I leaders europei di estrema destra stanno conquistando una posizione di successo elettorale, e non soltanto perché i sondaggi ne diano prova, ma perché indirettamente il protagonismo elettorale dell’AfD in Sassonia denota un movimento politico innovato che indipendentemente dai risultati elettorali, ha già fatto la storia, politica e programmatica della Germania. Ma il paradosso è che l’AfD ha stravinto il 7 di settembre con il 44.5% e vuole governare, obiettivo di ogni leader politico, ma il rischio presunto che non avvenga come è già stato per Alice Weidel, anche per la Le Pen, per mancanza di alleanze rispettose del risultato raggiunto. Se l’AfD guidasse il governo regionale in Sassonia, per la prima volta l’estrema destra guiderebbe un Land tedesco, dopo la Seconda guerra mondiale. Urich Siegmund vince con la volontà di riscrivere la storia tedesca a soli 35 anni, e ribaltare la narrativa classica dell’immigrazione con la remigrazione, eliminando la propaganda degli LGBTQ+ nelle scuole. Un risultato di grande significato politico non solo per la Germania ma anche per l’Europa, perché la Germania nel 2029 con le nuove elezioni, si prepara democraticamente alla conquista politica del potere federale con il programma AfD, anche l’Europa con i suoi movimenti storici vorrebbe prima del 2030 raggiungere una formazione degli Stati membri di carattere federativo, riformando una governance stanca ed inefficace.
La Sassonia non è il Land tedesco con un’alta percentuale di immigrazione, pur tuttavia il CDU rimane al palo con il solo 17% e la sinistra arretra ad uno scarso 9%, e il cordone sanitario espletato per non far governare l’estrema destra è poca cosa, infatti l’AfD viene votata dal 44% da under ventiquattrenni sull’80% dei votanti, definiti nazisti, perché contrari alle politiche socialiste che hanno trascinato la Germania post Merkel, con Merz in uno stato di impoverimento economico, di discesa industriale, con un elevata perdita di identità locale, e un substrato nostalgico generato dal mancato recupero sociale dopo la frattura tra Germania dell’Est e dell’Ovest, con scarsi tentativi di valorizzazione degli ideali della cultura tedesca delle origini. Infatti, la leadership di Ulrich Siegmund attecchisce, nonostante la sua giovene età, poiché incarna una positività dimenticata, per un recupero dei fasti passati, e si teme tra l’élites politiche contrarie un effetto dilagante anche a livello europeo. La sinistra tedesca paga anni di ambientalismo massimalista, politiche migratori senza freno, con un linguaggio che non parla più agli operai disoccupati del sistema industriale tedesco, ma alla cultura woke, e il 61% degli operai tedeschi vota all’estrema destra causa di un abbandono e disagio sociale troppo evidente.
Il Pil pro capite della Sassonia è bassissimo, e l’immigrazione resta ferma ai siriani con la Merkel, con un andamento demografico bloccato, allora è chiaro che non è un voto di protesta ma di rinascita popolare, la sinistra è ormai al tramonto e le sue continue accuse di fascismo e nazismo hanno evocato non un ritorno al passato, ma il bisogno di valori veri, atemporali, ad una rinascita dell’identità, intercettata da una destra vicina al popolo e alle sue esigenze, per promuovere lavoro e sicurezza. Visto che la Volkswagen sceglie il riarmo, il modello industriale non si converte chiude, e la Germania spinge verso una conversione verso un’economia di guerra. Quindi nessuna fiammata nazista è la più grande crisi dell’auto motive tedesca collegata al settore metalmeccanico italiano, con 100,000 operai licenziati, un sistema emblema europeo distrutto.
I timori dell’Europa socialista crescono, una vera scossa politica soprattutto per i partiti europeisti, come anche in Italia dove l’effetto del fenomeno Roberto Vannacci, con il partito Futuro Nazionale, registra sondaggi in salita, che non preoccupano il centro destra o meglio FdI, anche se un’analisi demoscopica evidenzia come questi si implementa a discapito dello stesso centro destra, in particolare per la sua familiare alleanza a livello europeo con l’AfD.
