• 10 Maggio 2026
Note d'Autore

Nel febbraio del 2024, in occasione del cinquantenario della morte di Julius Evola, è stata data alle stampe la biografia intellettuale firmata da Andrea Scarabelli, Vita avventurosa di Julius Evola. Con questo libro, l’autore ha colmato un vuoto esegetico significativo.  È da poco nelle librerie, per i tipi di Bietti, una nuova edizione di questo importante testo, con il titolo, Vita avventurosa di Julius Evola. Una biografia. Il volume è impreziosito dalla prefazione di Alain de Benoist (per ordini: 02/29528929). Si tratta di una versione decisamente ampliata rispetto alla precedente, dalla quale il lettore può trarre una messe notevole di ulteriori informazioni su Evola. Nella prefazione, de Benoist, non casualmente, nota: «Andrea Scarabelli ha riunito una mole d’informazioni davvero ammirevole […] è il più serio e importante lavoro dedicato a Julius Evola». Il testo è articolato in dieci densi capitoli, connotati da evidente qualità letteraria. Queste pagine non si limitano alla presentazione di contingenze storico-esistenziali, testimoniano il: «pensiero incarnato» di Evola. Il lettore abbia contezza che leggerà la: «biografia di qualcuno che non voleva essere biografato, la periodizzazione di un pensiero che ha fatto di tutto per librarsi al di là della Storia, salvo poi scommettere sulla Storia stessa» e sull’impegno in essa, al fine di “rettificarne” il corso.

L’autore è giustamente convinto che la linearità dell’iter evoliano è più problematica di quanto il filosofo abbia voluto farci credere, costituita com’è da punti d’arrivo e ripartenze conseguenti che, in alcuni casi, rappresentano una rottura rispetto alla fase precedente. Scarabelli si serve di vasta documentazione d’archivio: ha scandagliato (è la prima volta che ciò accade) l’intero materiale custodito dalla Fondazione, ha consultato epistolari (in alcuni casi inediti), ha raccolto nuove testimonianze, seguendo le tracce lasciate da Evola in Italia e in Europa. Grazie alla vasta documentazione prodotta, si può parlare, e non soltanto per la mole del lavoro, di un libro monumentale, di un’opera spartiacque nella bibliografia critica riguardante il tradizionalista. Il personaggio Evola è qui indagato a tutto tondo, se ne rilevano le positività, la grandezza, ma anche i limiti e i tratti “umani, troppo umani”. Ne esce un ritratto equilibrato: un Evola davanti allo specchio. Nell’incipit viene ricostruito, compiutamente (per quanto i documenti consentono) l’ambiente familiare, rilevando la natura nient’affatto gentilizia della famiglia di origini siciliane (l’appellativo “Barone”, con il quale Evola è spesso designato, in realtà è un nomignolo attribuitogli nel periodo dadaista). Suggestiva è la ricostruzione del milieu esoterico-occultista di cui il pensatore fu animatore nella Roma dei primi decenni del secolo scorso all’epoca del «Gruppo di UR», con le sue divisioni e con gli straordinari personaggi che lo animarono, da Reghini a Maria de Naglowska.

Scarabelli presenta, inoltre, una puntuale ricostruzione d’ambiente dei circoli futuristi che l’artista-filosofo, dapprima vicino a Balla e poi maggior interprete italiano del dadaismo pittorico-poetico, frequentò nel mentre animava serate memorabili alle “Grotte dell’Augusteo”.

Evola fu anche appassionato viaggiatore. Amò Capri, cuore del Mediterraneo panico-dionisiaco, rifugio, in quel frangente, di “eretici”. Qui Evola acquistò casa, assieme a due amici nel 1943 (Villa Vuotto, in Via Campo di Teste) e lavorò a una delle tante riviste progettate «Sangue e Spirito», coadiuvato da una giovane e bella segretaria tedesca Monika K., figlia di un fotografo berlinese, la quale, in un momento nel quale Evola era assente dall’isola, si suicidò. Il pensatore, rientrato precipitosamente a Capri, scrisse una missiva accorata alla sorella della giovane amica (l’episodio, fin qui, non era noto). Non mancano casi della vita di Evola legati al paranormale: fu invitato al Castello di Tuafers di Campo Tures dove avvenivano fenomeni medianici. Al suo ingresso, tali manifestazioni anziché placarsi si accentuarono. Evola li riferì a: «Influenze erranti, energie allo stato libero». Visitò, inoltre, ricorda Scarabelli, la certosa di Hain, nei pressi di Düsseldorf, dove poté assistere a un rito che: «nel cuore della notte evoca qualcosa di radicale».   

