La situazione a Gaza, quella politica interna di Israele e dell’intero popolo palestinese sono temi complessi strettamente collegati tra loro. Negli ultimi anni, il conflitto tra Israele e i gruppi insurrezionali di Gaza, principalmente Hamas, è stato caratterizzato da periodici cicli di escalation militare. Tali operazioni coinvolgono raid aerei, operazioni terrestri e lanci di razzi dalla striscia di Gaza verso Israele e viceversa. Le tensioni, negli anni precedenti, sono state caratterizzate da diverse ostilità persistenti, soprattutto legati ai diritti dei palestinesi e questioni di sicurezza.
Purtroppo, la crisi tra Israele e i palestinesi non è un problema di oggi ma di decenni, causato dall’arrivo degli israeliani nella Cisgiordania e la nascita stessa dello Stato di Palestina. Inizialmente, prima del 14 maggio del 1948, data della nascita dello Stato di Israele, alcune comunità ebraiche già vivevano nel territorio della Palestina ma c’era tolleranza tra i due popoli. Successivamente, gli inglesi, chiesero aiuto ai palestinesi per cacciare gli ottomani da questa regione, promettendo loro lo Stato palestinese. Purtroppo, le promesse non furono mantenute, in quanto dopo la seconda guerra giunsero in massa gli israeliani, e man mano crearono il loro stato. I palestinesi si sentirono traditi dai paesi europei per questa mancata promessa e si sentirono usurpati dai loro territori dagli stessi ebrei. Queste vicende storiche sono state le cause principali di continui conflitti nella Terra Santa.
Senza dubbio, la condanna dell’atto di terrorismo da parte di Hamas avvenuto il 7 ottobre del 2023 nel territorio di Israele provocando la morte di circa 1200 israeliani e oltre 250 persone prese in ostaggio, è stata ferma da parte di tutto il mondo occidentale e non solo. La condanna a tale attacco terroristico, ancora oggi, rimane ferma e ignobile da parte di chi l’ha commesso. Da questo attacco terroristico nasce l’ultima crisi tra Hamas e Israele, arrivando ad oggi alla crisi umanitaria nella stessa striscia di Gaza. Infatti il problema ad oggi, rimane la risposta dello Stato di Israele in maniera eccessiva e senza giustificazione, in quanto chi oggi sta pagando è la popolazione civile, in modo particolare donne e bambini.
Soprattutto rimangono ignobili le violazioni ai diritti internazionali, con le proposte del governo Netanyahu di voler deportare l’intera popolazione palestinese dalla striscia di Gaza ed espropriare territori in Cisgiordania ai legittimi proprietari per darli ai coloni Israeliani.
Da parte del governo Italiano e di una buona parte del mondo Occidentale, compreso l’attuale ininfluente Unione Europea, non c’è una piena volontà di fermare un tale genocidio che si sta perpetrando nella striscia di Gaza. Il non riconoscere lo Stato della Palestina rende inutile ogni discorso di frenare l’odio da parte di un popolo, i palestinesi, nei confronti di chi gli ha ufficialmente rubato il loro territorio.

La situazione umanitaria a Gaza rimane critica, con migliaia di donne e bambini che vivono in condizioni difficili a causa anche del blocco imposto da Israele per qualsiasi tipo di aiuto umanitario.
Oggi, condannare il governo Israeliano di genocidio nei confronti del popolo palestinese che vive nella striscia di Gaza, viene accusato di essere antisemita. Il problema é che, lo stesso governo di Benjamin Netanyahu, tra il proprio popolo, non è ben visto e né ben accettato. In Israele ci sono state diverse manifestazioni nei confronti di Netanyahu per la sua posizione di distruggere completamente Gaza mettendo a rischio anche gli ultimi ostaggi rimasti in vita. In più, una parte degli Ebrei Ortodossi, i Neturei Karta, non riconosce l’autorità e la stessa esistenza dello Stato di Israele. Sicuramente definire questo ramo di Ebrei Ortodossi come una maggioranza di Israeliano che stanno criticando il governo di Netanyahu con manifestazioni, non possono di certo essere accusati di antisemitismo.
Mentre il governo Italiano non ha il coraggio di agire nei confronti di questo genocidio, un’altra voce di attacco nei confronti di Netanyahu e del suo governo arriva da Ehud Olmert, dodicesimo primo ministro di Israele che ha dovuto affrontare la seconda guerra del Libano contro gli Hezbollah nel 2006, ma ha cercato anche di rilanciare i negoziati di pace con i palestinesi. Ha presentato un piano congiunto di pace con Nasser al Kidwa, ex ministro degli esteri dell’autorità palestinese e nipote di Arafat. Il piano prevede una soluzione a due Stati. Olmert ha dichiarato “Stiamo vivendo la crisi più terribile mai vissuta nella storia del nostro paese dalla sua creazione”, criticando duramente l’azione del governo Israeliano.
Rami Matan, ex vice comandante dell’IDF, ha scritto una lettera firmandola insieme a circa mille altri riservisti e ufficiali in pensione dell’aeronautica Israeliana, criticando duramente la rottura della tregua e i nuovi attacchi su Gaza chiedendo un nuovo cessate il fuoco. La lettera è stata sottoscritta anche da oltre 250 ex agenti del Mossad, l’agenzia d’intelligence Israeliana. Anche in questo caso c’è un duro attacco diretto a Netanyahu.
La condanna al governo Israeliano per genocidio e crimini contro l’umanità non vuol dire essere antisemita, ma vuol dire essere coerenti nel condannare ciò che il nazismo fece nei confronti di ebrei, omosessuali, rom ed oppositori politici e nello stesso tempo quello che Netanyahu e il suo governo sta facendo nella striscia di Gaza. Se vediamo che enormi voci di dissenso arrivano proprio da esponenti Israeliani, dire che loro sono antisemiti è una battuta di pessimo gusto.
Per queste ragioni, nel mondo, sta aumentando l’odio nei confronti degli ebrei, un odio ingiusto e sbagliato e pertanto è un dovere morale lottare per evitare che la Storia non si ripeta. Purtroppo, ad oggi il primo ad essere causa dell’odio nei confronti del proprio popolo è lo stesso governo Israeliano che si sta comportando in egual modo dei nazisti, nel periodo Hitleriano. Netanyahu, con una buona parte dei suoi alleati al governo, passerà nella storia per compiere azioni criminali contro l’umanità e di genocidio alla pari di quei nazisti che causarono la seconda guerra Mondiale. Proibire aiuti umanitari, sparare contro diplomatici, far morire migliaia di bambini innocenti, non è un crimine minore rispetto a quello che i nazisti commisero a loro tempo.
