• 19 Aprile 2024
Editoriale

Pasqua di Resurrezione, Pasqua di rinascita e di Pace. Ma dov’è la Pace e cos’è soprattutto? Sembra, il mondo, essere diventato di una realtà fatta di tematiche funeste dove ogni giorno si tratta la guerra, la violenza sulle donne, le morti sul lavoro, la differenza territoriale, lo scontro dei disagi in agricoltura, gli attentati terroristici che derubano vite umane innocenti, i processi per giudicare ladroni ed assassini. Siamo tutti Gesù e Barabba, siamo tutti ladroni e falsi santi senza più Figli di Dio. Professiamo i vari credo, ma in realtà in cosa crediamo veramente? Siamo un tantino stanchi di scrivere, leggere, di fare cronaca, di raccontare di tristezze e orrori, oggi venga professata la Nostra Fede nel rispetto di tutte le altre fedi. Sia oggi dedicata una solenne pagina alla Santa Pasqua, alla Nostra Pasqua del Sannio e del Matese, delle nostre belle tradizioni che ancora riusciamo a tramandare con orgoglio ai nostri figli e che si spera facciano altrettanto nel futuro con i loro figlioli.

Rievocando dal periodo Quaresimale fino alla Pasqua, nei nostri borghi tutti sono impegnati, ognuno con un proprio compito. Da qualche mese, i semi di grano, sono stati piantati da mani esperte in ciotole di terra poste al buio, in attesa che germoglino e mantengano il classico colore tenue fra il biondo e verde chiaro, serviranno ad allestire il Santo Sepolcro nelle chiese dei Paesi.

Il Parroco prepara il percorso di fede seguendo i bambini del Catechismo, visitando i malati impossibilitati a partecipare agli incontri e ai momenti di Comunione, a preparare i vari eventi rievocativi come per la Benedizione delle Palme, le Confessioni, l’ultima cena con la lavanda dei piedi del Giovedì Santo, la processione del Venerdì che vede come in ogni chiesa del mondo allestita la scena della morte di Gesù.

A Solopaca come dappertutto, da sempre, si ricorda appunto “la Passione” del Cristo, oggi come nell’antichità dei tempi dei nostri avi tante bambine e donne si vestono, di nero con veli sul capo e coroncine di violette e si muovono in processione seguite dal Cristo Morto e dalla Vergine addolorata portati a spalla da donne e uomini che si offrono con devozione.  In processione anche i membri della Confraternita legata al culto della Vergine Addolorata dell’antica Congrega dei Sette Dolori risalente al 1710, in piazza Vittoria, nella quale  con sapiente cura vengono esposte le Immagini statuarie del Cristo morto e di Sua Madre l’Addolorata che ai piedi del Figlio si dispera per il dolore che il Mondo ha inflitto a Colui che si è offerto di morire per il mondo stesso.

Una cornice che rende scenografico un momento di Fede molto sentito da tutto il paese e da tutto il mondo cristiano. Il cammino di Fede porta alla Conclusione con il risveglio festoso delle Campane che annunciano a tutti che Gesù è risorto e ci si ritrova uniti nelle Chiese di San Martino e San Mauro per le Solenni Messe di Pasqua durante le quali dopo giorni e giorni di prove i rispettivi Cori allieteranno le celebrazioni con i vari canti.

La domenica di Pasqua le massaie porteranno in tavola le migliori delizie tradizionali del luogo “I Viscuotti cù l’ova” tipici biscotti simili a grossi taralli ma fatti a base di uova , la “ Pizza coi risi” torta dolce fatta con riso cotto nel latte.

La Pastiera Napoletana  regna sovrana dal ‘600 nata forse per offrirla in dono alla bella Sirena Partenope o forse inventata da una suora Benedettina del Convento di San Gregorio Armeno che volle mettere insieme tutti gli ingredienti più simbolici del periodo pasquale, primo fra tutti le uova che nella simbologia cristiana rappresenta la rinascita a vita eterna dell’uomo attraverso la morte e resurrezione di Gesù, Figlio di Dio.

