Castello del Matese può essere considerata una vera sentinella di pietra che domina da secoli la Valle Alifana. Situato su uno sperone roccioso a 476 metri d’altezza, il borgo ha vissuto una trasformazione continua, da fortino sannita a centro normanno, fino a diventare il comune autonomo che conosciamo oggi.
L’area è abitata fin dall’antichità grazie alla sua posizione strategica. Si ritiene che i Sanniti avessero costruito qui un oppidum (un insediamento fortificato) per controllare i paesaggi tra la pianura e i pascoli montani del Matese. Dopo la conquista romana, il sito continuò ad essere utilizzato. Alcuni storici ipotizzano che Castello potesse essere l’antico nucleo di Allifae (Alife) o un suo distaccamento difensivo, utilizzato come rifugio sicuro durante le invasioni.
Il volto attuale del borgo si delinea nel Medioevo. Tra il X e l’XI secolo, i Normanni riconobbero il valore militare del luogo e vi costruirono una vera e propria fortezza. Di quel periodo restano oggi due imponenti torri cilindriche, simboli del paese. Queste servivano come punto di avvistamento privilegiato sulla Valle del Volturno. Per secoli il borgo fu strettamente legato alle vicende della vicina Piedimonte, allora Piedimonte d’Alife, fungendo da sua roccaforte difensiva e seguendo le sorti delle potenti famiglie feudali locali, come i Gaetani d’Aragona.
Il percorso verso l’indipendenza amministrativa fu piuttosto travagliato. Il 12 febbraio del 1752, grazie ad un decreto della Reale Camera Sommaria di Napoli, Castello ottenne l’autonomia da Piedimonte. Tuttavia, l’indipendenza durò poco, a causa della scarsità di risorse, nel 1762 i cittadini chiesero di essere riaggregati a Piedimonte. Solo nel 1803 il paese tornò a essere un comune autonomo, assumendo il nome di Castello di Piedimonte. Con la nascita del Regno d’Italia, il nome del comune subì diversi cambiamenti per riflettere meglio la sua identità geografica. Nel 1862, un decreto reale cambiò il nome in Castello d’Alife, per onorare il legame storico con l’antica diocesi e città di Alife. Il 13 agosto del 1970, il nome fu definitivamente cambiato in Castello del Matese, sottolineando l’appartenenza al massiccio montuoso che lo circonda.
Ogni anno, nel mese di luglio, il paese fa un salto nel Medioevo con un torneo cavalleresco che rievoca le antiche sfide tra le contrade. E’ un modo per celebrare l’antica funzione militare del castello. Questa festa medievale viene chiama “La Giostra”.
Camminando per il centro storico si notano ancora i tipici passaggi coperti, strade che passano sotto le case, caratteristici dell’urbanistica medievale pensata per ottimizzare lo spazio sulla roccia. Oltre alle torri normanne e queste stradine curiose, è degna di nota la Chiesa di Santa Croce, ricostruita in stile barocco, che custodisce la memoria religiosa della comunità.
Oggi Castello del Matese è una meta amata da chi cerca storia e natura, conservando intatta quell’atmosfera di “borgo sospeso” che lo ha caratterizzato per oltre un millennio.