Un contrasto annunciato, nelle diverse anime della destra europea, ma un contrasto molto propagandistico credono, perché l’ex Generale, da buon stratega militare ha inteso azionare un marketing politico in grado di intercettare, tutti coloro che non solo non si rivedono nella moderazione permanente dell’attuale destra di governo del Presidente Giorgia Meloni , ma al contempo riesca ad emulare e svegliare gli animi sopiti degli astenuti al voto che superano la maggioranza relativa degli elettori. Spingendo e alzando il livello dell’asticella nei contenuti e nei principi oggetto di programma, al fine di parlare alla pancia di un elettorato che per esempio in temi come la sicurezza aveva attese, molto più estreme rispetto agli interventi decreto dell’attuale maggioranza.
Futuro Nazionale infatti, di Roberto Vannacci, sale sempre più al 7.9% e diventa esplosivamente la quarta forza politica italiana, un vero cambiamento negli equilibri del centrodestra, e il distacco con Forza Italia si vede in termini percentuali che scende al 7.1% mentre la lega arretra vorticosamente al 4.4%e Noi Moderati si attesta al 0.9%, una disfatta militare, ma ciò ancora poco preoccupa Fratelli d’Italia che non arretra e resta dal 26.5% prima forza di governo distanziando il PD fermo al 22.2%.
Il Pd, morto, o agonizzante, o sepolto nel campo largo una coalizione confusa, indecisa che sta facendo spazio all’estrema destra, o meglio all’idea di destra di Roberto Vannacci, che assume toni, decisi come la Weidel, in Europa, indicandola burocratizzata e suggerendo un’exit di tutti i Paesi membri dove l’estrema destra sta crescendo, invocando un possibile sovranismo di governance, auspicato nel programma AfD. In altre parole, la paura monta non solo in termini nazionali, ma anche sovranazionali europei, e Vannacci, né è la prova ultra-sovranista di casa nostra, dopo un conseguente autoannullamento del comunismo anche nostrano.
“Il comunismo non è un grande ideale che è degenerato, è una degenerazione che è stata venduta come un grande ideale” Olavo De Cavalino, filosofo brasiliano. Una degenerazione post Pc, e Marco Rizzo attento interlocutore, osserva che Vannacci sbaglia a definirsi di destra-destra, perché Sara Wagenkenecht, di sinistra, in Sassonia ha affinità ideologiche con l’AfD, per una probabile alleanza perché finalmente si possa porre uno stop alla degenerazione politica della sinistra progressista post europea in stile democratico americano, per andare verso un Europa che non odia più i popoli europei, sviluppando lavoro e benessere economico.
Quindi non è il governo italiano, di centrodestra che va verso una direzione politica priva di visione politica, anzi è il PD che affonda o meglio quella tanta sinistra che nel tempo non ha saputo governare le politiche del lavoro, dimenticandosi dei lavoratori stessi, spingendoli in un precariato di routine, una sinistra capace di spiegarti perché il fascismo di destra sta vivendo una stagione di ritorno, ma incapace di spiegarti perché dovresti votare lei, insufficiente a porti argomenti come il salario minimo o salario basso, che la stessa non ha riformato. Infatti, nel 97 con il governo Prodi arriva il pacchetto Treu ed introduce il lavoro interinali, poi Renzi parla di job act che introduce la flessibilità concettuale non quella reale, sprecando la possibilità di modernizzare il mercato del lavoro ed essere competitivi, e ancora Mario Draghi ne spiega le nicchie di miglioramento in Europa.
Ma in realtà la verità è che un’intera generazione di lavoratori grazie alla sinistra è vissuta con stipendi bassi e contratti sotto la soglia minima della contrattazione con il salario al minimo della sussistenza, da qui ne deriva che più nessuno considera la sinistra del PD la sinistra dei lavoratori, e poca cosa, anzi una delusione è poi vi è stato l’intervento dei pentastellati, che hanno sprecato ingenti risorse finanziarie mai recuperando il divario perso dalla sinistra. Una sinistra che ha saputo solo convincere sui diritti sociali, ma che gli stessi non ha saputo riformare con decisione sostanziale come le Unioni Civili, un surrogato di matrimonio, senza alcuna parvenza di tutela. Insomma, la sinistra ha aperto un vuoto di gestione politica, uno spazio estremo dove la destra sta beneficiando dei frutti del suo lavoro e l’arrivo di Vannacci, più spostato vero l’estremo chiude un cerchio, un insieme complesso che la sinistra ha abbandonato senza capacità di soluzioni concrete.
