• 13 Febbraio 2026
Editoriale

La cultura islamica  o una certa cultura islamica mostra un problema di relazione con il mondo culturale occidentale, in particolare con i valori del mondo occidentale, ma anche con i fondamenti cristiani che si stanno cercando di cancellare al fine di islamizzare le nazioni europee e assoggettarle ad una visione limitata dal punto di vista democratico, imperante nei paesi arabi, essendo questi paesi i maggiori finanziatori dei centri islamici associativi in Europa, con particolare riguardo verso alcune università di spicco con lo scopo di contrastare l’islamofobia, proclamando indirettamente l’anticristianesimo.

La stragrande maggioranza dei paesi arabi, applicano la Sharia, ovvero lapidazione per l’adulterio, pena di morte per apostasia, pena di morte per omosessualità, le donne non hanno alcun diritto, al punto tale che vi sono terribili situazioni di spose bambine che rischiano l’impiccagione o per ritrosia o per essersi difese verso il marito violento, e pagano il “prezzo del sangue” richiesto dalla famiglia della vittima, perché la vittima risulta essere il marito in un sistema giuridico al contrario, crudele senza remore morali, dove le bambine sono oggetto di pedofilia conclamata e addirittura condannate se si ribellano. Un orrore senza precedenti che l’occidente non denuncia e non se ne fa carico, dimenticando il sangue e le violenze che queste bambine pagano, in un’età che andrebbe protetta senza esclusione di sottrazione, a causa di violenza domestica ma che è in realtà, pedofilia legalizzata dalla Sharia.

Ormai sembra che l’Europa sia anestetizzata a questi fenomeni, sebbene siano consolidati e risaputi non sono oggetto di intervento anzi, sembra che noi europei tolleriamo con il bene placido di una blanda politica di integrazione la non rimozione di questi fenomeni sociali, che sembrano appartenere ad un medioevo moderno, ad un avanzare sociale islamico incontrollato.

Siamo ormai immersi in una Matrix europea, dove le politiche di immigrazioni hanno un peso solo statistico, alla voce “profughi di guerra”, che nuocciono solo dal punto di vista delle crisi come quella palestinese, dove l’autodeterminazione del popolo è più importante delle difformità che il popolo impone alle donne adducendo motivazioni islamiche- religiose che hanno come epicentro la Sharia.          

La sinistra con i suoi problemi di identità non ha ancora capito se tutelare il mondo islamico e farsene carico o se abbracciarlo nella sua interezza con le sue discrasie sociali, o prendere delle distanze visto le incongruenze manifeste in contraddizione con le sue ideologie propagandistiche che strumentalizzano senza remore gli LGBTQIA, si perché non si spiega come sia possibile che la sinistra non si accorga quanto sia in contrasto con le sue propagande proteggere ad oltranza un islamizzazione nascente in Occidente o un genocidio piuttosto che un altro, facendo due pesi e due misure o addirittura ignorando ciò che avviene in altri luoghi che non siano solo a professione islamica ma anche cristiana.

“Secondo World Watch List, oltre 380milioni di cristiani vengono discriminati e perseguitati a causa della loro fede, una persecuzione mai così intensa in 32 anni di ricerche, soprattutto in Medioriente e soprattutto in Siria ed Iraq stiamo assistendo alla cancellazione della presenza cristiana, ma l’epicentro di questo genocidio è l’Africa, la Nigeria, dove secondo il rapporto Intersociety 7087 cristiani sono stati massacrati, mentre non meno di 7800 sono stati rapiti. Ma tutto il mondo resta indifferente, dove sono le manifestazioni degli studenti in strada, dove sono le università occupate, dove è l’Unione Europea che da un anno non nomina un inviato speciale europeo per la libertà di culto religioso. È una vergogna, potete credere in Cristo oppure no, ma noi siamo quei bambini rapiti in Nigeria, noi europei siamo tali, non per le stupide leggi che ci governano, ma per il sentire comune cristiano che sentiamo nel petto, questa, è l’Europa che vi piaccia oppure no” Nicola Procaccini FDI in un discorso al Parlamento europeo, un discorso toccante, sentito, quanto realistico, che mette in luce la verità di una Matrix che illude e disillude la realtà confutandone magicamente la gestione dei dati nella comunicazione e sollevando ideologicamente propagande che non confutano la realtà ma la celano, cancellando le nostre radici europee e omettendo la difesa nel mondo non solo della libertà di culto ma anche della pluralità dei genocidi che imperversano negandone la loro evidenza.

Tutto ciò avviene in un avanzare lento ma audace di un’islamizzazione che sta facendo vittime non solo di una cristianità perseguitata, ma anche dei nostri pensieri, delle nostre tradizioni, delle nostre libertà, bisogna proteggere la nostre nazioni da un’onda di cambiamento non richiesta che manipola le nostre volontà personali e politiche per la conquista di una mangiata di consensi che potrebbero essere un’involuzione culturale europea, vittima di una Sharia, non contemplata e sottovalutata. Come non pensare che oggi è l’Africa vittima ma domani potremmo essere noi occidentali, noi europei.         

Prendere le distanze da ogni fanatismo ideologico, religioso, culturale è doveroso, necessario, gli attacchi alla redazione della “Stampa” denotano un passo indietro nella storia, un confondere la causa palestinese, con una violenza senza eguali che relega le nostre libertà occidentali, democratiche e liberali agli anni bui della nostra repubblica, e ci confuta e ci confonde l’immaginario collettivo, che ripudia ogni forma di integrazione se fatta ad un prezzo antidemocratico così alto.