Dalla prima edizione si evincevano, rispetto al pensiero e alla vita del tradizionalista, due novità fondamentali: 1) una relazione medica anonima dell’ospedale dove Evola venne ricoverato dopo l’esplosione della bomba del 21 gennaio 1945 (bombardamento indubitabilmente americano!) in cui compare l’anamnesi dello stato di salute del pensatore e le terapie cui venne sottoposto. Si era sempre ipotizzato che Evola, subito dopo il bombardamento, fosse rimasto paralizzato agli arti inferiori. Dall’esegesi della cartella clinica si comprende, di contro, che furono le terapie cui fu sottoposto, inadeguate alla patologia di cui Evola soffriva, a far peggiorare e degenerare la situazione; 2) l’analisi del razzismo evoliano. Il “razzismo spirituale” proposto dal filosofo non solo alla luce delle contingenze storiche era impraticabile e, quindi, inservibile politicamente, ma fu avversato, in quanto “antitedesco”, oltre che dai nazisti, da ambienti afferenti alla Compagnia di Gesù, da padre Agostino Gemelli e da Tacchi-Venturi. Perfino Giorgio Almirante (che più tardi definirà Evola: «il nostro Marcuse») e Giulio Cogni contribuirono all’isolamento di Evola. A riguardo, Scarabelli rileva che, in alcuni scritti e circostanze, anche il filosofo cedette alla cultura del tempo, al razzismo “popolare”, sviluppando considerazioni non condivisibili.  

In questa seconda edizione, oltre a un numero ragguardevole di aggiunte e precisazioni, l’autore fa chiarezza sulle reali ragioni che portarono Evola a Vienna, attraverso un viaggio rocambolesco, dopo essere sfuggito all’arresto da parte dei Servizi americani a Roma, grazie alla madre e alla famiglia Ricci che abitava al terzo piano del suo stesso condominio. Nella capitale austriaca partecipò, in incognito, ad un’operazione esoterico-politica denominata Sonderauftrag C, il cui nome in codice era “Leo”: «l’ultima grande “manovra occulta”attuata dal Terzo Reich». La sua prima fase consistette nella catalogazione della letteratura esoterica saccheggiata dall’Amt VII e custodita nei castelli dei Sudeti. In tale contesto: «sembra che i nazisti abbiano […] preso in considerazione la possibilità di utilizzare i legami della massoneria per raggiungere una pace». Evola era convinto che i rituali della massoneria dovessero essere “rettificati” al fine di recuperare la loro effettiva continuità con altre tradizioni iniziatiche, come scrisse in un articolo comparso nel 1959 su «Ordine Nuovo» intitolato, Storia segreta delle società segrete. A Vienna Evola era in contatto, inoltre, con gli “organicisti” della Scuola di Spann, che operavano in chiave anti nazista, in nome di idealità rivoluzionario-conservatrici. Nella ricostruzione di questi eventi, Scarabelli dà il meglio di sé: mostra acribia esegetica non comune, si sofferma, discutendoli, su lettere e documenti di varia natura, fornendo una plausibile ricostruzione degli eventi che videro coinvolto il pensatore romano.

Le ceneri di Evola riposano tra i ghiacci del Monte Rosa ma la fiamma del suo pensiero, questo ci dice sostanzialmente Scarabelli, riluce nel mesto presente nel quale viviamo, oltre le polemiche che il suo nome continua a sollevare.

Andrea Scarabelli, Vita avventurosa di Julius Evola. Una biografia, prefazione di Alain de Benoist, pp. 845, euro 40,00.

Autore

Giovanni Sessa (Milano, 1957) vive a Frascati (RM). Suoi scritti sono comparsi su riviste, quotidiani, in volumi collettanei e Atti di Convegni di studio. Ha curato e prefato decine di volumi. Tra le ultime pubblicazioni, La meraviglia del nulla. Vita e filosofia di Andrea Emo, Milano 2014; Julius Evola e l’utopia della Tradizione, Sesto S. Giovanni (Mi) 2019; L’eco della Germania segreta. “Si fa di nuovo primavera”, Sesto S. Giovanni (Mi) 2021; Azzurre lontananze. Tradizione on the road, Sesto S. Giovanni (Mi) 2022; Icone del possibile. Giardino, bosco, montagna (Mi) 2023. E’ Segretario della Fondazione Evola.