• 16 Gennaio 2026
La mente, il corpo

Il silenzio dei bambini si sente nelle parole non dette, che li porta a crescere in un ostentato senso di riluttanza anomala, che chiude ermeticamente emozioni e sentimenti, rendendo ostile il loro io ad ogni forma di normalità. Sono i bambini che non riusciranno mai a realizzare la coscienza del giusto e dell’ ingiusto, sono reduci di una guerra dichiarata dai grandi ma molto spesso anche dai loro stessi coetanei che bullizzano per affondare anime deboli nel vortice della resa.


Sono tante le esperienze che denotano la sopraffazione, che conducono ad arrendersi contro la malvagia di esseri privi di intelligenza proiettati alla sola volontà di gioire nel ferire, nel neutralizzare l’ ingenuità, facendo emergere uno stato di ribellione autodistruttiva nel soggetto preso di mira. E a nulla valgono dei segnali se non compresi, a niente servono degli elementi dichiarati come di disturbo se non codificati per tempo. Sempre più genitori ignorano certi stati d’ animo dei loro figli che in un giro di settimane possono sfociare in lotte interiori, che conducono alla scelta di finire con il coraggio della paura del restare, cadendo in un gioco di accettazione studiata ed elaborata che porta al suicidio. Eppure i genitori di Paolo, di soli 15 anni, avevano denunciato i soprusi da parte dei compagni di scuola nei confronti del loro figliolo ma non erano stati ascoltati.


La scoperta del decesso di Paolo in casa propria a Latina, ha scosso l’opinione pubblica, che dinanzi ad un nuovo caso di suicidio per bullismo, si chiede quale sia la strada giusta da seguire per evitare che altri “Paolo” siano pronti a cercare la strada della morte come sola liberazione dalla sofferenza. E abbiamo letto del caso di Iryna fuggita dalla guerra in Ucraina cercando la pace nel North Carolina e che invece proprio lì ha trovato la morte in un vagone della metropolitana mentre tornava a casa, a soli 23 anni, accoltellata da un folle sotto lo sguardo indifferente di chi sedeva nello stesso scomparto.
Aggredita senza nessun motivo, senza nessuna pietà, senza avere neanche il tempo di capire, di reagire, si era semplicemente trovata a sedere davanti al sedile di colui che sarebbe qualche minuto dopo diventato l’ esecutore della sua fine, con brutalità priva di motivazione. Iryna, dopo aver ricevuto i colpi inferti alla gola, dapprima guarda incredula il suo aggressore, poi guarda coloro che erano presenti come per chiedersi cosa stesse accadendo, nessuno le presta soccorso, lei si accascia, si abbandona e un fiume di sangue si riversa sulla seduta e sul pavimento .


Quando arrivano i soccorritori per lei non c’ è più nulla da fare. Una morte orrenda, disumana, immotivata, impensabile, voluta dalla mente malata di un uomo che aveva già manifestato problematiche psicologiche in passato. E ancora, un video dal Medio Oriente,di un bambino di circa otto anni con la sorellina sulle proprie spalle, che fugge da Gaza, con le lacrime sprigionate da un pianto di disperazione e di paura. Una fuga verso la speranza, una fuga verso la vita, vista come premio assoluto dopo aver attraversato il tunnel degli orrori e della morte. Ma non è il solo video che si trova sui social, ogni giorno arrivano immagini scioccanti e devastanti di bambini a piedi nudi tra le macerie, che non hanno acqua da bere n’è un pezzo di pane da mangiare, sporchi e con gli abiti a brandelli, lo sguardo nel vuoto e gli occhi pieni di terrore. Bisogna comprendere che non sono solo dei video per fare audience ma sono la realtà che quel popolo sta vivendo. E la rabbia è immensa nel vedere la paura, la fame e la morte appartenere a dei bambini innocenti, che non hanno nemmeno loro la colpa d’esser nati in quei luoghi di eterna guerra.


La guerra è un rumore troppo forte per non essere sentito a distanza, parte dal profondo di ognuno con le problematiche quotidiane ma poi diventa a volte inquinante, infetta le menti ed i corpi, corrode i cervelli, assorbe la linfa del male e diventa veleno. Lacera ogni lembo di pelle, sprofonda nella carne bucando fin dentro le ossa, taglia le vene e rende le arterie come dei fiumi in piena sotto gli occhi del
mondo che guarda senza proferir parola…proprio come nessuno ha notato il sangue di Iryna che sgozzata come una preda da una bestia affamata ha lasciato tutti indifferenti.

Si muore come Paolo che si e’ voluto spegnere per non aver più paura.
Si muore come i bambini di Gaza nell’oscurità delle notti dove il sole ha dimenticato ormai di sorgere per la vita ma solo per annunciare altra fine. E non ci sono parole per descrivere ancora tutto questo male…solo 5 lettere
BASTA!

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.