• 11 Aprile 2026
La mente, il corpo

Il sinonimo di libertà è il nome di una società che non conosce più regole di vita e di culture. Un susseguirsi di analogie e silenzi, un ripercorrere la rabbia di chi non conosce la moderazione di pensieri e che non ricrea la sostanza delle azioni dei percorsi accidentali di una vita senza misura e senza peso.

Dove non ci sono valori esistenziali e dove gli uni non credono più  negli altri. E come due lune, che si contendono la terra, cosí nella sapiente incredulità della vita avanzano gli stolti che proiettano le loro illusioni in un sistema solare privo di raggi e di ragioni.

Uomini e donne intorpiditi dalla mancanza di calore umano. Cervelli che hanno visto spegnersi il colore grigio della materia che li contraddistingue.

Ladri, che una volta erano di biciclette, ora sono diventati ladri di bambini e sono sempre di più i piccoli strappati con malvagia ai loro genitori per il commercio di organi e di psiche.

Perché non sono solo i bambini rubati da malviventi, ma anche i bambini rapiti attraverso leggi e sistemi che attanagliano le famiglie che abitano nei boschi o nelle grandi metropoli, sprovviste di quello che alcuni studiosi ritengono sia opportuno o non, possedere per essere felici.

Ma la felicità in cosa consiste? Forse in ciò che si possiede per lussi, ricchezze o mode? O forse la felicità è una sorte di semplice ricchezza negli averi degli animi e che si può trovare in modeste abitazioni e in contesti di umile e gioiosa familiarità?

Ma non è solo questo che impoverisce l’ umanità.

Del resto la nostra povertà è nella totale assenza di rispetto di pensiero e vedute. La libera possibilità di guardare alla vita nel pieno rispetto delle regole che consentano di non arrecare danni ad alcuno. Eppure la libertà dei cittadini appare oggi compromessa da alcuni pensieri contrastanti.

Si parla dei referendum, si accusa di incasellare da una parte i buoni e dall’altra i cattivi orientati per una scelta di un si o di un no. Non esiste l’ essere giusti o ingiusti, esiste esporre il proprio pensiero liberamente,rispetto ad una determinata decisione, dove il peso dei sassolini farà pendere la bilancia da una parte o dall’ altra.

La politica deve essere aggregante e non dovrebbe creare delle rotture che devastano, la politica dovrebbe costruire e non far nascere conflitti.

Il referendum è solo un semplice strumento di democrazia che consente di esprimere in modo diretto ai cittadini il proprio orientamento su una specifica tematica e in Italia è disciplinato dalla legge 352/1970 nella quale la libertà di espressione è un diritto fondamentale di ognuno,che appunto permette di esprimersi senza paura, a tutela della dignità e della sicurezza delle persone.

Ma si è portati spesso a dimenticare tali diritti, tanto per esempio sul concetto e significato dei referendum attaccato recentemente sui social e tanto sul modo di vivere nel sociale.

Siamo esposti verso orizzonti che non promettono che tramonti senza il susseguirsi di nuove albe.

Ci facciamo divorare dall’apparire “primedonne”  su palcoscenici senza titoli alcuni, senza possedere il benché minimo ideale per costruire il futuro.

Si infiammano discussioni senza formule, sterili come i contenitori per le urine, lo scopo è solo quello di non contaminare ulteriormente! E il referto del contenuto resta comunque quello che appartiene alle urine pur avendo un contenitore incontaminato. Esempio stretto ed efficace, che potrebbe apparire sgradevole eppure resta molto appropriato a determinati concetti di contaminazione sociale.

Vergognoso il comportamento di chi vorrebbe essere giudice insindacabile e che cade in giudizi venduti in cambio di monete d’oro maturate come frutti  da alberi piantati dal gatto e dalla volpe per il povero Pinocchio del momento.

Siamo il paese che tutti vorrebbero come casa, il paese della libertà, della permissiva logica di vita. Siamo il paese che ogni anno si veste di fiori per cantare l’amore eppure non riusciamo ancora a difendere tante donne uccise dal travisato concetto di Amore .

Non riusciamo a dare credito a coloro che costruiscono, a coloro che cercano ogni giorno di aiutare i più fragili, siamo quelli che ancora non accettiamo le donne in gamba al potere e pretendiamo  che si tutelino e rispettino i tanti  stranieri che non ci rispettano. Siamo quelli che sulla strada teniamo per quattro soldi le forze dell’ordine a proteggere la nostra sicurezza e siamo gli stessi che condanniamo i poliziotti che si sono difesi liberando da ogni accusa i delinquenti. Lasciamo liberi i ladri che rubano in casa nostra e condanniamo i padroni di casa derubati per essersi ribellati . Chi violenta una minorenne viene rinviato a giudizio, chi uccide la propria ex viene rilasciato per buona condotta, chi difende la giustizia paga le pene e chi la contesta viene ascoltato per comprenderne le motivazioni. I poveri anziani vivono di stenti per pagarsi l’affitto e le bollette e sono spesso portati a rovistare nelle rimanenze di cibo nei mercati, avendo delle pensioni irragionevoli e inaccettabili e tanti giovani devono andarsene all’estero per lavorare dignitosamente dopo anni di studio e sacrificio.

C’è qualcosa che non funziona, qualcosa di distorto che non si comprende e che non è razionale né logico. E dietro questo teatrino scritto come monologo che pare incomprensibilmente distorto, se ci si sforza in una sola lettura a trovarne la giusta chiave…forse si comprenderà quanto sia il destino delle società senza destino!

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.