I borghi d’Italia sono giunti fino ad oggi intatti nella loro autentica unicità, rappresentativi di un mondo da rinverdire e riscoprire, una risorsa strategica per invertire la tendenza allo spopolamento diffuso, attraverso un sistema di sviluppo sociale ed economico.
Un modello di ripartenza resiliente che abbracci una nuova filosofia di vita, lenta, ma dinamica quanto basta per sviluppare, la veridicità di un turismo sensoriale che faccia da sponda alle qualità esperienziali, finalizzate a valorizzare sia le eccellenze locali, che la tradizione agroalimentare e rurale, attraverso la tutela delle proprie radici culturali, patrimoniali, storiche tramandate fino ad oggi, ma che siano in grado di incrementare tanto le filiere economiche locali quanto rigenerare il tessuto sociale, dei borghi, assopiti in un’ inerzia che li priva della propria identità originaria.
In altre parole la valorizzazione dei borghi, deve spingersi verso una rigenerazione sociale che faccia da catalizzatore tra l’economia e il ripristino di un tessuto sociale, quasi del tutto scomparso o abbandonato al suo destino inesorabile di estinzione e di silenzio urbano tipico dei piccoli centri, non più animati nella loro identità e tradizioni, in controtendenza con i grandi centri urbani, bisogna, dunque intervenire con un modello di valorizzazione appropriato, innescare un nuovo fattore sociale di ricrescita.
Oggi si è riscoperto autenticamente in contrasto allo spopolamento e alla diminutio sociale, come elemento di ritorno ad un riposizionamento pragmatico nella scena sociale del borgo, in quanto tale, fuso con una nuova anima collettiva, la riproposta del “tempo lento”, come valore aggiunto efattoriale di rinascita socio-economica, ovvero attraverso la resilienza dell’andamento lento di un borgo si possono attrarrenuovi residenti, nuovi nomadi digitali, stufi del caos cittadino, scevri da pregiudizi intellettuali, disposti a ritornare alle origini rurali dei territori che circondano i borghi e per coesione sostengono l’economia di questi.
Si sviluppa così, un turismo, autentico, responsabile, sostenibile, che va alla ricerca di una sensorialità perduta, un connubio tra l’ambiente materiale e immateriale e l’esaltazione culinaria ed enogastronomica, disponendo di un passo lento di vita, che consente all’utente di rinvigorire il borgo e di rigenerarsi senza forme di stress moderno, che mal si contrappongono ad un possibile ripopolamento delle aree marginali e limitrofe al borgo.
Come nei trascorsi storici, anche oggi il turismo “lento” favorisce la possibilità di riscoprire un approccio relazionale tra viaggiatori e residenti, ponendo le basi per una rinnovata socialità del borgo, centralizzando in esso il focus di incontri, lo sviluppo di nuove autentiche radici, che consentono la riscoperta del senso di comunità e del senso di appartenenza.
Le grandi vie di comunicazione come l’Appia Antica, o la Francigena “Regina Viarum” hanno reso possibili crocevie di viaggiatori, pellegrini, e viandanti con il solo scopo, di unire territori, diversi e lontani, integrando le loro culture e sviluppando centri di commercio unici, con sbocchi via mare e attraverso valichi e sentieri di montagna, creando miti storici incontrastati, fattori di socialità tradizionali intramontabili, che ancora oggi, accompagnano i luoghi da loro attraversati, caratterizzati da cammini lenti, tutti da assaporare e scoprire rimasti intatti nel tempo.
Un’offerta turistica unica che solo l’Italia possiede, immutabile nel trascorrere inesorabile della storia, dove lo spazio e il tempo hanno assunto il valore della socialità, in comunità semplici, dove le relazioni umane persistono autentiche, volte a preservare l’identità culturale dei luoghi, attraverso la riscoperta delle tradizioni, di un artigianato unico, fonte rappresentativa della cultura locale, che infonde alle nuove generazioni, il tramandare del “saper fare”, partendo dalle risorse naturali del territorio, ambientali, artigianali o semplicemente rurali.
Tutto ciò può rafforzare anche l’orgoglio locale, dei residenti dei borghi, tutelando e salvaguardando la memoria del passato, di un patrimonio esteso, immateriale che non deve andare perduto, ma deve continuare a consentire una nuova rifondazione sociale e comunitaria, che si integra nel presente con i retaggi della storia.
Certamente una variabile sociale, influente e fondamentale è la qualità della vita, per un equazione risolta di una “buona vita”, perché il borgo è lento, Slow, e promuove di per sé uno stile di vita che migliora il benessere psicologico, riducendo lo stress , favorendo un rapporto equilibrato con l’ambiente circostante, che parla di autenticità, storia, memoria, ruralità e socialità tradizionali mai assopite, un ritorno ad una vita resiliente, sinonimo di longevità e sapori gastronomici, salubri, salutari, e genuini che non solo ci consentono di riscoprire e valorizzare le nostre eccellenze, al contempo le rendono immortali, infondendo benessere aivisitatori estemporanei, ai turisti, e ai paesani del luogo.
I borghi proponendo un nuovo modello di turismo, coadiuvato dalla lentezza come modus operandi, non favoriscono la stagnazione ma ristabiliscono una diversa crescita, che è sinonimo di un vero impatto economico che si può definire diretto, con un’offerta sistemica e integrata rinnovata, ma autentica. Infatti, l’associazionismo sui “borghi d’Italia”, promuovendo e favorendo non solo i più belli, mette in luce anche i più piccoli, vere città d’arte dimenticate, ricreando una rete reale e digitale.
