• 21 Maggio 2024
Politica

Essere donne. Ed essere donne di destra, dunque svincolate dalle battaglie di retroguardia che certo femminismo ideologicamente orientato propina come rivendicazioni di diritti e che invece, a ben vedere, sembrano – ad esser buoni – affermazioni quantomeno ridicole. Come la rivendicazione di ruoli e posizioni soltanto per genere e non per merito.

Quando Giorgia Meloni, prima italiana a diventare premier, si è insediata a Palazzo Chigi dopo aver vinto le scorse elezioni politiche, in molti si sono chiesti come mai un tale importantissimo primato l’abbia conquistato una donna non di sinistra. Per rispondere a questa domanda e per delineare le caratteristiche del concetto di “parità di genere” visto da destra, Cristina Di Giorgi ha recentemente pubblicato con Idrovolante edizioni il saggio Essere donne in un mondo di femministe, uscito non a caso l’8 marzo (2023) come “omaggio – spiega l’editore – alle donne d’Italia”.

Partendo appunto dal grande successo di Giorgia Meloni, frutto di un percorso “che parte da lontano ed è completamente svincolato – si legge nella quarta di copertina – da quote rosa e altri elementi che non sono legati al merito e all’impegno militante”, il volume mira a raccontare una storia non molto conosciuta ai più: quella dell’evoluzione, a destra, dell’universo femminile. In politica e non solo.

Ecco allora apparire, pagina dopo pagina, la storia delle tante donne che, a partire dalla nascita del MSI, passando attraverso Alleanza Nazionale, Fratelli d’Italia e i rispettivi movimenti giovanili, hanno scelto di schierarsi da quella che in molti, ancora oggi, considerano (a torto, ci sentiamo di dire) la “parte sbagliata”. Facile non è stato, certo. Ma va detto che in molti casi non lo è stato anche per gli uomini. Le donne comunque, nonostante le difficoltà e non senza, nel mondo di destra, alcune contraddizioni, hanno dimostrato di avere le carte in regola per far emergere più di qualche figura femminile di notevole valore. Figure alle quali, tra l’altro, l’autrice ha fatto riferimento nel suo intervento agli Stati generali della cultura di destra recentemente svoltisi a Roma.Completato dalla prefazione della professoressa Simonetta Bartolini e dalla postfazione di Elena Caracciolo, “il libro di Di Giorgi – è sottolineato nella scheda editoriale – non manca di incursioni nell’attualità, con particolare riferimento alle reazioni, spesso scomposte, di chi sembra non accettare che oggi ad affermare nelle istituzioni e nella politica in generale una vera parità di genere sia la destra”, che sull’argomento è riuscita ad esprimere – ed è un dato questo che emerge con vigore dalle pagine di Essere donne in un mondo di femministe – concetti ben più incisivi e condivisibili rispetto a quelli cari all’ultraprogressismo e al femminismo tossico.