Piedimonte Matese, fino al 1970 Piedimonte d’Alife, è considerato a tutti gli effetti il capoluogo del Matese campano in quanto il principale comune della regione montuosa e riveste un ruolo significativo nel settore del commercio e dei servizi. Le prime citazioni documentarie di Piedimonte risalgono al 977 e al 1020, periodo in cui il dominio longobardo era ormai al termine. Il borgo era denominato “Pedes de Monte” che indicavaproprio la sua collocazione geografica ai piedi della montagna.
Il monte Cila, alle cui falde sorge l’attuale centro abitato, in epoca sannitica, ospitava un insediamento. Nel IX secolo che si formò il primo nucleo abitato di Piedimonte, stretto attorno alla chiesetta di San Giovanni e situato in posizione dominante e di controllo della piana Alifana e della valle del Volturno. In quel periodo questo piccolo borgo dipendeva dai conti longobardi di Alife. Nel corso dei secoli IX e X la popolazione del piccolo insediamento aumentò grazie ai profughi provenienti dalla piana alifana, devastata dalle incursioni saracene. Nel Medioevo, questa città, divenne un importante centro fortificato. La costruzione di un castello, presumibilmente attorno al XIII secolo, contribuì a difendere la popolazione dagli attacchi esterni. Sotto il dominio normanno Piedimonte divenne baronia e aveva la giurisdizione sui borghi di Castello del Matese, San Gregorio Matese e San Potito Sannitico. Nel corso dei secoli fu dominata da varie famiglie: dai De Busson ai D’Aquino, dai Della Leonessa ai Gaetani d’Aragona che la tennero fino a quando non fu abolito il feudalesimo nel 1806.
Con l’espansione del commercio e la crescita demografica, Piedimonte Matese iniziò a svilupparsi come centro di scambio e mercato nonché il vero capoluogo dell’intera area matesina. Cacciati i Borbone, Piedimonte ebbe un importante rilancio economico sotto il periodo della dominazione francese tra il 1805 e il 1815 durante la quale, grazie all’interessamento del re di Napoli Gioacchino Murat, fu impiantato a Piedimonte un opificio per la filatura meccanica e la tessitura a mano dall’imprenditore svizzero Johann Jakob Egg. Tornati sul trono di Napoli i Borbone, Egg seppe mantenere buoni rapporti con i nuovi governanti tanto da riuscire ad ottenere nuovi privilegi e ad ampliare il suo opificio.
Il paese si è sviluppato soprattutto nel tardo Medioevo e si presenta come un antico centro in posizione strategica e conserva alcune caratteristiche ambientali cui si adeguano anche le successive costruzioni barocche.Piedimonte Matese è ricco di Chiese costruite tra il 1300 e il 1500 e tra queste si possono ammirare la Chiesa di San Biagio, costruita agli inizi del XV secolo che costituisce una delle espressioni più alte di quella cultura figurativa tardo-gotica con i suoi affreschi di storie dell’Antico e Nuovo Testamento. La Chiesa di San Tommaso, costruita agli inizi del 1400 su ruderi di un tempio romano, con uno stile abbastanza semplice e nell’annesso ex-convento, oggi sede del Museo alifano, si conservano interessanti reperti archeologici provenienti dalla vicina Alife, di armi e oggetti dell’età della pietra, terrecotte di età greco-romana e oggetti di interessi artistico e storico quali monete, pergamene, coralli miniati, ceramiche e armi. Il Santuario dell’Annunziata, eretto nel 1640, ha un’affascinante facciata barocca con tre portali e l’interno, a tre navate, è adorno di stucchi con altari lignei lavorati. Di rilevante importanza è la Basilica di Santa Maria Maggiore che conserva tavole e tele dei secoli XV e XVII ed è stata elevata alla dignità di Basilica Minore nel 1945 da Papa Pio XII.
La chiesa di San Giovanni è di origine altomedievale e si trova nel punto più alto del centro storico di Piedimonte Matese e, proprio intorno a questa antica chiesa che inizia a svilupparsi il primo nucleo abitativo, il borgo di San Giovanni. Nei secoli successivi, nel borgo, nascono diversi edifici chiave per Piedimonte ma, oggi in completo stato di abbandono come gran parte dell’intero centro storico. Anche se non è del tutto spopolato, il borgo di San Giovanni, rivela diverse abitazioni diroccate e disabitate e ha le caratteristiche di un borgo fantasma. Una caratteristica spettacolare chesi intravede nel girare per le viuzze e scalinate varie di questo borgo è notare come sia rimasto tutto un po’ medievale. Molte palazzine che si incontrano sembrano che sono pendenti per la loro inclinazione o la loro struttura obbliqua. Ci sono diversi vicoli angusti, difficili da percorrere per la loro pendenza o improvvise scalinate. Il borgo di San Giovanni si estese sempre di più fino ad unificarsi a un altro borgo chiamato Vallata, i due villaggi formeranno un unico nuovo centro abitato.
Nonostante da anni si trovi in un malinconico abbandono, disabitato e privo di manutenzione resta di una rilevanza importante per la storia di Piedimonte Matese il Palazzo Ducale dei Gaetani d’Aragona. Il palazzo domina maestoso nel quartiere medievale del paese e, per la sua posizione e la sua grandiosità, è la più imponente testimonianza storica e architettonica di un antico centro che un tempo era di enorme importanza per l’area matesina. Purtroppo questo maestoso e nobile palazzo è in stato di abbandono anche se negli ultimi anni si è parlato spesso di ristrutturarlo ma ancora non si vede l’avvio di nessun tipo di iter per i lavori.
Come gran parte delle amministrazioni dell’area matesina e sannita, purtroppo anche Piedimonte Matese non ha mai valorizzato il suo borgo medievale e i tanti edifici storici ancora esistenti ma in stato di degrado. Per mancanza di industrie, il paese non ha mai puntato a valorizzare il turismo come fonte economica ma si è reso sempre dipendente allapubblica amministrazione. Oggi, in profonda crisi tra diminuzione degli studenti e chiusure di uffici importanti del territorio, come il Tribunale, il Paese sta attraversando una profonda crisi.
