• 13 Aprile 2024

Nei libri di scuola abbiamo imparato a conoscere delle civiltà che oggi non sono più presenti. Pensiamo agli Etruschi e a tutto quello che hanno rappresentato, ai Fenici, agli Ittiti. Questi popoli sono scomparsi e ci hanno lasciato brandelli della loro cultura, che noi possiamo ancora ammirare. Furono grandi popoli e di loro ora non rimane che quel poco che la decadenza ci concede.

Sarebbe interessante chiedere alle persone che si sono trovate a vivere sullo scorcio di un cambiamento che sarà sicuramente stato lento, che cosa provarono a veder trascolorare tutto quello che erano stati e in cui avevano creduto. Pensate al mondo pagano al sorgere del Cristianesimo, come un principio di interpretazione della realtà divenne in poco tempo obsoleto.

Il Cristianesimo rappresentò la novità, ma anche la continuità del principio vitale del mondo Romano, un criterio metafisico che si richiama al destino eterno della città eterna.

Eppure, a leggere i segni dei tempi come ci insegna la Scrittura, anche la civiltà Cristiana sembra oramai aver preso la via del tramonto, un lento morire che sembra non morire mai. Ci sono i segni dei tempi ultimi e non possiamo negare che la Chiesa sia immersa in una crisi di numeri, di identità, di fede. 

Noi che abitiamo in questa lenta fine che ci riguarda in quanto molte delle nostre vite sono trascorse nella Chiesa Cattolica, ci interroghiamo su come metterci in prospettiva rispetto a questo momento così complesso non solo per la civiltà in generale, ma per noi in particolare. E capire come comportarsi non è semplice, in quanto certe decisioni portano poi con sé delle gravi conseguenze. 

Coloro che sono della generazione post 1965 hanno praticamente visto solo la Chiesa della crisi, una crisi non soltanto annunciata dai dissidenti ma anche ben descritta con parole pesanti e solenni da Paolo VI, il Papa che alcuni vedono come il grande innovatore ma che pure non nascose i pericoli enormi della deriva postconciliare. 

Oggi le nostre domande non riguardano soltanto quello che sta accadendo alla Chiesa, ma anche quello che accadrà a noi è come dobbiamo attrezzarci per un momento come questo, a cui nessuno ci aveva preparati.

Autore

E' un compositore, direttore di coro, educatore ed autore. Ha pubblicato più di 60 libri e numerosi articoli in cui si occupa di musica sacra, liturgia, Chiesa Cattolica, Cina, tradizione ed altro.