• 9 Marzo 2026
Lo scrittore del mese

È raro, se non unico, che un libro, soprattutto di genere storico, espliciti fin dalla dedica l’intento di chi lo ha scritto. “Piccole tessitrici operose. Gli orfanotrofi femminili a Benevento nei secoli XVII-XIX”, di Rossella Del Prete, Franco Angeli, 2010, si colloca proprio in questa scelta iniziale, limpida e diretta: “Dalla parte delle bambine.”

Il volume racconta la condizione delle ragazze senza famiglia, accolte in due orfanotrofi femminili attivi a Benevento tra il XVII e il XIX secolo: l’Annunziata e il Conservatorio ecclesiastico. Attraverso l’analisi di registri, elenchi e semplici annotazioni, la studiosa ricostruisce la realtà delle orfane: gli orari, i compiti quotidiani da svolgere, gli apprendistati, le regole interne, le piccole mansioni e il contributo che le giovanette offrivano alla città. Ne nasce un quadro fatto di gesti ripetuti, abilità e pratiche di formazione che, giorno dopo giorno, hanno sostenuto la vita dell’enclave pontificia. Una dedizione silenziosa, invisibile, ma indispensabile: il loro lavoro generava delle entrate, seppure modeste, ed era necessario all’autosostentamento di una comunità chiusa e regolata.

In “Piccole tessitrici operose” lo sguardo dell’autrice si posa sulle figure rimaste ai margini della documentazione: bambine, piccole donne, lavoratrici che non hanno lasciato tracce dirette. È da queste presenze minime che parte l’osservazione della scrittrice: alle scorciatoie interpretative, preferisce i dettagli, i fascicoli che descrivono azioni, abitudini e modo di vivere. Il metodo della storica Del Prete si riconosce nella cura con cui interroga gli archivi, nella capacità di cogliere le dinamiche che tengono insieme una realtà locale, nell’attenzione ai saperi pratici e alle forme di crescita femminile, ma anche nella scelta di leggere i cambiamenti attraverso le persone prima che mediante rigidi schemi. L’indagine sulle carte trova riscontro nella sua scrittura, caratterizzata da una forma che unisce rigore e limpidezza. Non indulge mai nel tecnicismo, procede con misura, utilizzando frasi pulite e un lessico preciso. La prosa è ordinata, attenta al ritmo, costruita per accompagnare il lettore senza forzature. Uno stile essenziale, che lascia spazio solo a ciò che conta,

Nata a Napoli nel 1964, laureata in Lettere moderne alla Federico II e dottore di ricerca in Storia Economica, registrata all’anagrafe come Rosa, ma più nota come Rossella, la Del Prete lavora all’Università del Sannio dal 1991. È Professore Associato di Storia Economica e insegna anche Storia Contemporanea, Storia Economica del Turismo e Storia dell’Industria. Presenza di rilievo nella comunità sannita, nel tempo ha ricoperto diversi incarichi istituzionali, tra cui la delega del Rettore alle attività culturali e la partecipazione al Senato Accademico. Oggi è Delegata del Rettore alla Rete delle Università per la Pace. Un impegno che svolge con zelo, come emerge chiaramente anche dai suoi libri

Alcune opere chiariscono, infatti, la continuità del suo percorso di storica e scrittrice rigorosa.

Nel filone assistenziale si annovera L’assetto patrimoniale della Chiesa della Santissima Annunziata. Nuove fonti per la storia dell’economia beneventana (secc. XVII-XIX), (Kinetès edizioni, 2022), che approfondisce il rapporto tra tutela, disciplina e formazione delle giovani affidate all’ente.

Per la storia del territorio è fondamentale Tabacchine. Luoghi, archivi e memoria del lavoro delle donne, (CRACE, 2011), dove la città prende forma attraverso le figure che la abitavano. Vorremmo continuare a illustrare altre pregevoli pubblicazioni, ma l’elenco è troppo lungo per lo spazio disponibile. Tuttavia ci piace ricordare Le forme sonore di un’economia creativa. Il mercato musicale a Napoli in età moderna (secc. XVII-XIX) (Kinetès edizioni, 2022) in cui viene studiato il mondo della musica e dell’economia creativa guardando agli individui e alle relazioni che li legano, non solo ai grandi numeri. A questo filone si collega la sua creazione più recente, The Neapolitan Creative Economy (PalgraveMacmillan-Springer Nature 2024), che amplia e rilegge il testo del 2022 in una prospettiva più ampia.

In tutti questi saggi ricorre un tratto distintivo: Rossella riesce a ricreare le storie vere sviscerando documenti apparentemente insignificanti.

Dall’analisi di materiali generalmente ritenuti di scarso rilievo si comprende la postura che attraversa la sua intera produzione: uno sguardo che restituisce spazio alle vite femminili più fragili, alle bambine che la documentazione nomina appena. Ancora oggi, malgrado condizioni apparentemente più favorevoli, ci sono esistenze che restano ai margini della società. Le bambine degli orfanotrofi di ieri non sono così distanti da molte minori di oggi: crescono in contesti che non sempre ne riconoscono i bisogni, le possibilità, i diritti. Gli studi dell’intellettuale partenopea ci ricordano che la storia cambia solo quando qualcuno sceglie di guardare proprio lì, dove le testimonianze sono più sottili. Per questo, gentili lettrici e lettori, insieme a Rossella Del Prete continuiamo a stare dalla parte delle bambine.

Autore

Originaria di Benevento, dopo il conseguimento della laurea in Lettere Classiche all’Università degli Studi di Pisa, si è dedicata alla docenza presso il liceo classico di Saronno (VA). Animata da vivo interesse per la Letteratura, l’Arte e la Musica, si è occupata di Teatro, allestendo numerosi spettacoli che hanno ricevuto riconoscimenti sia dalla Presidenza della Repubblica, sia da attori di fama mondiale, come Dario Fo. Attualmente sta realizzando un interesse coltivato nel tempo: scrivere. Autrice di numerosi testi