Grazie ai War poets è possibile tracciare un excursus letterario tra le pagine di raccolte poetiche che raccontano la Grande Guerra: queste costituiscono memoria storica per i posteri, affinché essi possano afferrare con prontezza la testimonianza del male della guerra. Si parla, in tale contesto, di poesia bellica, postbellica, prebellica: al centro vi è, insomma, la guerra come condizione devastante per i civili e per chi ha combattuto in trincea in condizioni orribili e devastanti anche moralmente. I war poets sono conosciuti come un gruppo di poeti britannici, che ha portato, trasferito l’ esperienza della guerra e della trincea in poesia. Tra questi ricordiamo il cardine dei War poets, ovvero Siegfried Sasson (1886-1967), che durante la sua giovinezza scrisse molte poesie liriche georgiane. Nato nel 1886, nell’ agosto 1914 si arruolò: da tutti era considerato come un ufficiale molto coraggioso. Ferito a una spalla, fu spedito a casa; è proprio in questo periodo che iniziò a prendere consapevolezza della disillusione inerente la guerra. Quest’ ultima sviluppò nel poeta un senso di satira e ribellione; basti pensare che la sua dichiarazione di protesta arrivò alla Camera dei Comuni dove fu letta e fu anche pubblicata sul Times. Quello descritto da Sasson fu uno shock di guerra; la sua poesia influenzò molto Owen, poeta e militare.
Il nome di Owen è associato alla sua war poetry che riguarda, appunto, i dolori e drammi delle trincee. Sasson è stato un suo mentore, infatti, ebbe particolare influsso sulle sue poesie. Come molti poeti del tempo, Owen si distingue per l’utilizzo delle tecniche poetiche che lo resero innovativo, come l’uso di consonanze e assonanze, di rime imperfette. Sasson promosse gli scritti di Owen: la sua poetica ha riscontrato grande riconoscimento nel Novecento. Forse, Owen era omosessuale. Infatti, arrivò a vedere in Sasson un punto di riferimento anche come uomo, non solo come poeta. Ci sono molte lettere in cui si desume che era innamorato di Sasson.
Sasson, si cimento’ anche nell’ autobiografia e biografia, oltre che dirigersi verso la narrazione meditativa e gli scritti dedicati alla guerra.
Nel dettaglio, in “The Complete Memoirs of George Sherston”, Sasson descrisse le sue esperienze belliche e il ricordo di esse. Poi, come citato poc’anzi, si dedicò anche a scritti autobiografici, come “The Old Century”, “The Weald of Youth”. A far parte dei War poets fu anche Riccardo Aldington, il quale prese parte al fronte e prestò servizio dal 1916 al 1918. Tra i suoi scritti, ricordiamo “War and Love”, ovvero una raccolta di poesie belliche. Inoltre, Laurence Binyon di cui ricordiamo una famosa poesia inerente la Grande Guerra, ovvero “Per i caduti”.
È interessante notare che amico di Sasson fu Edmondo Blunden, il quale allo scoppio della guerra aveva 18 anni. Egli compose poesie pastorali e di guerra, ritraendo nei suoi scritti il dramma della guerra.
È importante citare Rupert Chawner Brooke nato a Rugby e morto giovane, a 28 anni; egli fu descritto da Yeats come “il giovane più bello d’Inghilterra”. Amico di Virginia Woolf-la quale lo immagina da subito Primo Ministro- e di E.M. Forster , splendeva mentre condivideva il tempo con loro. Tuttavia, Brooke ebbe una vita poco luminosa, costellata dalla depressione e da episodi nervosi. Nel 1914 scrisse dei sonetti , molto famosi e pubblicati su New Numbers; partecipò all’ operazione di Churchill nei Dardanelli. Poi, a causa di una puntura di zanzara ebbe un’infezione del sangue e morì.
Ad oggi, le testimonianze dei War poets ci consentono di vedere, attraverso gli scritti, gli orrori delle trincee e , complessivamente, della guerra. Nelle trincee le condizioni igienico- sanitarie erano assenti; le condizioni di vita erano disumane. La guerra ha provocato ferite sul corpo, ma anche nell’ animo.
