• 10 Maggio 2026
Itinerari

Siamo prede della velocità, del traffico, del tempo che ci sfugge e non ci permette di fermarci e guardare e notare l’angolo, il particolare.  Sono proprio gli angoli che sfuggono alla vista  a causa della frenetica quotidianità: non riusciamo a fissarli andando indietro nel tempo per assaporare il loro valore storico, per sentire i passi dei “grandi” della storia, che hanno calpestato quel luogo dove camminiamo, durante una passeggiata turistica o una giornata normale.
Una normalità apparente, che ci risucchia come se fossimo oggetti della velocità e non soggetti attivi dell’oggi e del domani.
Fermiamo l’attimo, allontaniamoci dagli impegni costanti che ci attanagliano, facciamo pulizia nei meandri dell’anima e caliamo lo sguardo, per un istante, nelle bellezze che ci circondano. Ascoltiamo, nel vuoto del ricordo storico, il respiro del passato, di chi non c’è più, delle pietre che- metaforicamente- parlano di gente e popoli; delle dimore, dei castelli, dei borghi storici .
I centri storici sono gremiti di bellezze architettoniche; sono luoghi in cui il reciproco rende protagonisti il passato e il presente: il filo rosso che ci rende soggetti consapevoli di un passato incancellabile.
Scoprire i borghi, infatti, è di gran lunga interessante, perché possiamo accrescere il nostro bagaglio culturale apprendendo la loro storia, le loro tradizioni culinarie: una catena di bellezza, informazione, contestualizzazione.
Intraprendendo una passeggiata, durante una domenica di Maggio molto soleggiata, giungiamo a Morcone, un comune di 4458 abitanti, ricco di frazioni, tra cui Bochicchi, Colle Alto, Fontana, Vetica, Macchia, etc.
Un borgo che si caratterizza per le sue peculiarità paesaggistiche incantevoli e per le tante tradizioni storiche; esso si erge su una collina, che si trova alle pendici del Massiccio del Matese, sporgendo sulla valle del fiume Tammaro.
Un paesaggio naturale, attraversato da svariati corsi d’acqua- come il torrente di San Marco attiguo al centro storico- e il torrente Rio Vivo.
Morcone, dunque, intorno al 776 d.C. fu sede di un gastaldato longobardo, in seguito, divenne sede vescovile.
Da notare è il castello medievale, forse, eretto nel X secolo. Abbiamo, però, una testimonianza che risale al 1122; in esso, in epoca medievale, si rifugiò il conte di Ariano. Il Castello è situato sulla sommità del borgo;  dai ruderi si evince che sia stato costruito su un insediamento sannita.
Morcone, in seguito, fu proprietà regia con Ruggero II di Sicilia ed ebbe le Antique Assisie – ovvero, statuti municipali.
Fino al 1806 fu feudo dei Gaetani, dei Carafa, dei D’ Aponte; poi, fu abolito il feudalesimo ed entrò a far parte del Contado del Molise e , nel 1861, della provincia di Benevento.
Tito Livio- storico romano- nella sua illustre opera”Ab Urbe condita”, diede a Murgantia l’appellativo di “validum urbem”; osservando attentamente lo stemma della città, il leone rampante che vi è rappresentato, allude proprio all’epiteto poc’anzi citato. Oltre al leone, simbolo di vigore, vi è anche una rosa.
Ad oggi, si possono osservare i resti del castello intorno al quale si estende il centro storico. Le strade sono costruite con pietra locale, piuttosto strette- tipiche dei centri storici- e sul ciglio delle strade si ergono abitazioni molto caratteristiche. I vicoli inanellati sono caratterizzati da gradinate in pietra. Secondo una fonte del XIV secolo, nell’ antichità, i primi nuclei erano situati vicino le mura di cinta urbane. Ad oggi, si conserva solo una Porta Civica, la Porta San Marco.
Morcone è un borgo ricco di chiese; a tale proposito, ricordiamo la Chiesa di Santa Maria de Stampatis, a tre navate.
Nella chiesa di San Marco è possibile ammirare le vetrate artistiche in cui sono rappresentate scene della Via Crucis.
Vicino al castello è situata la chiesa di San Salvatore che sorge sui resti di un tempio; nell’ XI secolo essa divenne sede vescovile; al suo interno vi troviamo affreschi, una fonte battesimale e un sarcofago.
All’interno del borgo è possibile visitare diverse piazze, come quella di San Bernardino; inoltre, vi sono anche altre piazze, che in passato furono utilizzate come centri di attività commerciali e artigiane: piazza del Pozzo e piazza San Marco.
Il paese è ricco di bellezze naturalistiche, prati colorati, adeguato per chi ama le escursioni e il trekking e molti sono gli itinerari da seguire per una passeggiata in compagnia di amici o familiari.
Definito come “Presepe nel Presepe”, il borgo affascina i turisti grazie alle sue bellezze visive e al clima di tranquillità che emana. Un borgo da visitare e scoprire attentamente.

Autore

Originaria di San Salvatore Telesino, laureata in Lettere e Filosofia presso l'Università Federico II di Napoli, si è dimostrata sempre attenta allo studio filologico dei testi letterari e all'aspetto storico-linguistico della lingua italiana. A 21 anni ha esordito con il romanzo introspettivo "Scaffali di ricordi". Attualmente, dedica ampia attenzione agli articoli di impronta storico - culturale e, contestualmente, si occupa di cronaca collaborando con "Il Mattino". Durante i suoi studi ha avuto modo di approfondire la figura poligrafa di Matilde Serao, focalizzandosi sul rapporto tra le tematiche letterarie e i meccanismi narratologici insiti nella sua opera narrativa, in particolare, ne "Il paese di Cuccagna".