Attraverso la lentezza dei cammini, gastronomici, ambientali e naturalistici, religiosi, che ben si integrano in uno scenario anche marino, di rara bellezza, si realizza un incremento significativo del Pil nazionale e regionale, perché si promuoveun turismo, apparentemente poco appetibile ma che sprigiona un fascino connaturato, senza tempo, fatto da elementi di economicità sostanziale, favorendo l’intero comparto produttivo dei territori di appartenenza. Generando occupazione qualificata, e rivitalizzando l’economia del territorio di riferimento.
Infatti, i progetti sostenuti da molteplici regioni, in particolare dalla regione Lazio, come il “cammino dei borghi silenti”, generano un indotto economico che coinvolgono, e sviluppano l’economia primordiale e precaria di alcune realtà, attraverso la creazione di nuovi esercizi, la proliferazioni di alberghi diffusi, fenomeno tipicamente italiano che sostiene la ristorazione di tradizione, le locande ma anche B&B innovati tradizionalmente che favoriscono la destagionalizzazione del turismo locale.
La destagionalizzazione è il primo sostanziale elemento di sviluppo economico del turismo, con il passo lento dei borghi,ponendo al centro dell’economia locale il senso di appartenenza al territorio, non solo attraverso le tradizioni e la memoria storica, ma anche attraverso il lavoro e nuova occupazione, che consente ai residenti di socializzare e restare in loco senza sentire il bisogno di immigrare altrove, un elemento di deterrenza allo spopolamento, un costrutto ristrutturante dell’economia dei borghi, riqualificante il territorio e la sua naturale propensione al turismo anche al di fuori della stagione estiva, con attrattive tipiche.
Inoltre, abbassare i costi delle catene di approvvigionamento energetico, agroalimentare e gastronomico, riduce i tempi di percorrenza, con le filiere corte, a km 0, per una sostanziale sostenibilità ambientale, perché fare Europa è consapevolezza e vuol dire ridurre l’impatto ambientale nascente appunto dalla valorizzazione dei borghi, dalla loro ruralità, e dal comparto gastronomico, creando un legame diretto tra produzione agricola, rurale, artigianale e consumo dei locali.
Attraverso il PNRR, Piano Nazionale di ripartenza e resilienza si suole, infatti, implementare anche il “Piano Nazionale dei Borghi”, investendo nella rigenerazione culturale e sociale, stanziando risorse per favorire i consumi sostenibili e al contempo l’imprenditorialità locale senza mai dimenticare che siamo nell’epoca dell’energia alternativa praticata con fonti rinnovabili e della digitalizzazione per una comunicazione diretta in tempo reale.
Creare dei marchi di qualità dei Brands consorziati per diffondere un turismo lento di qualità, resta l’economia sociale più appetibile del momento, non solo per evitare l’abbandono dei borghi ma anche per trasformarli in destinazioni e mete sostenibili, centri di eccellenza intelligenti dove chiunque può assaporare una vita reale, fatta di relazioni autentiche e di benessere.
La vera sinergia, dunque, consiste nel conservare le tradizioni come fonte del sociale, e implementare il turismo esperienziale come fonte economica, un connubio senza precedenti che certamente richiede impegno dei locali, delle amministrazioni comunali e regionali, per consentire una rinascita dei borghi, senza esclusione di una politica europea e nazionale che sia aderente ad un’economia di ripartenza, coesa ad una vita resiliente e rigenerante.
Un’economia circolare, del turismo delle radici etiche, rappresenta un elemento di innovazione europea ma anche di sovranità nazionale, pertanto gli interventi del PNRR possono consolidare l’identità e il valore sociale dei luoghi prospicienti ai borghi e dei borghi in quanto tale, attraverso la riqualificazione e valorizzazione di aree abbandonate, sfruttando l’uso delle nuove performance digitali ed energetiche, sviluppando un rilancio socio-economico sostenibile e duraturo, dove l’integrazione sociale si stratifica tra le nuove generazioni, e le generazioni anziane fonte di una memoria di tradizioni da tramandare.
L’oscurantismo urbano dilagante che domina deve essere affrontato con un integrazione tra generazione implementando il valore dei borghi storici d’Italia, che rappresentano un elemento prezioso del nostro patrimonio culturale, artistico, sociale, economico, garantirne la sopravvivenza, visto il rischio di essere suffragati dal valore delle grandi città e devono essere trasformati in opportunità attraverso anche soluzioni tecnologiche innovative, che facilitano uno sviluppo intelligente, Smart, dei borghi.
Un turismo digitale, per l’archiviazione del patrimonio, rendendone agevolata la diffusione a livello globale, ma anche un’innovazione agricola e agroalimentare, il tutto facilitato da infrastrutture IOT, ovvero le infrastrutture intelligenti basate sull’internet delle cose, migliorando la gestione dei borghi in ogni comparto economico, una vera integrazione economico sociale, innovata ed intelligente che consente alle nuove generazioni di approdare ad una sostenibilità intelligente.
I borghi camminano verso il futuro con un approccio resilentema innovato, e le strategie da porre in campo sono sempre di natura integrata, anche in termini di Marketing territoriale, non bastano i milioni posti in campo, bisogna ragionare con un approccio di sviluppo determinato e determinante, che sia in grado di coinvolgere tutte le forze economiche del territorio, pubbliche e private, generazionali, foriere di un nuovo futuro con uno sguardo nel passato.
