• 13 Agosto 2026
Alimentazione

Zuppetta di baccalà alla napoletana con olive, pomodorini e capperi

Ingredienti per 4 persone;

1,2 kg baccalà ammollato;

1 spicchio d’ aglio o 1 cipolla;

400 g pomodorini;

Peperoncino ( se piace)

Olio extravergine q.b.

4 cucchiai di olive nere

1 cucchiaio di capperi dissalati ( no sott’aceto);

Tempo totale: circa 45–50 minuti

Il baccalà entra nella cucina napoletana grazie agli scambi commerciali nel Mediterraneo e alle importazioni di merluzzo salato dal Nord Europa già dal Medioevo. La conservazione sotto sale permette di avere una fonte proteica duratura, che i cuochi locali trasformano in sughi, umidi e zuppette saporite, abbinando il pesce a ingredienti tipici mediterranei come olive, capperi e pomodoro .

L’abbinamento caratteristico tra baccalà, olive nere, capperi e pomodorini riflette l’identità della tradizione gastronomica campana, dove il contrasto tra sapidità e acidità crea un bilanciamento gustativo tipico della costa napoletana .

                 Procedimento

Asciugare i tranci di baccalà con carta da cucina ed eliminare le spine residue.

Infarinare rapidamente i tranci e scottarli in padella con 1 cucchiaio d’olio per 1–2 minuti per lato, fino a ottenere una leggera crosticina; mettere da parte .

Scaldare i restanti 3 cucchiai d’olio in una casseruola ampia, aggiungere la cipolla affettata sottile e farla appassire a fuoco dolce finché diventa trasparente.

Unire gli spicchi d’aglio schiacciati e il peperoncino (se lo si desidera), fare attenzione a non bruciare l’aglio .

Sfumare con il vino bianco (se lo si usa), aspettare 1–2 minuti che l’alcol evaporii completamente e i profumi si concentrino .

Aggiungere i pomodorini tagliati a metà, mescolare delicatamente e portare a un leggero bollore; regolare di sale con parsimonia, sapendo che olive e capperi porteranno già sapidità .

Attendere 8–10 minuti di cottura del pomodoro, unire le olive denocciolate e i capperi dissalati, mescolare e lasare insaporire per altri 3–4 minuti; se il sugo risulta troppo denso, aggiungere qualche cucchiaio di acqua calda o brodo leggero .

Riporre i tranci di baccalà nel sugo, con la pelle verso il fondo della casseruola, abbassare la fiamma e, coprendo, lasciare cuocere dolcemente per 12–18 minuti, a seconda dello spessore dei pezzi.

Girare delicatamente i tranci a metà cottura per condirli uniformemente, evitare di romperli troppo .

Aggiustare di pepe e, se necessario, di sale poco prima di spegnere, spolverare con prezzemolo fresco tritato e lasare riposare un minuto prima di servire .

Servire la zuppetta calda in piatti fondi o coppette, accompagnare con fette di pane casereccio abbrustolito per raccogliere il sugo; la consistenza deve essere più sughosa che brodosa .

Suggerimenti pratici

Cuocere il baccalà a fuoco dolce per almeno 15 minuti se i tranci sono spessi, per far sì che cuocia uniformemente senza seccarsi .

Aggiungere una foglia di alloro durante la cottura del pomodoro per un aroma più profondo e rimuoverla prima di servire .

pinoli tostati in alcune versioni tradizionali, per aggiungere una nota dolce e croccante che contrasta la sapidità

P.s.

Eliminare l’infarinatura per una versione completamente senza farina.

Sostituire il baccalà con pesce fresco (morla o merluzzo fresco), riducendo i tempi di cottura.

Autore

Nasce in provincia di Napoli nel 1966, fin da bambino ha avuto un debole per la cucina. Appena quindicenne frequenta le cucine di alcuni ristoranti del Vesuviano. Quando arriva il diploma inizia a viaggiare per conoscere e apprendere le cucine regionali, passione che tuttora coltiva, è molto legato alla tradizione, disponibile all'innovazione. I suoi piatti sembrano quadri, hanno una bellezza cromatica accattivante, i colori "vivi" rappresentano per lui la vita. La sua cucina risente molto degli influssi che arrivano da quasi tutta la penisola, è follemente attratto dalla cucina Campana, il suo primo amore. Tutte le sue ricette hanno vita propria, rappresentano istantanee dei momenti politici ed economici degli anni trascorsi, che fanno parte della nostra memoria. Negli anni passati è stato insignito del di diploma di Chef piccante dell'Accademia nazionale del Peperoncino. Recentemente è stato premiato dalla Pro Loco di Vieste come ambasciatore della cucina italiana