• 14 Gennaio 2026
La mente, il corpo

Il solstizio d’ estate si è ufficialmente presentato nel nostro territorio  fra il frastuono dell’aspetto metereologico che  dal caldo africano dei 36 gradi ha scaraventato molte regioni italiane verso i 19 gradi da nord a sud , con grandine, valanghe, temporali e forti venti portando anche  violente  trombe d’aria che hanno arrecato danni a varie coltivazioni. Ma è l’ altalena del clima che non fa capire più il passaggio delle stagioni  e che porta a doversi abituare a straordinari fenomeni che sono sempre più lontani dal nostro meraviglioso clima di un tempo, quando esistevano le primavere dai primi profumi che passavano i colori alle estati da regalare agli scolari per le vacanze lontane dai banchi.

 In questo periodo sono oltre cinquecentomila gli studenti impegnati con gli esami di maturità e come ogni anno l’ adrenalina incide nei loro ricordi l’ ansia e la paura di superare le prove che segneranno il passaggio verso il sentirsi giudicati maturi.

Dopo le prove scritte dovranno riordinare le idee per esporre con le nuove metodiche stabilite il colloquio della prova orale.

Saranno ore interminabili di ripetizioni, di studi che fra mille dubbi spazieranno tra pronostici e argomentazioni attinenti a dozzine di tematiche. Ogni giorno il tavolo scelto come scrivania per studiare diventa quasi come un altare sul quale si poggiano idee, paure e speranze.

Colazione, pranzo, merenda e cena si alternano alle pause fisiologiche alla  toilette, tutto il resto è tempo da impiegare per perdersi tra le pagine dei libri, versioni di greco e latino o in statistiche e calcoli, elaborazioni di dati scientifici, pensieri filosofici e argomenti di attualità.

Scorre il tempo velocemente e ogni studente  ha la sensazione di non essere ancora pronto, fino ad arrivare all’ ultimo giorno ,di meritata chiusura per esultare con un urlo liberatorio che scriverà la fine di un percorso scolastico che guiderà verso il progetto di studi per la formazione professionale mirato al  futuro di ognuno.

Un solstizio d’ estate che segnerà ogni studente con il ricordo di un istante, di un improvviso temporale che scatena tutta la propria ira contro i vetri della finestra della stanza nella quale si è diventati per settimane tutt’uno con gli arredi.

Il ripetere gli argomenti delle materie trattate a voce alta e davanti allo specchio, un tempo era il miglior consiglio che permetteva di non distrarsi e di tenere il controllo dei collegamenti.

Fino a qualche anno fa la commissione esaminatrice lasciava la possibilità per gli esami orali di preparare delle tesine che poi venivano esposte con argomenti scelti dallo studente. In molte scuole ad oggi il colloquio parte dal guardare una fotografia ed esprimendo poi ogni forma di pensiero che ovviamente abbia attinenza con il programma trattato.

In ogni caso, Giugno si presenta come il mese del cambiamento, il progredire della stagione, il determinare delle scelte, il coraggio di affrontare situazioni di vita molto particolari. Fondamentalmente la cosa più importante è il saper eludere da determinate imposizioni , essere consapevoli di poter decidere, di poter cambiare improvvisamente come le stagioni i propri obiettivi.

Il cambiamento in società è come un ballo dei debuttanti, una scommessa con se stessi, una lezione di vita che se ponderata può riscrivere la storia.

E gireranno le nuvole sopra i passi camminati per raggiungere momenti di silenzio, diventeranno partite al beach volley le ore di ansia trascorse, saranno musica in riva al mare gli attimi di paura, diventeranno viaggi verso l’ azzurro mare delle isole più gettonate le ore trascorse fino a notte fonda sui libri per studiare.

Tutto diventerà parentesi di vita.

Un giorno uno di quei ragazzi in preda al panico ricorderanno con un sorriso il modo di sedersi e le gambe che non riuscivano ad arrestare il movimento involontario. E come il tempo che e’ stato instabile in queste ultime settimane anche noi tutti siamo irrequieti e cerchiamo di non lasciare percepire determinati silenzi che in realtà sono urla di rabbia verso un futuro che a malapena si potrebbe percepire attraverso un cortometraggio doppiato dall’ irreale voce della sapienza.

Siamo tutti delle tracce a sorpresa da scegliere e da elaborare, ci ritroviamo ogni giorno tutti dinanzi a calcoli aziendali, siamo lo scontrarsi delle nuvole in attesa di una grandinata fuori stagione.

Agli esami si spera che si parli  della pace che possa annientare la guerra, del nuovo Papa che possa impartire nuova speranza, della fine dei femminicidi  e della riconquista dei valori che portino a quella forma di rispetto ormai dimenticato .

Eppure, purtroppo tutto e’ dato per scontato in alcune generazioni, proprio come il passaggio di quelle che un tempo chiamavamo le quattro stagioni…e che ormai non esistono più.

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.