• 16 Gennaio 2026
La mente, il corpo

Nell’epoca della post-verità e delle fake news, può essere necessario lottare contro le proprie idee per capire quanto valgono davvero. Secondo il filosofo austriaco Karl Popper la scienza non si basa sulla capacità di confermare un’ipotesi, un’idea, un’opinione, una norma. Riguarda invece la capacità di metterla in discussione, di confutarla. Più in generale, per capire quanto un’informazione sia convincente e migliorare così la nostra conoscenza del mondo, dobbiamo provare a falsificarla, cercando informazioni che la contraddicano. Quando eravamo piccoli, molti di noi hanno avuto la sfortuna di essere ripresi perché’ assorti nella propria immaginazione. I bambini hanno bisogno dell’immaginazione per il loro sviluppo cognitivo, emotivo e sociale; ma questo vale anche per gli adulti. Alcuni di noi sono rimasti fedeli alla propria immaginazione, diventando artisti e visionari. Gli altri l’hanno praticamente abbandonata, e ad oggi hanno difficoltà nell’essere creativi.A monte dell’atteggiamento ossessivo e caparbio sul proprio “credo” , c’è tutto un retroterra culturale che fa da sottofondo, c’è quindi un indottrinamento familiare che difficilmente cambia, salvo eccezioni. Quando però si fa “ossessivo”, non si tratta di orientamento ideologico vero e proprio, al punto di elevare quel “credo “ ad un moloch al quale sacrificare ogni altro ragionamento. Non per niente, diventa subito un ostacolo che fa da barriera ad altri pareri o opinioni; “chi non la pensa come me è un nemico, non una persona dalle idee diverse , questo il loro ragionamento. Suscita quindi intolleranza e spesso anche violenza. L’ideologia infatti offre giudizi di valore preconfezionati sullo stile di vita e sui valori e chi la persegue spesso è un debole che non ha la forza di avere delle idee proprie; proprio l’opposto del metodo democratico. La forza dell’ideologia è enorme perchè fa da “specchietto per le allodole” di gente frustrata che vorrebbe cambiare la situazione con un colpo di spugna, mentre sappiamo bene che la democrazia esige il confronto e la discussione con le altre forze democratiche e non la loro esclusione “a priori”. Quell’ “a priori” condanna l’ideologia all’autoesclusione. Prendere le distanze da ogni ideologia e non esserne plagiati, senza per questo disprezzare la cultura ed essere scettici o agnostici, è retaggio di chi si dichiara democratico, aperto anche ad altre opinioni o punti di vista sulle decisioni da prendere. Anch’io non sopporto chi fa della politica una ideologia di vita; l’ho compreso bene negli anni del ’68 quando le forze estreme: rosse o nere ne han combinato di tutti i colori. Nella vita di ogni giorno dobbiamo valutare situazioni e persone; per questo ci serviamo del cumulo di affermazioni e di verità correnti che costituiscono il tessuto culturale in cui viviamo. Questo è senso democratico; valutare per poi decidere con cognizioni di causa. Democrazia che si può definire: Concezione politica fondata sui principi della sovranità popolare, dell’uguaglianza giuridica dei cittadini, dell’attribuzione di diritti e doveri sanciti dalla Costituzione, della separazione e indipendenza dei poteri. Prendere le distanze quindi da ogni ideologia e non esserne plagiati, è obbligo di chi ha rispetto anche delle idee altrui e non fa solo affidamento sulle proprie convinzioni.Le idee, però ,riflettevo , non sono mai libere. Nascono da un complesso cocktail che combina il carattere e le esperienze dell’individuo a condizioni psicofisiche, età, contesto, luogo e cultura di appartenenza, periodo storico, livello culturale e ancora altro. Il risultato del cocktail è tutt’altro che prevedibile, quindi non si può dire che le idee siano completamente determinate da questi fattori esterni, ma è certo che ne vengono guidate e modificate. Il pullulare delle nostre idee non copre lintera realtà. La nostra mente, infatti, elabora il materiale che le perviene e lo usa per comprendere la vita e il mondo che ci circonda; ma non riesce a farlo con ciò che non concepisce. Anzi, in questo caso si comporta spesso da filtro anche sulle percezioni dei nostri sensi, in cui aggiungo ai cinque sensi riconosciuti l’intuizione. Non vediamo ciò che crediamo di non poter vedere. Non notiamo l’odore, il sapore che non ci aspettiamo. Non diamo credito a impressioni forti, che però non sappiamo come situare nei nostri schemi mentali.

Non è detto che accada sempre così. Capita che proprio sullo sfondo di un deserto di idee relative a un certo argomento spicchi improvviso uno spunto, una rivelazione; ma non è la norma. Più spesso in assenza di semi” di un certo tipo, le idee relative non potranno svilupparsi. Inoltre le idee si influenzano tra loro, creando un ambiente mentale che sarà più o meno propizio all’attecchimento dei nuovi semi che possono presentarsi e alla loro successiva evoluzione. A noi riconoscerle e custodirle!