Si è parlato molto dell’omicidio di Charles James Kirk, detto Charlie, attivista politico statunitense, tra i volti più noti del mondo politico conservatore statunitense. Kirk è stato anche il fondatore, assieme a Bill Montgomery, dell’associazione conservatrice Turning Point USA, creata nel 2012. Da questo omicidio è stato collegato molto anche l’odio ideologico da parte della sinistra. Ma cosa sappiamo dell’assassino che ha ucciso Kirk? Sappiamo che la sua morte è avvenuta per mano di Tyler Robinson, studente ventiduenne della stessa Università di Utah Valley University, proveniente da una famiglia Repubblicana e amanti delle armi. Quindi la sinistra c’entra? Direi ben poco. Certo è, che la manifestata chiusura al dialogo e a non prendere pubblicamente le distanze dinanzi ad un gesto efferato, non è stato umanamente e politicamente corretto. Tutte le forme di violenza , indipendentemente dalla corrente politica, vanno sempre condannate. Da condannare é anche la destra estrema, in quanto dinanzi a questo episodio, senza giusta coscienza e memoria, ha deliberatamente attaccato gli avversari usando una retorica piuttosto scadente.
Ricordiamo che la violenza colpisce tutti indistintamente dall’ideologia politica, basti citare il caso della deputata statale del Minnesota Melissa Hortman e di suo marito Mark ed il ferimento del senatore John Hoffman; l’assassino era di ideologia repubblicana, contrario ad aborto e ai diritti Lgbtq+. Ma da questo feroce crimine non si è santificato né la Hortman e né il marito. Nessuna condanna è partita dalle autorità e né tanto meno dalla stampa ormai corrotta del nostro paese.
Le forze dell’ordine, una volta fermato l’attentatore, hanno dichiarato di aver trovato nell’auto di Boelter un manifesto e una lista di obiettivi,che comprendeva politici, cliniche che praticanol’abortoe sostenitori del diritto all’interruzione di gravidanza.
Oltre al caso Hortman, il marito Mark e del senatore Hoffman, negli Usa un altro personaggio è stato aggredito a martellate da un altro folle. Su questo caso, invece, sono partite tante teorie complottistiche da parte di blogger e giornalai che emanano false notizie e riprese anche da Elon Musk condividendo proprio un articolo di matrice complottista riguardo all’aggressione.
L’aggressore del marito di Nancy Pelosi è stato David Depape. Depape, 42 enne, ha scritto almeno due blog esprimendo opinioni politiche di estrema destra, dalla negazione dell’Olocausto all’infondata frode elettorale di Joe Biden contro Donald Trump. Ma gli influencer statunitensi di destra hanno diffuso online diverse teorie alternative, sulle motivazioni che avrebbero portato Depape a casa di Nancy Pelosi. Ciò che i complottisti non si aspettavano era di ricevere un grande aiuto da Elon Musk. Il capo di Tesla ha infatti condiviso su Twitter proprio una delle loro teorie, rispondendo a un post di Hillary Clinton in cui la politica criticava i repubblicani per aver diffuso “odio e squilibrate teorie del complotto” il cui risultato sarebbero proprio atti violenti come l’aggressione di Paul Pelosi o l’assalto a Capitol Hill di Gennaio.
Pertanto l’odio ideologico, alimentato da posizioni estremiste di qualunque orientamento politico, rappresenta una minaccia per la convivenza civile e per la qualità del dibattito democratico. Quando le idee vengono sostituite dagli insulti, quando il confronto diventa attacco personale e quando l’avversario politico viene trasformato in un nemico da distruggere, la società intera ne subisce le conseguenze.
Bisogna condannare fermamente ogni forma di estremismo che fomenta divisioni violenza verbale o fisica, discriminazioni e delegittimazione reciproca. Le differenze di opinione sono una ricchezza , ma solo se espresse nel rispetto della dignità di ciascuno.
Dovremmo riaffermare l’importanza del dialogo, del pensiero critico e democratico, pluralismo, strumenti indispensabili per costruire comunità più giuste, sicure e consapevoli. Solo attraverso il confronto aperto e privo di odio é possibile dare forza alla democrazia e promuovere un futuro fondata sul rispetto e sulla collaborazione.
