• 18 Gennaio 2026
Alimentazione

Manca poco ormai al Natale, pertanto iniziamo con qualche ricetta per tutti, leggera e tradizionale…la cosiddetta “Insalata di rinforzo”; Ottima come contorno, soprattutto per accompagnare il baccalà fritto, oppure in bianco. È un’insalata che si assembla un giorno prima del consumo e dura in frigo almeno una settimana. È di sapore forte, completo e allo stesso tempo molto equilibrato: in bocca, infatti, il carattere dell’aceto bene si abbina alla leggera dolcezza del cavolfiore. La sua croccantezza insieme a quella dei sott’oli si sposa invece alla morbidezza delle alici e dell’intingolo avvolgente con olio e aceto che la condisce.

Se proprio vogliamo trovarle un difetto, probabilmente sarebbe questo: il suo ruolo di contorno natalizio. Tutti assaggiano l’insalata di rinforzo, tutti si ricordano di lei, quasi tutti, però, la danno un po’ troppo per scontata. Forse proprio per il suo esserci sempre.

 

Ingredienti:

 

1 cavolfiore medio;

150 g di olive nere;

150 di olive verdi;

250 gr giardiniera;

50 gr di capperi;

10 filetti di acciuga dissalate;

5 papaccelle (peperoni di forma tonda sott’aceto);

1 peperoncino cornetto sott’aceto;

Prepariamo con cura tutti gli ingredienti:

Sbollentare il cavolfiore per 7 minuti dopo averlo tagliato e staccate tutte le rosette.

Raffreddiamo e mettiamo in una ciotola, condiamo con olio extravergine, sale, aceto.

Scoliamo la giardiniera, laviamo i capperi con aceto eliminando il sale in eccesso.

Dedichiamoci alla pulizia delle papaccelle, con un coltellino apriamole, asportiamo il picciolo e i semi e tagliatele a filetti piccoli, riserviamo al peperoncino cornetto lo stesso trattamento.

Puliamo le acciughe lavandole con aceto e mettiamo i filetti da parte.

Nella ciotola del cavolfiore aggiungiamo tutti gli ingredienti, un pizzico di sale, un paio di giri di olio extravergine  e facciamo insaporire per qualche ora prima di servire.

Autore

Nasce in provincia di Napoli nel 1966, fin da bambino ha avuto un debole per la cucina. Appena quindicenne frequenta le cucine di alcuni ristoranti del Vesuviano. Quando arriva il diploma inizia a viaggiare per conoscere e apprendere le cucine regionali, passione che tuttora coltiva, è molto legato alla tradizione, disponibile all'innovazione. I suoi piatti sembrano quadri, hanno una bellezza cromatica accattivante, i colori "vivi" rappresentano per lui la vita. La sua cucina risente molto degli influssi che arrivano da quasi tutta la penisola, è follemente attratto dalla cucina Campana, il suo primo amore. Tutte le sue ricette hanno vita propria, rappresentano istantanee dei momenti politici ed economici degli anni trascorsi, che fanno parte della nostra memoria. Negli anni passati è stato insignito del di diploma di Chef piccante dell'Accademia nazionale del Peperoncino. Recentemente è stato premiato dalla Pro Loco di Vieste come ambasciatore della cucina italiana