• 22 Luglio 2026
La mente, il corpo

L’Istat ha certificato che nel 2023 sommerso e illegalità hanno aumentato il fatturato (+7,5%), raggiungendo i 217,5 miliardi con un’incidenza sul Pil al 10,2%, dal 10,1% del 2022.

Le sotto-dichiarazioni nell’ambito dell’economia sommersa, si è attestata a 108,2 miliardi di euro aumentando dai 101,5. Quella connessa al lavoro irregolare è pari a 77,2 miliardi (dai 69,4 miliardi del 2022). Il sommerso maggiore sono i servizi alle persone. (32,4%), i trasporti, l’alloggio e la ristorazione (18,8%) e le costruzioni (16,5%), i servizi alle imprese (5,5%), la produzione di beni d’investimento (4,3%) e di beni intermedi (1,6%). Le unità di lavoro irregolare nel 2023 sono risultate 3 milioni e 132mila in prevalenza come dipendenti (circa 2 milioni e 274 mila unità). Il lavoro irregolare è aumentato del 4,9% rispetto al 2022.

Nel Rapporto annuale per il 2024 dell’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, dal suo canto, reso noto questa estate, ha rilevato che le tipologie di illeciti sono riconducibili alle tradizionali aree di rischio dell’evasione fiscale, dell’abuso di fondi pubblici e corruzione e della criminalità organizzata.

“L’approfondimento di casistiche di frode ed evasione fiscale ha confermato un esteso sfruttamento dei servizi di IBAN virtuale (v-IBAN) e di correspondent banking, utilizzati come efficienti strumenti dissimulatori in una pluralità di contesti illeciti… Ai sistemi informali paralleli a quello bancario (c.d. underground banking) tradizionalmente impiegati per il trasferimento di denaro all’estero si stanno progressivamente affiancando modalità operative più complesse”.

Le segnalazioni relative alle cessioni di crediti di imposta ex DL 34/2020 (c.d. Decreto Rilancio) hanno registrato un ulteriore calo rispetto al 2023, passando da 743 a 619 del 2024… In particolare, sono emerse numerose operazioni di cartolarizzazione proposte per lo più a imprese edili che hanno maturato crediti d’imposta per importi complessivi rilevanti. Ai fini dell’avvio delle operazioni, tali imprese hanno corrisposto ingenti corrispettivi a titolo di consulenze o di copertura delle spese connesse alle cartolarizzazioni a diverse società veicolo, molte delle quali riconducibili ai medesimi nominativi”.

In continuità con il 2023 sono proseguiti gli approfondimenti relativi alle caratteristiche delle imprese “cartiere” che hanno un ruolo centrale nell’ambito degli illeciti fiscali in quanto funzionali ad assicurare il conseguimento di vantaggi indebiti tramite l’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

“Le segnalazioni riguardanti misure pubbliche di agevolazione confermano la ricorrenza di fattispecie relative a finanziamenti assistiti da garanzia pubblica concessi a beneficiari con profilo caratterizzato da diverse criticità, spesso riscontrabili già in sede di istruttoria…

Nel 2024 è aumentato il numero di segnalazioni riguardanti contesti connessi all’attuazione del PNRR (805 SOS a fronte delle 309 del 2023); il flusso segnaletico proviene per oltre il 90% da Pubbliche amministrazioni”… Analoghe fattispecie di possibile abuso di risorse pubbliche continuano a emergere, più in generale, nell’ambito delle agevolazioni e dei contributi pubblici non rientranti nel PNRR; alcune segnalazioni hanno messo in luce l’anomala operatività di imprese attive nel settore dello sviluppo, produzione e distribuzione di opere cinematografiche e audiovisive, beneficiarie di un credito d’imposta (c.d. Tax Credit Cinema) commisurato all’importo delle spese sostenute per la realizzazione delle predette opere”…

“Nel settore delle garanzie prestate in favore di Pubbliche amministrazioni sono emersi nuovi casi di fideiussioni contraffatte, rilasciate a diverse imprese spesso localizzate nella stessa area geografica, al fine di garantire il corretto adempimento di obbligazioni derivanti da rapporti contrattuali con vari enti pubblici”…

“L’analisi di segnalazioni relative a possibili contesti di corruzione conferma la ricorrenza, in tali fattispecie, di articolati schemi operativi finalizzati a schermare la corresponsione di indebite utilità a esponenti politici o con incarichi apicali in Pubbliche amministrazioni, mediante l’interposizione di enti spesso esteri, con assetti proprietari non trasparenti e di difficile ricostruzione, o attraverso la realizzazione di operazioni immobiliari ravvicinate e complesse”.

