• 11 Aprile 2026
Politica

Nonostante siamo arrivati nel 2026 esistono ancora molti popoli in molti Paesi che vivono ancora sotto le dittature. Del resto anche i Paesi Occidentali stanno vivendo un periodo molto turbolento dove si ci interroga se stiamo andando verso pensieri o regimi autoritari. Il Paese per eccellenza che sta rompendo tutte le regole interne e internazionali per la stabilità e credibilità di detentori di democrazia sono proprio gli Stati Uniti d’America. Ovviamente un regime autoritario non è mai una vera dittatura ma si ci avvicina abbastanza, ma soprattutto siamo ancora leggermente lontani per poter dire che gli USA stanno attraversando un periodo autoritario interno.

Quando si parla di dittature si intende quei Paesi dove il potere è totale, non esistono opposizioni reali, le libertà civili sono annullate e lo Stato controlla e reprime pesantemente la popolazione. Purtroppo, il post-covid non ha diminuito la volontà autoritaria da parte del potere, anzi si sono ulteriormente aggravati. La più recente edizione del Democracy Index 2024 dell’Economist Intelligence Unit, che è una delle classificazioni più usate per distinguere sistemi democratici e non democratici nel mondo, ne ha elencati 60 di Paesi con regimi autoritari o dittature dove il potere non deriva da elezioni libere e competitive. Le opposizioni politiche sono fortemente limitate o vietate. Le libertà civili, stampa, associazioni o espressioni, sono spesso negate o controllate.

Considerato che i Paesi presi in considerazione sono 167, il numero 60 rappresenta un’elevata quantità di regimi autoritari o dittatoriali. Qui dimostra ancora una volta anche l’incapacità dell’ONU di prendere seriamente posizione su valori umani nel mondo visto che a gestire questa organizzazione sono proprio i Paesi, molti appunto non democratici.

I Paesi con regimi estremamente dittatoriali sono l’Afghanistan, Paese sotto controllo talebano e con il punteggio più basso al mondo sui diritti umani, Corea del Nord, con un regime totalitario ereditario e il Myanmar con una dittatura militare dopo il colpo di stato. Fuori dalla top teen troviamo subito dopo la Siria, la Repubblica Centrafricana, il Ciad, il Turkmenistan, il Laos, il Sudan e il Niger.

Tra questi 10 Paesi citati, il Laos rappresenta un’eccezione per i turisti in quanto non hanno restrizioni particolari a differenze dei cittadini dove la libertà civile è molto limitata.

Subito dopo vengono classificati altri Paesi con regimi autoritari molto repressivi ed estremamente autoritari come l’Iran, l’Eritrea, l’Arabia Saudita, Cina, Bielorussia e Russia.

Da notare proprio due di questi Paesi che sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Russia e Cina. Uno dei motivi principali per cui l’Onu non rispecchia più quell’organismo di sicurezza internazionale e quindi il bisogno di una vera e propria riforma di questa organizzazione per poterla migliorare.

Da notare come la maggior Parte dei Paesi non inclini alla democrazia sono collocati in Asia e in Africa, specialmente di religione islamica o ex Paesi dell’Unione Sovietica. Ma ci sono anche realtà in America Latina e Caraibica.

Visto l’andamento degli ultimi anni non ci sembra che la situazione stia migliorando con nuovi regimi grazie anche a piccoli colpi di stato inflitti alle costituzioni e istituzioni stesse.

Autore

Campano, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, specializzato in scienze della politica in studi parlamentari all'Università della Sapienza di Roma. Collaborato con RadioSapienza, web tv e giornali web. Direttore della Biblioteca Comunale Safina di Gioia Sannitica. Sono stato presidente del Comitato Sviluppo e Territorio. Appassionato di viaggi internazionali e scrittura pubblicando un primo libro, un giallo ironico, in formato ebook, i segreti di filetto. Il libro è il primo capitolo su 4. Appassionato di storia, soprattutto locale.