La copertina di questo volume è già una dichiarazione d’intenti. E’ un percorso visivo che va dalla radice al futuro.
In basso a sinistra, le fondamenta: la Costituzione della Repubblica Italiana, la bilancia della giustizia e il martelletto del giudice poggiati sul Tricolore. Non è folclore, è il richiamo a un principio scolpito anche sul frontone che si intravede sullo sfondo: “LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI”. È da lì che tutto parte. In alto, il titolo netto, senza fronzoli: EDUCAZIONE ALLA LEGALITÀ E ALLA SICUREZZA. Due parole che troppo spesso la politica divide, qui finalmente ricucite insieme. La legalità senza sicurezza è astratta, la sicurezza senza legalità è arbitrio. A destra, in trasparenza, i volti di chi serve lo Stato in divisa, e accanto le parole-chiave che sono l’ossatura del libro: RISPETTO, REGOLE, RESPONSABILITÀ, LEGALITÀ, SICUREZZA, DIRITTI, DOVERI, CITTADINANZA, GIUSTIZIA, PARTECIPAZIONE, SOLIDARIETÀ. Non slogan, ma verbi da coniugare ogni giorno. E al centro, il cuore dell’opera: cinque ragazzi con lo zaino che camminano verso la città. Di spalle, perché sono tutti i nostri ragazzi. Non sono fermi, stanno andando. E questo è il punto pedagogico più forte che Mary Forgione ha colto con la sua curatela: l’educazione civica non è una materia da studiare seduti, è una strada da percorrere insieme. Il pregio principale del volume sta proprio in questo. L’Associazione InArma A.P.I., presieduta da Remo Paniccia, che firma la prefazione, non ha voluto fare un manuale per addetti ai lavori. Ha voluto costruire un ponte tra due mondi che parlano poco: il mondo di chi ha indossato una divisa per servire le istituzioni e il mondo della scuola, che deve formare i cittadini di domani.
Il libro ci riesce per tre motivi:
- È concreto. Non parla di legalità in astratto, ma di educazione stradale, di bullismo e cyberbullismo, di rispetto dei beni comuni, di truffe online, di droga, di ambiente. Cose che un ragazzo di 14 anni incontra davvero.
- È credibile. Quando a parlare di regole e di doveri è chi le regole le ha fatte rispettare per una vita intera, la lezione non è più teorica. È testimonianza. E i giovani, più che le prediche, ascoltano le testimonianze.
- È equilibrato. Non è un testo giustizialista né buonista. Spiega che diritti e doveri sono le due facce della stessa medaglia, che la cittadinanza non è solo pretendere, ma anche partecipare. In un tempo in cui sui social si esalta la furbizia e si confonde la libertà con il fare ciò che si vuole, questo percorso di Educazione Civica è un antidoto necessario. Insegna che la legge non è il limite alla libertà, ma è ciò che la rende possibile per tutti.
In questo senso, il lavoro di Mary Forgione può essere letto come il primo tassello di un percorso più ampio. Il suo valore non sta soltanto nei contenuti proposti, ma nella volontà di creare un ponte tra generazioni: da una parte l’esperienza di chi ha servito lo Stato e conserva una memoria professionale e civile; dall’altra i giovani, ai quali è affidato il compito di interpretare e costruire il futuro.Particolarmente significativa è la scelta di inserire, all’interno del volume, una serie di domande e spunti di riflessione rivolti ai ragazzi, inerenti sia ai contenuti affrontati sia alla storia, alla natura e agli obiettivi dell’Associazione InArma. In questo modo la lettura può diventare un momento attivo: lo studente non è chiamato semplicemente ad assimilare informazioni, ma a interrogarsi sul significato delle regole, della sicurezza, dei diritti e dei doveri.È proprio questo passaggio dalla lettura alla partecipazione a conferire al volume una dimensione particolarmente interessante nell’ambito dell’educazione civica. La legalità, infatti, non viene presentata esclusivamente come osservanza di norme, ma come cultura del vivere insieme, nella quale ciascuno è chiamato ad assumere una parte di responsabilità.Un altro elemento caratterizzante è il legame con la memoria e con l’esperienza di coloro che hanno prestato servizio nelle Forze Armate e nelle Forze di Polizia. Attraverso la storia e l’identità associativa di InArma, il volume offre ai giovani la possibilità di conoscere una realtà composta da persone che hanno vissuto direttamente il valore del servizio pubblico e che intendono continuare a metterlo a disposizione della collettività anche attraverso l’impegno associativo. La presenza della Presidenza di Remo Paniccia assume, in questo quadro, un significato che va oltre la dimensione organizzativa. L’azione dell’associazione viene infatti proposta come continuità di un patrimonio di esperienze, valori e memoria che, attraverso il dialogo con le nuove generazioni, può trovare nuove forme di trasmissione. È un tema particolarmente rilevante in una società nella quale il rapporto tra giovani, istituzioni e senso di appartenenza alla comunità richiede costante attenzione. Interessante è anche la scelta di concludere il volume con una documentazione fotografica relativa ad alcuni eventi e momenti associativi. Le immagini svolgono una funzione che non è semplicemente illustrativa: testimoniano la dimensione concreta della vita dell’associazione, restituendo volti, incontri, iniziative e momenti di partecipazione. La fotografia diventa così una forma di memoria visiva e contribuisce a collegare i contenuti del libro alla realtà nella quale l’attività associativa si sviluppa. Un volume agile, ben scritto, indispensabile per ogni biblioteca scolastica e per ogni famiglia che crede ancora che educare significhi insegnare a rispettare gli altri per rispettare sé stessi. Concludendo, per non dimenticare: chiusa l’ultima pagina, resta un silenzio che pesa più di ogni parola. Perché dietro ogni regola rispettata, dietro ogni strada sicura che percorriamo, dietro ogni notte in cui dormiamo tranquilli, c’è il sacrificio di qualcuno che non ha mai dormito. Ci sono uomini e donne in divisa che hanno scelto di mettere la nostra sicurezza davanti alla loro vita. Questo libro è dedicato anche a loro. A chi è caduto nell’adempimento del dovere e non è più tornato a casa. A chi porta sul corpo i segni di una ferita, visibile o invisibile. A chi ogni giorno, in silenzio, senza clamore, veglia su di noi. A Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e alle loro scorte, ai Carabinieri, ai Poliziotti, ai Finanzieri, ai Soldati, agli Agenti della Polizia Penitenziaria, ai Vigili del Fuoco caduti per difendere quella scritta che campeggia in copertina: “LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI”. Mi rivolgo ai ragazzi:” voi che siete i cinque giovani con lo zaino in spalla che camminate verso il futuro, fermatevi un istante e guardate quelle sagome in trasparenza sulla copertina. Non sono ombre. Sono i vostri angeli custodi. Sono il monito vivente che la libertà non è mai gratis. Qualcuno l’ha pagata per voi, fino all’ultimo respiro.Educare alla legalità significa questo: ricordare i loro nomi, onorare il loro esempio, e decidere da che parte stare. Ogni volta che scegliete il rispetto invece dell’arroganza, le regole invece della scorciatoia, la responsabilità invece dell’indifferenza, voi state dicendo grazie a chi non c’è più.”
Che questo libro non resti solo uno strumento didattico, ma diventi un impegno morale. Perché la memoria di chi ha speso la vita per la nostra sicurezza continui a vivere nei vostri gesti quotidiani.
