• 11 Giugno 2026
Letteratura

La letteratura ci permette di rispondere ai perché, di creare riflessioni critiche e fare in modo che i dubbi vengano esauditi. Nell’ambito della letteratura italiana è di gran lunga interessante delineare la figura di Ugo Foscolo e analizzare alcune sue opere più note. Egli nacque nel 1778 a Zante; è stato un poeta, scrittore, critico letterario neoclassico che ha avuto una formazione basata su un’ampia conoscenza dei classici. Ha vissuto tra Settecento e Ottocento, in un periodo in cui iniziavano ad emergere in Italia le correnti neoclassiche e romantiche; ma ha vissuto anche il tempo di Napoleone e della Restaurazione: un elemento essenziale che sarà alla base dei Sepolcri. L’isola greca di Zacinto -oggi Zante- apparteneva alla Repubblica di Venezia: andò via dalla sua patria da giovane e si sentì strappato dalla sua terra, allontanandosi dai modelli classici che lo avevano forgiato. Ebbe una vita costellata da continue partenze, fughe. Infatti, si oppose agli austriaci perché abbracciava gli ideali repubblicani; poi, dovette vivere con le sue passioni che lottavano dentro di sé. Morì in povertà a Londra nel 1813, ma in seguito all’ Unità d’Italia, per volere del governo italiano, le sue ceneri furono riposte in Italia, in terra straniera e, precisamente, nella basilica di Santa Croce a Firenze. Tra le opere più note di Foscolo, ricordiamo Dei Sepolcri, un carme di 295 endecasillabi sciolti, scritti intorno al 1806, in poco tempo, mentre Foscolo viveva dalla contessa Maria Martinengo Provaglio, nel palazzo Martinengo a Brescia. L’ opera è dedicata al letterato Ippolito Pindemonte con il quale lui e Isabella Teotochi Albrizzi avevano avuto una discussione. Il componimento si basa sulle prescrizioni dell’editto di Saint Cloud diffuso da Napoleone nel 1804 e nel 1806 allargato al Regno d’Italia. Esso riguardava le sepolture, stabiliva che i defunti fossero depositi fuori dalla città, che tutti avessero le tombe uguali e prive di iscrizioni. Per le tombe di personaggi illustri, inoltre, si disponeva che un’autorità giudiziaria ne decidesse l’incisione dell’epitaffio. Il carme, quindi, affronta il tema dei defunti, del rapporto tra vivi e defunti e le pratiche sepolcrali. Nei versi finali, dunque, Foscolo si concentra sulla capacità della poesia di rendere eterne le virtù; la poesia permane nella memoria, non si consuma nel tempo.

Un’ altra opera interessata è “A Zacinto”, un sonetto scritto tra il 1802 e il 1803. Qui vengono sviluppati i temi della nostalgia di Zante che abbandona e, quindi, anche dell’esilio: Napoleone, con il trattato di Campoformio (1797), cede la Repubblica di Venezia- di cui faceva parte anche Zante- agli Austriaci. Foscolo a differenza di Ulisse, non metterà più piede nella sua terra, destinato a una sepoltura in un’altra terra, ovvero a una “illacrimata sepoltura”: <<Né più mai toccherò le sacre/ sponde/ ove il mio corpo fanciulletto/ giacque, /Zacinto mia che t’è specchi/ nell’ onde/ del greco mar da cui vergine nacque>>.

Infine, un’ altra opera importante si intitola “Le Grazie”, un poemetto del 1812 lasciato incompiuto. L’ opera è dedicata ad Antonio Canova, uno scultore che stava realizzando la scultura delle Grazie, figure della mitologia romana. Francesco de Sanctis, importante critico letterario, ha definito Le Grazie come “l’ ultimo fiore del classicismo italiano”.

Autore

Originaria di San Salvatore Telesino, laureata in Lettere e Filosofia presso l'Università Federico II di Napoli, si è dimostrata sempre attenta allo studio filologico dei testi letterari e all'aspetto storico-linguistico della lingua italiana. A 21 anni ha esordito con il romanzo introspettivo "Scaffali di ricordi". Attualmente, dedica ampia attenzione agli articoli di impronta storico - culturale e, contestualmente, si occupa di cronaca collaborando con "Il Mattino". Durante i suoi studi ha avuto modo di approfondire la figura poligrafa di Matilde Serao, focalizzandosi sul rapporto tra le tematiche letterarie e i meccanismi narratologici insiti nella sua opera narrativa, in particolare, ne "Il paese di Cuccagna".