• 13 Febbraio 2026
Editoriale

Ed è iniziato fra le fiamme il nuovo anno per tanti ragazzi poco più che bambini, tra risate, musica, brindisi e scintille. Scintille che hanno bruciato in pochi minuti i sogni e i sorrisi, la spensieratezza e la voglia di festeggiare. Avvolti dalle fiamme sono diventati ragazzi e ragazze in fuga, con la paura e il fuoco negli occhi e nelle membra. Pochissimi istanti che li hanno intrappolati in un seminterrato senza vie di fuga, senza la possibilità di poter spegnere quel fuoco grazie alle misure di sicurezza che solitamente dovrebbero essere una garanzia di vita, nel caso ci fossero imprevedibili episodi incontrollabili.


Saranno gli organi competenti a motivare torti, ragioni e cause, noi possiamo solo descrivere il sentimento che ci ha lasciati attoniti dinanzi allo scenario che la mattina del primo gennaio 2026 ci e’ stato presentato. Crans Montana è stata da sempre una località svizzera di lusso, frequentata da
turisti “ raffinati” , shopping di alta gamma, sport e relax,hotel a 5 stelle, clientela internazionale, un mix di gran lusso ideale per coloro che cercano vacanze di alto livello, da sempre meta dei vip che scelgono di trascorrere le vacanze natalizie in quello che veniva definito un piccolo paradiso ma che si e’ rivelato come l’inferno . Ebbene, proprio in quell’angolo di paese dei sogni si è creato l’incubo più
terrificante. Ragazzini di 15 anni o poco più, in vacanza anche senza i genitori. Altri abitudinari, che con le famiglie trascorrevano come ogni anno le vacanze a Crans, ma si dividevano poi, per aspettare il nuovo anno insieme ai loro coetanei. Erano usciti quella sera tutti ben vestiti, le ragazze nei loro mini abiti elegantissimi di velluto o di raso con le gambe scolpite nei collant ricamati e con i capelli sistemati per l’occasione. I ragazzi più casual nei loro jeans ma con il maglioncino elegante e la t-shirt da tenere quando si riscaldava la serata.


Purtroppo la mezzanotte ha esagerato e la serata non si è limitata a riscaldarsi , scrivendo così la fine di molte vite . Collant, vestitini scollati e acconciature hanno penalizzato molte ragazze prendendo fuoco rapidamente, i jeans hanno protetto un pochino di più le gambe dei ragazzi ma senza risparmiare capelli, schiena, mani, volti…le fiamme hanno divorato ogni respiro…nel giro di pochi minuti, corpi feriti ammassati gli uni contro gli altri, scavalcando per salire quella maledetta sola scala di legno, di una ventina di gradini, per riuscire a catapultarsi fuori. Molti corpi giacevano carbonizzati e irriconoscibili, altri si dimenavano divorati dal dolore. Qualcuno aveva tentato di spegnere qualche
fiammata con tovaglie o con le stesse t-shirt che indossavano, ma invano. Qualcun’altro aveva tentato di aiutare le vittime mettendo a repentaglio la stessa vita, ma con pochi risultati. Dopo poco, fuori dal locale “La Constellation” non vi erano più persone ma disperati. Corpi arsi sulla strada a meno dieci gradi , coperti da ciò che i primi soccorsi provenienti dai bar e locali vicini avevano portato, lenzuola, cuscini e tovaglie. Un caos indescrivibile e indefinibile, stavano morendo dei bambini un pochino cresciuti. Le mamme e i papà accorsi alla ricerca di risposte, girando ogni ospedale, attendendo dei nomi dati dai comunicati, dalle liste fornite dei deceduti, ma anche in quelle dei dispersi. Fuori dal locale “bunker” , familiari, amici e soccorritori, forze dell’ordine e giornalisti e nell’aria l’ odore acre delle fiamme . Ciò che non si riuscirà mai a comprendere è la “forza” che certe madri hanno nel rilasciare interviste attendendo le risposte restando nelle loro città distanti km dall’accaduto
nell’attesa di comunicazioni sul ritrovamento dei loro figli per capire se sono carcasse bruciate o corpi ustionati ma vivi.


Non serve di certo fare i moralisti, in molti denunciano il fatto che tanti ragazzini non sarebbero dovuti essere in quel luogo per l’età ancora tenera e dunque troppa libertà in una età che non consente di essere del tutto responsabili. Altri denunciano la struttura non adeguata in sicurezza, altri ancora
accusano l’ uso di alcool da parte dei ragazzi per lo più minorenni, che non avrebbe reso lucidi per reagire con tempestività . Ma in questo momento la mente mi riporta al dolore di quei minuti, al terrore
che hanno vissuto quei giovanissimi, seguito dall’ indescrivibile dolore sentito e vissuto dai genitori. E non ci sono parole opportune perché non è cosa semplice e non si ha il diritto di denunciarne le svariate sfaccettature. Di certo se ci fossero stati gli estintori quei ragazzi che provavano a spegnere con le tovaglie avrebbero fatto di meglio. Di certo se ci fosse stato un semplice sistema anti incendio sarebbe stato in grado di fare una doccia ai ragazzi attivandosi al primo sentore di fumo, ma avrebbe evitato il bagno di fiamme. E sicuramente se non fossero stati come dei topolini in fondo alla tana, intenti più a filmare con i telefonini invece di preoccuparsi e fuggire via, forse, dico forse, non staremo
oggi qui a piangere e a contare corpi fra certificati di DNA e identità tra i dispersi…

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.