Ci stiamo perdendo in un mondo che non vorrebbe morire. Stiamo perdendo attimi di vita nei silenzi e nell’indifferenza della gente. Non sappiamo più cos’è un valore, non conosciamo più il rispetto né tantomeno la coscienza.
Camminiamo fra le strade con gli occhi persi nei display dei telefonini, con le orecchie tappate da cuffiette che sfondano i timpani. Attraversiamo paesi e confini tra i ristagni del tempo passato, ignorandone la storia ed i profumi .
Abbiamo smesso di ascoltare e di sentire, trascorriamo le ore senza capire bene cosa fare, spesso ci fermiamo a discutere in colloqui sterili e inconcludenti.
Seguiamo programmi dove trattano di omicidi irrisolti, dove dopo decine e decine di anni, ancora si è nel dubbio se colui che sta scontando gli anni di pena sia di certo il colpevole. Dopo anni interminabili molti innocenti sono rinchiusi, avendo perduto la parte più bella della loro vita e i colpevoli stanno
sguazzando nelle acque putride delle loro menzogne, senza essere ancora scoperti. Gli avvocati in difesa dei cattivi si ritrovano a dover improvvisare motivazioni valide che per diritto e dovere devono inscenare tragedie e drammi su palcoscenici giudiziari in tribunali tristi e sentenziosi dove tutti sono senza il buon uso della ragione.
Si raccoglie dalle spighe il grano marcio di un’era stanca di produrre nutrimento sano. Ci rotoliamo nella melma per coprire ciò che ignoriamo e che rifiutiamo.
Siamo diventati abitanti di paesi che cadono senza sapersi rialzare, che come dei combattenti senza ragione, devono ubbidire a chi invia l’esercito verso il fronte a morire. Parliamo di pace ma con la bocca che parla il politichese, ostentiamo minacce di guerriglia. Ogni parola detta, senza pudore colpisce ed ogni gesto senza malizia scaturisce un nuovo pugno scagliato a colpire il viso di chi è più debole e flebile.
Non si ha il tempo di fermarsi ad ammirare il colore della montagna che cambia mentre l’autunno si inchina alla nuova stagione. Non si ammirano i tramonti che dipingono i borghi felici. Non si assaporano più i piatti che la domenica le nonne mettono in tavola per i loro nipoti, sono andati tutti via a cercare fortuna.
Le chiese aprono le porte a chi crede in Dio divenendo casa per ospitare anche chi non sa ancora credere. Il nuovo Papa ha invitato a considerare rifugio sicuro, appunto come propria casa il luogo dove si va a pregare e non il tempio freddo atto di immagini sacre . I giovani devono sentirsi accolti, i bambini in chiesa devono sentirsi liberi di comportarsi da bambini, anche se sono chiassosi o se piagnucolano perché si annoiano essendo troppo piccini per capire la fede, devono essere accolti e non rimproverati.
Le scuole devono comunicare con studenti e famiglie per collaborare e non per prendersi meriti o colpe. Le famiglie devono educare, gli insegnanti istruire.
Eppure molto spesso non si conosce la comprensione dei ruoli.
Si muore colpiti da un sasso, guidando un pullman ad un anno alla pensione, mentre si sta svolgendo il proprio turno di lavoro. Si muore senza motivo, senza torto o ragione. Si muore accoltellati dal proprio ex in casa propria o nei parcheggi, si muore uccisi nel sonno presi a sassate, si combatte fra vita e morte per colpa della mancanza di rispetto verso la vita. Si pianificano incontri fra grandi vertici sperando di cessare il fuoco delle guerre secolari e si spera di riuscire a placare anche gli animi assetati di sangue e conquiste sotto la pressione di paesi da sconfinare. Ci si nutre di ricchezze che sfondano le reti con un pallone mentre tanti che lavorano per la nostra sicurezza si vedono sfondate di povertà le porte delle loro case. Sono sempre troppo lontani i sogni da realizzare dei genitori che sperano di vedere realizzati i loro figli, i quali, piegati dalla forza che rende schiavi di alcool e droghe li rende sterili e inutili. Coppie giovani preferiscono affogare nell’alcool i loro desideri senza il naturale desiderio di avere dei figli. La paternità e la maternità che dovrebbero essere la naturale continuità dell’umanità e che non dovrebbe avvenire in età troppo avanzata ad oggi sembra essere solo una leggenda d’altri tempi. Ed è così che non esiste più il piacere della genitorialità, quel sentimento che rende umani, sensibili, amorevoli e protettivi, quell’istinto che porta al senso della responsabilità e al valore del sacrificio. Matrimoni che scoppiano e figli che diventano impiccio, pacchetti postali, quasi fastidio. Siamo all’innaturale, siamo al surreale, all’impensabile e ingiustificabile senso di vivere.
Ci stupiamo se esistono persone normali che credono ancora nella bellezza della vita e nella tristezza della morte. Siamo a penzoloni sul dirupo che vede cadere uno ad uno i princìpi che ancora resistono.
Abbiamo perso una parte importante di noi che ci distingueva un tempo per intelligenza dagli altri esseri viventi.
E’ come cercare di calarsi in un condotto senza appigli per poi cadere e proseguire attraverso un canale che si apre in labirinto e che nel buio non ci permette neppure di scegliere in quale direzione avanzare. Si salva chi segue il solo piccolo spiraglio di luce e si perde chi alla rinfusa sprofonda nelle tenebre senza poter più risalire. Un inferno di Dante che ha anticipato dove collocare gli uomini nella falla dei tempi. Ci chiediamo se un giorno l’umanità riesca a scoprire l’importanza dei valori, tornando ad apprezzare la vita .
