La zizzania e il grano sono due piante simili, non uguali. Così può succedere che un agricoltore non tanto esperto li confonda e metta tutto insieme. Proprio come a volte succede nella vita: male e bene si confondono. Il male è come se si travestisse da bene. Perché certo, se il male fosse palesemente male, se il male fosse immediatamente distinguibile dal bene, nessuna persona che abbia tutte le rotelle a posto lo farebbe… ripeto, che abbia tutte le rotelle a posto! Perché c’è chi sceglie di fare il male, e lo fa.
Ecco perché Gesù, sulle cose serie, non vuole che siamo noi a giudicare ciò che è bene e ciò che è male, ma ci chiede la pazienza di perseverare nel bene.
Spesso noi vediamo la zizzania sempre e solo negli altri, nei nemici, in chi non la pensa come noi. Siamo sempre pronti a denunciare le inadempienze degli altri, evitando scrupolosamente di riconoscere le nostre. Ritorna in mente la famosa pagliuzza nell’occhio dell’altro. Nel nostro piccolo, impegniamoci a far sì che cresca in noi il buon grano, a essere bene e seminare il bene… il giudizio lasciamolo a Dio! La perseveranza è un’attitudine preziosissima, un atteggiamento mentale ed interiore che puoi allenare e sviluppare. Ha un rapporto molto stretto con la pazienza applicata alla vita. Ti porta a raggiungere gli obiettivi che desideri raggiungere, ad essere la persona che scegli di essere. Non esiste perseveranza senza impegno, determinazione e volontà. Perseverare indica la scelta di proseguire sulla strada che hai intrapreso, sino a che non raggiungerai l’obiettivo che hai scelto. L’obiettivo non è disgiunto dalla perseveranza: perseveranza e obiettivi sbagliati per te e la tua vita, potranno portarti risultati, ma non una vita migliore e realizzata. Perseveranza e obiettivi giusti, per te e la tua vita, ti porteranno a realizzare un’esistenza che parla di te. Per questo, la forza della perseveranza è la chiarezza, e la forza della chiarezza, è la consapevolezza: la perseveranza giusta è quella che ti permette di affrontare ogni realtà, anche quelle più difficili, senza perdere di vista la via, senza che la tua speranza si arrenda, perché non esiste vera perseveranza senza una profonda fede nel valore della tua vita, della tua esistenza, del tuo essere e delle tue possibilità. Io sono a favore della perseveranza che costruisce il bene e una vita bella, e la riconosci perché il bene e la vita bella si vedono, sono reali: è quando stai bene nei tuoi panni, quando affronti le difficoltà consapevole che stai agendo nel modo giusto per te. La base di tutto è la tua natura originaria: il modo giusto per te, è unico. La perseveranza è la capacità di restare ben saldo sul tuo percorso, in virtù degli obiettivi, a breve, medio e lungo termine. In sintesi, la perseveranza è una qualità che può essere utilizzata per il bene o per il male. Mentre la perseveranza nel bene è una virtù che porta alla crescita e al raggiungimento di obiettivi positivi, la perseveranza nel male può portare a conseguenze negative e danni sia per se stessi che per gli altri.
Certo ci sono molte persone che fingendo di esserci amici, ci affiancano, ci chiamano non perché hanno piacere nel sentirci, non perché siano motivati da nobili sentimenti, ma solo esclusivamente per carpire quante più informazioni utili per danneggiarci, per sminuirci e per creare alle nostre spalle zizzania, operando nel male, travestendosi da bene. Queste persone ipocrite e malvagie, sono come lupi voraci travestiti da agnelli, che periranno del loro stesso veleno nel tempo; il Vangelo parla chiaro e dedica spazio ai falsi amici, ma la loro perseveranza nel male non deve intimorirci perché la loro natura perirà con loro, senza avvelenare la natura di chi la subisce. Coloro che persevereranno nel bene, camminando con onestà e rettitudine, per quanto non sempre in maniera perfetta, perché l’imperfezione è intrinseca nell’essere umano, vivranno in pace con se stessi e non vedranno scalfire la loro serenità, Dio benedirà le loro azioni, diversamente da coloro che persevereranno nel male, perderanno la loro serenità e saranno condannati a vivere nel loro stesso male.
