“Stupido è chi lo stupido fa”, diceva Forrest Gump a chi gli ponesse questo quesito; ma chi stabilisce davvero, in un mondo così caotico e frenetico come quello in cui viviamo, cosa e chi è stupido e cosa e chi non lo è? Purtroppo per alcuni è facile: il sesso; Forrest Gump è un soggetto autistico affetto dalla “sindrome del savant” (“sindrome dell’idiota sapiente”) che può essere considerato una donna che, in quanto tale, ha tutti i difetti del mondo a eccezione dei compiti per cui è adatta (es. le pulizie di casa). Essere donna mi fa pensare a un’avventura bellissima in cui conoscere e conoscersi ma anche a tante conseguenze intrinseche che comporta. Avete mai sentito parlare di donne costrette a lasciare il posto di lavoro perché incinte? Di donne con difficoltà immense nel cercare un posto per il proprio figlio in un asilo nido? Del tasso altissimo di femminicidi che avvengono in Italia ogni anno? Essere donna è diventato sinonimo di colpa, nello specifico quella di esistere. La netta distinzione dei ruoli sociali tra i sessi che in passato caratterizzava numerosissime società sembra oggi ripresentarsi, tanto antipatica quanto anacronistica e dannosa. Dannosa in primis per noi donne ma anche per i nostri figli, per i posteri e per gli uomini stessi che un giorno potrebbero trovarsi incapaci di placare questo vortice immenso e incontrollabile che piano piano li ingloberà. La soluzione? Resistere e restare fiere di essere donne, senza rassegnarsi al discorso della madre del film “Barbie” e senza cadere nella trappola dell’antifemminismo celato da giustizia e protezione. Si dice che non esiste peggiore nemico della libertà di chi ne è felicemente prigioniero ma il problema è proprio che spesso chi ne è felice lo è in quanto al tempo stesso completamente inconsapevole; c’è infatti una sola via d’uscita da questa condizione: l’unione tra l’amore e la conoscenza o, meglio, l’amore per la conoscenza, lo studio, l’amore per la vita stessa e tutto ciò che la costituisce, l’amore per il prossimo e per sé stesse, l’amore per tutto ciò che esiste ed esisterà; insomma se è vero che ognuno di noi è artefice del proprio destino è altrettanto vero che ognuno di noi può cambiarlo.