Per quanto riguarda la criminalità organizzata: “Le fattispecie rappresentate dalle segnalazioni all’Uif hanno riguardato, in un terzo circa dei casi, operatività in contanti e contesti di frodi nelle fatturazioni con l’invio di provvista all’estero, verso v-IBAN o rapporti incardinati presso Stati del Sud Est asiatico, realizzate da reti di società e di soggetti i cui nominativi spesso sono presenti negli archivi della DNA. Inoltre, analogamente al 2023 circa il 14% delle segnalazioni collegabili a contesti di criminalità organizzata hanno riguardato contesti di truffe, frodi informatiche e operatività in criptoattività”… Nel 2024 sono proseguiti i flussi segnaletici che evidenziano interessi nel settore del fotovoltaico e delle energie rinnovabili di società direttamente o indirettamente collegate ad ambienti della criminalità organizzata… La crescente digitalizzazione e il continuo progresso tecnologico sono alla base del costante aumento delle fattispecie connesse a frodi informatiche o agevolate dall’utilizzo di strumenti e canali innovativi”… Anche nel 2024 le fattispecie connesse all’utilizzo di criptoattività sono state molteplici e di particolare interesse, essendo caratterizzate da una ricorrente diversificazione delle metodologie di riciclaggio realizzate in questo ambito. I flussi segnaletici continuano a rilevare il frequente acquisto di criptoattività con l’impiego di fondi derivanti da illeciti di varia natura e, in particolare, di truffe anche realizzate con schemi innovativi.

Un particolare settore ove si annidano più frodi è quello dei Fondi UE. Negli ultimi 18 mesi la Guardia di finanza ha svolto circa 15mila interventi su progetti finanziati ed ha scoperto aziende intestate a donne gestite dai vecchi amministratori (uomini) ed appaltati per un valore complessivo di 11,3 miliardi di euro.

I controlli del Nucleo speciale spesa pubblica e repressione frodi comunitarie della Guardia di finanza ha svelato il trucco di frodi raffinate. Si tratta di truffe realizzate con fatture gonfiate spesso emesse da aziende senza dipendenti e senza sede operativa che movimentano denaro pubblico inviato su conti esteri, prelievi in contanti o fatti passare attraverso una rete di società di comodo.

La tecnica prevalentemente utilizzata è quella di accedere nel Fondo impresa femminile, quasi sempre la stessa: una società familiare, spesso gestita da un uomo, cambia improvvisamente volto.

Il secondo filone delle frodi punta sull’innovazione. Si presentano nuove iniziative, che in realtà hanno già un passato consolidato, riutilizzando vecchie fatture.

Confocommercio inoltre ha certificato che nel 2024 l’illegalità ha fatto perdere solo a imprese del commercio e pubblici esercizi circa 40 miliardi di euro di guadagni. In particolare, solo tra abusivismo commerciale e nella ristorazione, contraffazione e taccheggio si sono perduti 28,2 miliardi di euro, cui vanno aggiunti danni da 3,9% miliardi causati da azioni cyber. Ma il dato più allarmante è che ben 276mila posti di lavoro sono stati a rischio per il peso di questi fenomeni.

Il report presentato da Confcommercio dice che quasi un imprenditore su tre (31,3%) teme che la propria impresa possa essere esposta al rischio di fenomeni criminali.

Sempre l’Unità di informazione finanziaria – l’organismo antiriciclaggio di Bankitalia – con un proprio studio che ha analizzato 6.771 Comuni nel periodo 2016-2021 ha individuato indici di allerta in base hai quali è giunto alla conclusione che dove c’è criminalità organizzata, le casse comunali si svuotano, perché da un lato, l’amministrazione si paralizza o chiude un occhio, evitando di riscuotere da amici e sodali. Dall’altro, i cittadini smettono di pagare se sanno che i soldi finiscono nelle mani sbagliate.

Inoltre nei Comuni infiltrati, il carico fiscale pro capite è più alto. Lo schema ricorrente dei Comuni infiltrati riguarda la spesa. Nei Comuni infiltrati la distribuzione della spesa pubblica cambia volto: più fondi a edilizia, rifiuti e amministrazione interna, meno a cultura, trasporti e servizi sociali. Uno dei segnali più chiari di rischio criminalità è la scarsa efficienza nella riscossione della Tari, la tassa sui rifiuti. Nei Comuni a rischio, il gettito effettivo è inferiore rispetto al previsto. La conseguenza è un aumento del carico fiscale pro capite. Il modello Uif ha individuato in questa debolezza fiscale un marcatore preciso: là dove la Tari non viene riscossa, la probabilità di infiltrazione aumenta in modo significativo.

La Uif ha verificato che nei Comuni ad alto rischio gli appalti pubblici sono spesso poco trasparenti. Mancano i nomi delle imprese vincitrici, le date dei lavori, le fonti di finanziamento.

Insomma più è presente la criminalità più i cittadini vivono peggio.

Autore

Riccardo Pedrizzi già Senatore della Repubblica per tre legislature (trai vari incarichi: Presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato) e Deputato alla Camera per una legislatura (Segretario della Commissione Finanze), attualmente cura le relazioni istituzionali per Associazioni Nazionali e grandi aziende. E' Presidente nazionale del Comitato tecnico scientifico dell'UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti). Ha svolto la professione legale ed è stato assistente universitario. E' stato dirigente di un istituto di credito. E' iscritto all'Albo dei Giornalisti. Editorialista di quotidiani e periodici, ha contribuito alla riscoperta ed alla diffusione della cultura tradizionale e conservatrice. E' direttore della rivista “Intervento nella Società”. Ha scritto libri sul pensiero cattolico e di economia e finanza.