• 13 Febbraio 2026
Itinerari

Il Castello di Alvignano sorge su una posizione strategica che domina la valle del medio Volturno, alle pendici dei Monti Trebulani, nel comune di Alvignano stesso. Le sue origini risalgono all’XI secolo circa, quando fu costruito come fortezza militare durante il periodo normanno. La struttura fu infatti costruita a ridosso di un mastio (una torre principale) già esistente, probabilmente risalente alla prima fortificazione normanna.

Documenti antichi attestano che il castello è citato con il nome di “Castellum Albinianum” già all’inizio del XII secolo, precisamente nel 1113. Questo è il segno della sua importanza fin da epoca normanna come presidio militare e centro di controllo sul territorio della valle del Volturno.

La struttura fu costruita tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo su un’altura già utilizzata per scopi difensivi. Il castello fu posto in una posizione strategica dove si potevano controllare le vie di comunicazione e il territorio circostante, un ruolo tipico delle fortificazioni medievali nell’area campana.

Il castello ha delle mura possenti e quattro torri cilindriche angolari, delle quali la più grande fungeva da mastio di controllo. All’interno si conservano tracce di spazi funzionali come cucine, depositi, cisterne e aree adibite ad abitazione. Originariamente dotato da un portone in legno con sistema di carrucole a grata per la difesa.

Nel 1282 il castello fu ampliato e in epoca angioina, nella fine del XIII secolo, le mura furono rinforzate. Nel XV secolo la fortificazione assunse l’aspetto caratteristico con le quattro torri difensive più imponenti. Il feudo del castello passò nel tempo a diverse famiglie di rilievo che lo ampliarono e rafforzarono come: Normanni, Angioini, Aragonesi e famiglie locali come gli Origlia, i Gaetani (duchi di Laurenzana), e i De Clavellis.

Nel 1446 la fortezza risulta venduta da Francesco d’Aquino, conte di Loreto, a Onorato Caetani, conte di Fondi, per circa 1.600 ducati, come indicato nelle fonti documentarie rinvenute nei registri storici.

Il castello fu definitivamente abbandonato nel XV secolo dopo essere stato danneggiato da un grave terremoto, che ne rese difficile l’uso come fortificazione. Dopo l’abbandono, la natura e il tempo hanno progressivamente invaso gran parte della struttura. Infatti, oggi il castello si trova in uno stato di rudere, ma conserva molte delle strutture originarie, che consentono di capire l’importante ruolo militare e strategico che svolgeva nel Medioevo.

Autore

Campano, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, specializzato in scienze della politica in studi parlamentari all'Università della Sapienza di Roma. Collaborato con RadioSapienza, web tv e giornali web. Direttore della Biblioteca Comunale Safina di Gioia Sannitica. Sono stato presidente del Comitato Sviluppo e Territorio. Appassionato di viaggi internazionali e scrittura pubblicando un primo libro, un giallo ironico, in formato ebook, i segreti di filetto. Il libro è il primo capitolo su 4. Appassionato di storia, soprattutto locale.