In occasione della Festa della Donna, l’8 marzo, “Un giardino d’estate” si rivela una lettura quanto mai significativa: un inno alla vita, all’amore e, soprattutto, alla consapevolezza del proprio essere donna. La raccolta in versi liberi di Maria Teresa Manuela Ruggieri si offre come un diario dell’anima, scritto con autenticità e abbandono, dove l’estate diventa simbolo di rinascita e pienezza interiore.
Il “giardino” evocato dall’autrice è metafora dell’interiorità femminile: uno spazio sacro e vitale in cui si cammina “a piedi nudi”, senza difese, ma con coraggio. È un cammino che non conosce sottomissione, bensì affermazione:
“Padrona di sempre, schiava mai,
vivere nel tempo per essere felice,
non avere intralci legati all’essere solo donna…”
Qui emerge con forza una dichiarazione identitaria limpida e moderna. La donna di Ruggieri non è prigioniera di stereotipi né di catene culturali: è presenza consapevole, libera, padrona della propria esistenza. La sua è una femminilità fragile ma determinata, dolce ma mai remissiva.
L’autrice alterna immagini naturalistiche a suggestioni quasi cosmiche, fondendo quotidiano e metafisica in un linguaggio personale, talvolta visionario:
“Esisto come una forza, sono un quantico metafisico,
un bosone senza incognita, ma esisto…”
L’esistenza diventa affermazione ontologica, quasi scientifica e spirituale insieme. In questi versi si avverte il desiderio di collocarsi nell’universo non come presenza marginale, ma come energia viva, come particella essenziale del creato. È una poesia che osa accostare anima e fisica, sentimento e infinito, in un equilibrio originale e suggestivo.
Non mancano, tuttavia, le ombre del vuoto e dell’attesa:
“Stanze vuote mai ricolme di gioia,
attendo il giorno che libererà il sentire dei miei passi,
un nuovo mondo mi aspetta.”
Le “stanze vuote” rappresentano i silenzi, le mancanze, i tempi sospesi dell’esistenza. Ma anche qui non c’è disperazione: c’è attesa fiduciosa, tensione verso un “nuovo mondo”. La poetessa non si arrende all’assenza; la attraversa, certa che la vita sappia rifiorire.
E infine, l’immagine più compiuta e simbolica:
“Un giardino di donna, dove il cuore fiorisce ogni giorno,
dove donarsi alla vita è leggero,
dove i fiori sono senza spine,
dove il mare dell’esistenza cerca il suo argine e infrange l’onda…
l’amore sospeso tra il bene e il male non mi appartiene,
conosco l’eterno, e sarò capace di sublimare ogni mio sogno d’amore…”
Qui si concentra l’essenza dell’opera: un giardino che non è solo spazio interiore, ma dichiarazione poetica e programmatica. I fiori “senza spine” non negano il dolore, ma lo superano. L’amore non è conflitto né dramma, bensì energia che eleva e trasforma. È un amore ideale, forse assoluto, che aggiunge “vita alla vita” e conduce verso una dimensione di eternità percepita come presenza concreta.
Lo stile della raccolta è libero, fluido, talvolta frammentato come il respiro stesso dell’anima. Non vi sono rigide strutture metriche: la parola segue il sentimento, lo accompagna, lo rivela. La poetessa costruisce una lirica continua e discontinua insieme, fatta di slanci e pause, di confessioni e visioni.
“Un giardino d’estate” è dunque molto più di una silloge poetica: è un percorso di rinascita femminile, un canto di libertà, una dichiarazione d’amore alla vita. Pubblicarlo in occasione dell’8 marzo significa celebrare una donna che sceglie di raccontarsi senza paura, che riconosce la propria fragilità e la trasforma in forza, che cammina a piedi nudi nel proprio giardino interiore e, proprio per questo, conosce l’eterno.
Una raccolta che accarezza, illumina e invita ogni lettrice e ogni lettore a coltivare il proprio personale giardino d’estate.
(Un Giardino d’Estate di Maria Teresa Manuela Ruggieri – euro 12,74)
