• 22 Gennaio 2026
Editoriale

L’Etna o Mongibelloè uno stratovulcano complesso  della Sicilia,  ed è il più alto vulcano attivo della placca euroasiatica. Le sue frequenti eruzioni nel corso del tempo hanno modificato, a volte anche profondamente, il paesaggio circostante e in tante occasioni hanno costituito una minaccia per gli insediamenti abitativi nati nel tempo alle sue pendici. Il 21 giugno 2013, l’ UNESCO ha inserito l’Etna nell’elenco dei beni costituenti il Patrimonio dell’Umanitá.

Il territorio presenta aspetti molto differenti per morfologia e tipologia in funzione dell’altitudine. Fortemente urbanizzato sui versanti est e sud si presenta selvaggio e brullo sul lato occidentale dove predominano le “sciare” (termine siciliano locale che indica terreno di scorie vulcaniche incoerenti), specie nel versante nord. Poco urbanizzato, ma di aspetto più dolce, il versante nord con il predominio dei boschi al di sopra di Linguaglossa. Il versante est è dominato dalla Valle del Bove sui margini della quale si inerpicano fitti boschi.

Il circondario ha caratteristiche che ne rendono le terre ottime per produzioni agricole grazie alla particolare fertilitá dei detriti vulcanici. Ampie parti delle sue pendici sono comprese nell’omonimo parco naturale. 

In inverno è presente la neve che, alle quote più elevate, resiste fin quasi all’estate. Le aree turistiche da dove si può partire per le escursioni in cima al vulcano sono raggiungibili agevolmente dai versanti sud e nord-est in cui si trovano anche le due stazioni sciistiche del vulcano.

Studi successivi agli anni sessanta hanno rivelato una vera complessità della struttura che risulta costituita da numerosissimi centri eruttivi con caratteristiche tipologiche del tutto differenti.

L’attività maggioritaria in tempi storici è stata connessa a quella del sistema centrale, che in tempi più recenti ha interessato altre nuove bocche sommitali: il Cratere di Nord-Est, formatosi nel 1911, la Voragine nata all’interno del Cratere centrale nel 1945 e la Bocca Nuova originatasi sempre al suo interno, nel 1968.

Nel 1971 si è formato il nuovo Cratere di Sud-Est. Infine, nel 2007, è nato il Nuovo Cratere di Sud-Est che in seguito all’intensa e frequente attività stromboliana e alle fontane di lava, tra il 2011 e il 2013 ha assunto dimensioni imponenti raggiungendo l’altezza dei crateri precedenti.

L’etimologia del nome Etna è da sempre dibattuta. Sembrerebbe derivare dal toponimo Aἴτνα , nome del greco antico che fu attribuito alle città di Katane (Kατάvη),indicante l’antica Catania, o similmente l’antica Inessa. Alla fondazione di Aἴτνα (città) il poeta Eschilo dedicò la sua tragedia “Le Etnee”.

Il nome Aἴτνα  deriverebbe dal verbo greco  (àithō), cioè “bruciare”. In effetti, l’Etna era conosciuto dai Greci come Αἴτνη (Àitnē), quasi intercambiabile con Aἴτνα e corrispondentemente dai Romani come Aetna, sia per il vulcano che per la città. Non è comunque esclusa la possibile origine indigena del termine, come derivante dal sicano *aith-na (“ardente”).

Nella mitologia greca e in seguito anche romana, Etna è anche il nome di una ninfa siciliana, figlia di Urano e Gea (Gaia) e madre dei Palici, che tradizionalmente si crede abbia dato il nome al vulcano stesso. Inoltre, secondo Euripide,  l’interno del vulcano era il luogo dove il dio Efesto e i suoi assistenti, i Ciclopi, forgiavano i terribili fulmini di Zeus, re degli dei. L’Etna ha ispirato nell’antichità diverse opere letterarie, tra cui la Teogonia di Esiodo e una perduta tragedia di Eschilo, intitolata Le Etnee, il dramma satiresco Il ciclope di Euripide, ispirato alla figura omerica di Polifemo e ambientato alle balze dell’Etna, e il poemetto pseudovirgiliano Aetna compreso all’interno dell’Appendix Vergiliana.  Da menzionare poi nel Rinascimento il De Aetna, un saggio in latino di Pietro Bembo,  in cui la descrizione del vulcano e della sua ascensione è un pretesto per discutere dei classici. 

Il vulcano è meta frequente per l’ escursionismo sia montano sia legato all’attività vulcanica. Il 2 giugno 2025, l’Etna ha avuto un’eruzione, con un crollo di parte del cratere di Sud-Est e la formazione di una nube eruttiva alta chilometri. L’eruzione è stata causata da un flusso piroclastico, probabilmente prodotto da un collasso di materiale sul fianco settentrionale del cratere. Il tremore vulcanico ha raggiunto valori molto alti, e l’attività stromboliana è stata intensa, con piccoli trabocchi lavici e modeste colate in direzione della Valle del Bove. L’eruzione ha portato all’emissione di una nube di gas e cenere, visibile anche da lontano. Ovviamente questo ha avuto diverse conseguenze, tra cui l’innalzamento dell’allerta per il traffico aereo e l’attivazione del protocollo di Protezione Civile. L’Ingv ha precisato che l’eruzione è in corso e che il tremore vulcanico è in diminuzione, ma che sono possibili altri fenomeni improvvisi.L’eruzione dell’Etna nel corso dei secoli sono state tantissime e diverse, ma sicuramente è da ricordare quella del 1669, che è considerata la più devastante in epoca storica, ebbe inizio in primavera e si concluse a metà luglio dello stesso anno. Devastò e seppellì decine di centri abitati, giungendo fino al mare in corrispondenza dei quartieri occidentali di Catania. L’Etna continua ad essere un vulcano attivo e dinamico, con eruzioni che possono avere diverse conseguenze. L’eruzione del 2 giugno 2025, con il crollo del cratere di Sud-Est e la formazione di una nube eruttiva, ha dimostrato la costante attività vulcanica del vulcano e la necessità di monitorare attentamente la situazione. 

Autore

Laureata in Giurisprudenza e pubblicista iscritta all’albo dei giornalisti. Ha lavorato presso casa editrice e collaborato in 4 testate giornalistiche sia nel Casertano che nel Beneventano. Proprietaria e direttrice responsabile della Testata giornalistica “Sannio Matese Magazine”, registrata presso il tribunale di Benevento, che ha come obiettivo informare, formare e valorizzare il territorio a cui è particolarmente legata del Sannio e del Matese. Presidente dell’Associazione Incanto, da lei stessa fondata, volta alla realizzazione di eventi culturali, sociali, editoriali, mirante principamente a collaborare con le scuole trattando temi socialmente delicati tramite la sensibilizzazione, attraverso il suo format da lei stesso idealizzato “Love Life”. Autrice di "Nuvole d'Estate" e coautrice di "Incantesimi e Magie dal Matese al Sannio"