• 14 Gennaio 2026
La mente, il corpo

La pedagogia del bello si fonda sull’idea che l’estetica e i valori condivisi possano essere veicoli potenti per stimolare l’apprendimento, promuovere l’inclusione sociale e sviluppare una cittadinanza attiva e consapevole.  La relazione educativa si basa, infatti, su pratiche di bellezza che mettono al centro i modi in cui i minori apprendono: movimento, giocosità, ricerca, curiosità, dialogo, cura e confronto, esperienze di gruppo e molteplicità condivisa. Gli educatori devono diventare “ambasciatori” della bellezza e presentare i personaggi che vengono proposti nella scuola come noiose biografie da apprendere e memorizzare, per quello che sono stati realmente: scienziati, artisti, letterati, portatori di creatività , pensiero divergente, desiderosi di cambiamento. Nel suo significato più sublime, l’arte è espressione estetica dell’interiorità dell’animo umano.

Rispecchia le opinioni, i sentimenti e i pensieri dell’artista nell’ambito sociale, morale, etico o religioso del suo periodo storico. La dimensione del bello dovrebbe permeare l’attività educativa divenendo “stile pedagogico” della scuola come acquisizione di una competenza che trova alimento nella capacità di accostarsi e sentire interiormente la realtà delle cose e delle persone con le quali ci relazioniamo, nella capacità di stupirci, di provare meraviglia, contemplare l’esistenza e saper riconoscere le emozioni e i sentimenti che l’esperienza del bello è in grado di suscitare. La Bellezza può essere una sfida, una prospettiva e insieme un traguardo per tutti coloro che, nel mondo della scuola ricercano una didattica innovativa, empatica e coinvolgente per lo sviluppo e il futuro delle nuove generazioni. La cultura moderna tende ad esaltare il successo e l’efficienza come i soli scopi dell’essere umano; in questo contesto funzionalistico, il soggetto è privato della sua libertà e la ricerca del bene, del vero e del bello è sempre meno d’orientamento per l’uomo. All’interno di questo quadro complesso e a tratti sfiduciante, occorre affermare con certezza che non solo è solo utile continuare a parlare di bellezza oggi, ma è necessario e doveroso per combattere tutti i rischi che l’uomo si trova ad affrontare.

Nei concorsi di bellezza, l’obiettivo emotivo ed educativo si concentra sullo sviluppo di autostima, consapevolezza di sé e capacità di gestire le emozioni, oltre che sull’apprendimento di competenze legate alla comunicazione e alla presentazione personale. Si cerca di promuovere un’immagine positiva del proprio corpo, di accettare la diversità e di sviluppare un approccio critico alla bellezza, sia interiore che esteriore . I concorsi possono aiutare le partecipanti a superare insicurezze e a sentirsi più sicure di sé, apprezzando le proprie qualità e capacità, esplorando i propri valori, obiettivi e aspirazioni, aumentando la consapevolezza di chi sono e cosa desiderano, imparando a gestire ansia, stress e competizione, sviluppando resilienza e capacità di adattamento, migliorando le proprie capacità di comunicazione verbale e non verbale, imparando a presentarsi in modo efficace e a interagire con gli altri in modo positivo. I concorsi, se gestiti da professionisti con spessore umano, possono promuovere l’accettazione e la valorizzazione della diversità, sia fisica che culturale, combattendo stereotipi e pregiudizi.

Ebbene posso essere testimone che esistono ancora persone che lavorano nel campo della bellezza con l’intento di supportare le ragazze che vi partecipino, non strumentalizzarle. Il 9 Luglio presso Macerata Campania, ho avuto il privilegio di partecipare ancora una volta alla finalissima  del  concorso Nazionale di bellezza di Miss Fashion in tour di Cinzia Imparato, presentata da Ettore Dimitroff, con la partecipazione di ben 65 ragazze e venti giurati, portando alla vittoria la giovanissima  Chiara Batá. Ho potuto assistere ad una concezione più ampia di bellezza, che é andata oltre i canoni estetici tradizionali, includendo intelligenza, talento, empatia ed eleganza. È importante sottolineare che l’impatto emotivo ed educativo dei concorsi di bellezza può variare a seconda del contesto e della gestione dell’evento. Un’esperienza positiva può portare ad una maggiore consapevolezza di sé e a uno sviluppo personale, mentre un’esperienza negativa può avere conseguenze dannose sull’autostima e sul benessere emotivo. 

Autore

Laureata in Giurisprudenza e pubblicista iscritta all’albo dei giornalisti. Ha lavorato presso casa editrice e collaborato in 4 testate giornalistiche sia nel Casertano che nel Beneventano. Proprietaria e direttrice responsabile della Testata giornalistica “Sannio Matese Magazine”, registrata presso il tribunale di Benevento, che ha come obiettivo informare, formare e valorizzare il territorio a cui è particolarmente legata del Sannio e del Matese. Presidente dell’Associazione Incanto, da lei stessa fondata, volta alla realizzazione di eventi culturali, sociali, editoriali, mirante principamente a collaborare con le scuole trattando temi socialmente delicati tramite la sensibilizzazione, attraverso il suo format da lei stesso idealizzato “Love Life”. Autrice di "Nuvole d'Estate" e coautrice di "Incantesimi e Magie dal Matese al Sannio"