Altro piatto tipico” Il Casatiello” rustico a forma di ciambella ripieno di formaggi, salumi, uova e rifinito al centro con delle uova sode lasciate intere, con lo stesso guscio e fatte cuocere nell’impasto come ornamento centrale. Non mancano mai le Uova di Cioccolata per i bambini e le dolci colombe ricoperte di mandorle e codine di zucchero che fanno parte ormai della tradizione di tutti.

Una bella festa che basa il valore profondo sulla resurrezione del Cristo e che dovrebbe portare nelle menti di ognuno il vero significato di sacrificio fatto dal Padre per noi uomini e per la nostra salvezza. Nei piccoli borghi siamo ancora fortunati perché conserviamo i valori, le tradizioni, il significato vero per chi ancora crede e ha Fede ma molto più spesso viene vanificato e inteso solo come una data scritta in rosso sul calendario e dunque un giorno festivo dove le scuole restano chiuse e non si lavora, la giustificazione lecita, il permesso per far festa, per concedersi un viaggio e per poter vendere tonnellate di uova di cioccolato.

Si dimenticano i genitori o i nonni anziani per trascorrere altrove il giorno di festa, si dimentica anche il significato di scambiarsi gli auguri, seguendo a volte un copione comportamentale senza conoscerne il profondo senso.

E siamo arrivati oggi alla Domenica della Pasqua! Chi in un senso e chi nell’altro, chi Credendo in un Dio, chi invece scetticamente credendo in un Niente, ma tutti fanno oggi festa!  Ci si augura solo che possa essere per ognuno un giorno di Vera Rinascita mentale e di cuore, una ricostruzione di affetti e di unione, un profondo significato legato al valore che ha ogni vita umana, che sia data luce sulla bellezza dell’essere vivi. Che ci si prodighi ad agire in modo costruttivo e non distruttivo, che si riesca a carpire dove non bisogna arrivare a spingersi per non sporgersi oltre i limiti dell’umanità. Si chiede Pace e si vendono armi, s’invoca amore e si urlano parole di odio. Siamo sempre più propensi a lavarcene le mani come fece quel Ponzio Pilato. Dunque, Mondo, cosa dovrà ancora accadere per far si che la gente risponda con sapienza al sacrificio che fu fatto dal Cristo sulla Croce? Se non siamo arrivati a capirlo dopo duemila anni, quando pensate di capirlo? Siamo arrivati ad un punto di non ritorno dove neanche altri dieci Figli di Dio riuscirebbero a sanare questa piaga orribile che noi stessi abbiamo inferto sui nostri corpi lacerati dalla malvagità, dall’arroganza e dalla fame di potere. La sola speranza è che il Bene vincerà sempre sul Male. Buona Pasqua e sia La Vera Pace per tutti!

Autore

Carmela Picone nasce nel 1969 a Solopaca , in provincia di Benevento. Dopo aver conseguito il Diploma di Maturità Classica, leggendo Pirandello scopre la passione per il teatro. Partecipa e vince un concorso letterario con La Libroitaliano Editore e vede le sue poesie pubblicate in un’antologia. Scrive il romanzo “Gocce d’Amore” che ottiene immediato successo tanto da interessare un regista romano che chiede all’autrice di scrivere una sceneggiatura tratta dal proprio libro per la progettazione di un film. Nel 2021 scrive “La poesia delle parole semplici” una silloge pubblicata dalla Atile Editore. Le passioni restano la scrittura, i viaggi ,la recitazione e la pittura . Ama molto viaggiare, scoprire nuove culture, ammirare nuovi paesaggi e far tesoro delle emozioni che ne scaturiscono dopo ogni luogo ammirato. La sua ambizione più grande resta quella di promuovere il territorio nel quale è nata, e dove oggi s’impegna nel sociale per tenere vive le tradizioni e per portare alla conoscenza di tutti la meraviglia e i tesori della sua terra. piccola perla del Sannio.