Certi silenzi arrivano come una grandinata in estate, sorprendono con il gelo dopo il sole rovente, intenti a raffreddare gli animi sperduti come nei pomeriggi d’agosto.
Sono i silenzi che sconvolgono le vite, ma che fanno tanto di quel rumore da mandare in frantumi l’anima.
Sotto le macerie di Gaza i bambini sorreggono con i loro corpi i tetti delle loro case, bombardate da chi di una casa probabilmente non ne conosce il valore.
Si continua a fare guerra, dove la guerra serve solo a sterminare vite innocenti ed è questo che non si riesce proprio a comprendere; accanirsi a sbranare come iene le carni tenere di creature che non hanno commesso nessun crimine. Soffrono la fame, la sete, la paura, il dolore che sentono per le profonde ferite, per gli occhi che hanno assistito alla morte dei loro cari.
Bambini che hanno appena imparato a camminare i loro primi passi che cercano di districarsi fra i calcinacci e i pilastri caduti delle loro abitazioni. Attraversano quelle che furono delle strade abitate e ormai diventate tombe di corpi mutilati con lo sguardo nel vuoto, il terrore nel cuore e lo stomachino vuoto. Non hanno più forze, non hanno più respiro, piangono chiamando fra i singhiozzi la mamma, con il viso impolverato e le mani insanguinate, cercano di rassegnarsi al dolore lancinante ai piccoli piedi scalzi e sputano sangue e macerie ad ogni colpo di tosse.
Tendono alla vita il grido di speranza, nascosti sotto travi e mattoni e non riescono a trovare il modo di liberarsi mentre dall’altra parte si scava per raggiungerli nella speranza di arrivare ad essi in tempo.
Sono sempre meno i bambini che vivono, sono sempre di più i bambini uccisi. Sono sempre pronti in questa guerra inutile e disumana i cervelli che si impegnano, ogni giorno ad eliminare chi si appresta a portare un po’ di aiuto umanitario . Le persone che portano armi vengono accolte, chi porta il pane viene fucilato.
Taniche vuote portate da minuscoli piccoli uomini, bimbi nati gia’ stanchi e vecchi, spossati dalla ricerca affannosa di sopravvivere per riuscire ad ottenere poche gocce di acqua che li disseti almeno un po’.
La notte ed il giorno sono uguali, tutto ha lo stesso rumoroso frastuono del silenzio che ricorda la morte.
Sono cieli annegati nei polverosi quartieri, sono ruscelli di fango che non lasciano trasparire la vita. Tutto ciò che è chiaro è l’ odore della morte, acido, pungente, definitivo e distruttivo. Non esistono fiabe da raccontare prima di addormentarsi, non si dorme e non si sogna più.
La stanchezza non conosce orario, non distingue l’ alba dalle ore del crepuscolo, i tramonti si sono incastrati fra i palazzi crollati.
Non ci sono fiori di questa nuova estate, i prati sono cumuli di cemento e detriti, il fuoco, è l’ unico colore che si distingue dal grigiore ma che non riscalda, contribuisce a bruciare vivi, corpi e cadaveri.
L’ odore disgustoso delle ormai carcasse decomposte di chi fu un tempo persona, evapora arrivando come gas a fare parte dei pochi esseri dotati ancora di pochi e ultimi respiri. La guerra che è entrata nelle menti di chi è più demone dei demoni, di chi non conosce misericordia, pietà, umanità, continua a mietere il grano avvelenato della follia.
E non ascoltano le imprecazioni , non sentono chi chiede di smetterla con questa assurda mattanza. Tutti si resta a guardare senza fare altro che guardare, guardare, guardare…
Tutti ormai siamo arrivati a pensare che continuare a spargere tutto questo sangue non servirà ad altro che a dimostrare quanto l’ Uomo sia stato capace di annientare la propria intelligenza fino al punto di farla sparire diventando un solo involucro privo di anima, di materia, di sentimenti e di emozioni.
Ed è questa la vittoria che gli stolti vincono da questa guerra, volevano distruggere gli uomini, ci stanno riuscendo, distruggendo se stessi fino a cancellare l’ umanità, gli animali, la natura, la vita e lo stesso cielo.
Puntavano al Paradiso delle conquiste territoriali, ma fra le mani resterà loro una manciata di cenere dell’ inferno.
Innalziamo tutti un solo grido che non resti nel silenzio ma che lo spezzi con la sola arma permessa in questa stupida inconcepibile guerra…combattiamo questa guerra con La Pace!
A fare la guerra sono bravi tutti ma a mettere pace ci vuole intelligenza, cosa quest’ ultima che non e’ da tutti!
