicati tramite la sensibilizzazione, attraverso il suo format da lei stesso idealizzato “Love Life”. Autrice di "Nuvole d'Estate" e coautrice di "Incantesimi e Magie dal Matese al Sannio"