• 10 Maggio 2026
Politica

La nascita dell’Unione Europea, la cooperazione tra gli Stati membri dell’attuale UE, è stata una grande opportunità e un vero sogno dei popoli europei dopo la seconda guerra mondiale. Purtroppo con il tempo l’Unione Europea ha dimenticato i veri valori di questa cooperazione e il vero sogno dei padri fondatori dell’Unione, preoccupandosi solo di regole, aspetti economici che non riguardano i cittadini come la finanza e austerità.

Oggi, se l’Unione Europea vuole diventare davvero forte e credibile, sia internamente che a livello globale, deve riformarsi su più livelli: politico, istituzionale, economico e strategico.

Bisogna innanzitutto superare il diritto di veto. Oggi in settori chiave come la politica estera, difesa e fiscalità serve l’unanimità. Questo permette a un solo Stato di bloccare tutto. Qui la riforma è possibile nel trasformare il diritto di veto al voto di maggioranza qualificata. Questo permette all’UE di parlare con una sola voce, senza essere paralizzata da veti interni.

Oggi, l’UE è un gigante economico ma un nano geopolitico. Servirebbe un vero esercito europeo integrato, una politica estera unitaria e maggior coordinamento tra intelligence. La difesa attuale è ancora in gran parte nazionale oppure sotto l’effigia della NATO, cosa che ci rende ancora dipendenti dagli USA in quanto tutto è ancora sotto il suo controllo come le basi militari agli armamenti. Per questo l’UE deve fare il passo di rendersi completamente autonomo superando la NATO e cooperando con gli alleati internazionali come Canada, Corea del Sud, Giappone o Australia.

Molti cittadini percepiscono Bruxelles come un’identità distante. Qui bisogna lavorare su una riforma che riguarda il sistema istituzionale come: l’elezione diretta del Presidente della Commissione, maggiori poteri al Parlamento europeo ma che non riguardi la vita burocratica dei singoli popoli che formano l’unione e liste transnazionali europee. Questo renderebbe l’UE più “politica” e meno tecnocratica.

L’Unione Europea ha una moneta comune ma non una vera politica fiscale comune. Qui bisogna portare miglioramenti come: un Bilancio europeo più ampio, ministero del Tesoro europeo ed emissione stabile di eurobond e non solo in caso emergenziale. Senza questo, l’euro rimane incompleto.

L’Unione Europea spesso è lenta nei processi decisionali. Questo a causa di un complesso di procedure legislative che in realtà dovrebbero essere snellite. Bisogna ridurre la sovrapposizione tra Commissione, Consiglio e il Parlamento e semplificare l’accesso ai fondi. Solo in questo modo si renderebbe l’Unione più snella e credibile anche verso i cittadini.

Il vero problema non è tecnico ma politico. Gli Stati vogliono più Europa solo quando gli conviene, ma meno Europa quando tocca cedere la propria sovranità. Finchè l’UE resta un compromesso tra interessi nazionali, sarà forte economicamente ma fragile politicamente. Questa forza economica nella realtà è un’altra debolezza che tocca i vari popoli membri dell’Unione in quanto non snellisce queste problematiche rendendo meno competitivi a fronte di altre realtà economiche dell’Unione.

Autore

Campano, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, specializzato in scienze della politica in studi parlamentari all'Università della Sapienza di Roma. Collaborato con RadioSapienza, web tv e giornali web. Direttore della Biblioteca Comunale Safina di Gioia Sannitica. Sono stato presidente del Comitato Sviluppo e Territorio. Appassionato di viaggi internazionali e scrittura pubblicando un primo libro, un giallo ironico, in formato ebook, i segreti di filetto. Il libro è il primo capitolo su 4. Appassionato di storia, soprattutto locale.