Alle politiche del 2022 FdI prendeva il 34% fra gli operai, il PD, storico partito dei lavoratori solo 11% ed ora che le dinamiche del lavoro con AI stanno oltremodo cambiando si chiedono ancora come mai si sta evolvendo l’effetto Vannacci, e come mai una frangia dell’elettorato, dopo il Woke estremo, ed oggi islamismo politico, la nazione pensante si sta spingendo verso un fenomeno elettorale che solo a sinistra ancora non trova una spiegazione plausibile. La sinistra progressista ha inteso scambiare i diritti sociali con quelli reali degli operai, rimasti in un libo marxista, che mai più saranno in grado di recuperare, strizzando oggi oltremodo l’occhio all’alta finanza americana.
Certamente il campo largo tenterà l’estrema unzione, andare tutti uniti, dice Renzi, ma ciò è un eufemismo di coalizione, che si sperderà ad ogni piè sospinto, ad ogni visione di programma, perché cercano e vogliono combattere verso un nemico ideologico dimenticando che siamo difronte ad una destra neoconservatrice e riformista, e la riforma elettorale determinerà le coalizioni.
Inoltre errore della sinistra, abbandonando l’economia reale ha abbandonato le minoranze non proteggendole dai fenomeni di sistema, dagli shock di mercato, come naufraghi alla deriva di una generazione che senza il piano casa, riformato dalla destra era incapace di crearsi un futuro, dove senza gli aumenti di stipendio, promossi dalla destra, rischiava un collasso post ideologico, supportati da un ideologia del politicamente corretto che ha stimolato l’eccesso di invocare forme di ordine e di sicurezza più incisivi.
Certamente la sinistra ha perso di credibilità, non dando mai risposte concrete, e le rottamazioni di Renzi sono divenute oggi i presupposti per una nuova primavera nazionale, e la corruzione dei pentastellati, che hanno combattuto solo la loro di povertà è divenuto il cavallo di Troia, per dare certezze a chi le certezze le aveva attese da troppo tempo.
Quindi l’estrema destra non fa paura, ispira fiducia, a chi vuole serenità e governabilità, strategia nelle crisi mondiali, tali da coadiuvare anche il centro destra, perché le frustrazioni sull’immigrazione diventano politiche europee, mentre la sinistra scatena e strumentalizza una magistratura servile incapace di mantenere una postura di potere. La riforma sulla separazione delle carriere, con la vittoria dei No al referendum confermativo, ha suscitato ulteriore clamore verso una formazione orientata a destra e ai suoi estremi, cercando di evitare il potere delle toghe e la sua supponenza. Infatti, la politica di sinistra non dovrebbe limitarsi a correggere le opinioni o le attuazioni della destra, ma dovrebbe avere una sua visione sulla società nazionale, sovranazionale e come attuare politiche economiche proprie, assumere un decisionismo che non ha, altrimenti la destra surclasserà ogni loro tentativo di risorgere dalle ceneri.
La destra, si professa come antisistema e la sinistra ormai è percepita come quella che governa uno status quo da essa stessa deteriorato, perché chi è causa dei propri mali, ormai non può che piangere sé stessa, lontana dai diritti dei lavoratori, delle donne, e oggi anche della categoria delle LGBTQ+, abbandonati da un re woke per sostenere islam politico e le sue negazioni anticostituzionali.
L’ideologia di sinistra scaduta nel baratro dei gironi danteschi, in particolare in quello degli ignavi, costretti a portare sempre bandiere diverse mai proprie, visto che la bandiera rossa l’hanno reclusa e abbandonata, recisa, imprigionata nella ricerca del consenso cieco e becero, perché le minoranze, vanno tutelate con saggezza e buon senso, non con l’ideologia di sistema, l’autodeterminazione nasce dallo sviluppo economico non solo dai diritti sociali da una loro forzatura.
La frustrazione, la sensazione o percezione di non essere pienamente rappresentati da forme di ideologie estreme, come la stessa sinistra ha esplicitato, fino ad oggi, genera l’effetto Vannacci e stranamente la paura degli estremismi si dissipa, di fronte all’intolleranze ideologiche e ad un antifascismo che a sua volta incarna il fascismo per eccellenza subordinando i bisogni reali ed economici al potere finanziario elitario.