Siamo difronte ad una confusione dove il reale perde di vista la realtà e l’anticristianesimo, pregiudicando le nostre fondamenta, i nostri valori cristiano giudaici, il nostro sentire europeo.

Le direttive, europee, scendono a compromessi che logorano la cristianità delle nazioni europee, che pregiudicano per alcuni popoli come ad esempio quello polacco, un capovolgimento di un sentire cristiano inconfutabile.

Abbiamo paura di farci il segno della croce per non turbare chi non ha il nostro stesso credo, ma questa involuzione culturale, ha una matrice, spirituale che può soggiogare non solo l’Africa anche l’Europa, conquistata da chi abbiamo combattuto senza tregua nelle crociate: l’Europa è la chiesa vivente di Cristo, e si sta trasformando in una moschea di islamici pronti a tutto, sospinti da una sagace volontà di annientare i nostri spiriti.

Dobbiamo prendere lezioni di cristianesimo, non serve essere religiosi, bigotti, bisogna apprendere dal maestro dei maestri, ovvero da Gesù, insegnare l’amore verso il prossimo, insegnare la pace, i sentimenti tra i popoli di diverse culture religiose, unirci per un sentire comune che ci porta a condividere una distensione tra popoli diversi, senza però essere annientati nel nostro credo.

Altrimenti vivremo una crociata del nuovo millennio, e vivremo una nuova guerra di religioni, una disumanizzazione antidemocratica che metterà al bando le nostre radici, l’unica Europa credibile resta di chi cerca di creare una leadership credibile non imperante ma di chi come i conservatori si impegnano nel mondo a profondere una vicinanza di intenti, di cultura e di condivisione, senza compromessi, senza diktat, senza leggi imposte, ma con una diplomazia pragmatica.

In un mondo dove la Matrix ci sorveglia rendendoci felici con effetti placebo disposti a curarci e a perseguire uno stile di vita omologato anche dal punto di vista sanitario diviene sempre più pericoloso, stiamo divenendo per la sinistra europea degli animali disumanizzati hackerabili, spersonalizzati, dove le industrie ci propinano cibo artificiale, e dove l’ideologia ci allontana dalle nostre radici, ci impongono una nuova spiritualità che vuole islamizzarci, un passaggio imposto, controllabile e controllato da stati come il Qatar, che si pubblicizza come un paradiso terrestre, ma è l’inferno dei diritti civili. Tutto sta per essere monetizzato, ad un prezzo di acquisto, pari a quello che l’islam impone a chi sposa una donna bambina senza il suo consenso. Un processo di sorveglianza spirituale, simile a un potere dal quale rischiamo di non liberarci.

 L’Italia ha preso posizione ed ha appena vietato il burka velato e bloccato i finanziamenti esteri alle moschee in territorio italiano, un nuovo disegno di legge che intende difendere la nostra democrazia ponendo anche fine ai matrimoni forzati islamici, per tutelare anche le stesse donne islamiche, perché la Sharia non può andare oltre la legge italiana. Un esempio di democrazia suggerito ed eseguito da altri paesi europei, al fine di proteggere l’identità europea pur esacerbando le tensioni con un certo mondo islamico che vuol dominare e prescindere dai nostri valori cristiani o comunque da una democrazia diffusa in uno Stato laico. Perché anche la stessa laicità dello Stato italiano potrebbe essere messa in discussione perseguendo derive teocratiche molto discutibili poiché autoritarie e totalitarie.

Certamente si sta diffondendo in Occidente un odio di sé accogliendo l’emigrato e la sua diversità spirituale, una dinamica patologica che rischia di distruggere l’Europa piegarla, all’islam e alle sue contraddizioni e mancanza di diritti delle minoranze siano esse donne, donne bambine e omosessuali. L’Europa nel tentativo di aprirsi ad una politica di integrazione verso gli altri popoli, di fatto non ama più sé stessa, e rinuncia alle sue radici , facendo della propria storia un coacervo di memorie  distruttive che offusca il futuro, essa non è più in grado di percepirsi in grande, come una grande Nazione fatta di grandi valori, essa deve tornare ad amarsi, e capire umilmente la consapevolezza dell’eredità del passato e della sua storicità cristiana, al fine di proseguire il suo progresso democratico, senza proteggere una simulazione inverosimile islamizzante.

Bisogna smascherare la sinistra filo islamica tanto in Italia quanto in altri paesi europei al fine di far confluire la democrazia in binari regolari evitando nuclei islamisti legati alla fratellanza mussulmana fenomeno integralista e terroristico onde evitare di consegnare i nostri centri urbani ad una paradossale invasione antidemocratica e anticristiana, in uno Stato dove della laicità si è fatto il simbolo mantenendo sempre un apertura controllata e concordata con le religioni e i diversi culti.            

Autore

Economista, Bio-economista, web master di eu-bioeconomia, ricercatrice Unicas, autrice e ideatrice di numerosi lavori scientifici in ambito internazionale. Esperta di marketing. Saggista, studiosa di geopolitica e di sociopolitica. È autrice dei saggi “Il paradosso della Monarchia” e di “Europa Nazione”, con prefazione curata da Gennaro Malgieri e autrice del libro di poesie "Un giardino d'estate".