• 22 Luglio 2026
Politica

La strage di Modena compiuta dal trentunenne El Kuodri ormai per tg italiani è stata relegata nelle notizie di cronaca, quasi in fondo alla scaletta programmatica. Già questo è un segnale del nostro giornalismo servile al politicamente corretto. Anche se non ci sono stati morti a Modena, resta sempre una strage simile a quella di Nizza il 14 luglio 2016 dove un camion fu lanciato da un terrorista islamista a forte velocità sulla folla radunata sulla Promenade des Anglais. Bilancio: L’attentato provocò 86 vittime e oltre 450 feriti.O quello ai mercatini di Natale a Berlino (19 dicembre 2016). L’evento: Un tir fu dirottato e guidato intenzionalmente sempre da un islamista contro il mercatino di Natale allestito nella piazza Breitscheidplatz. Bilancio: 13 morti e decine di feriti. Del resto, i capi dell’Isis da tempo hanno indicato ai vari “lupi solitari” di utilizzare i mezzi che hanno a disposizione. Erano tutti matti questi islamisti esecutori di questi gravi attentati?

Era matto anche l’assassino del regista Theo van Gogh, Mohammed Bouyeri, un cittadino olandese-marocchino di 26 anni ed estremista islamico. che il 2 novembre 2004 ad Amsterdam, Bouyeri assassinò Van Gogh sparandogli e colpendolo ripetutamente con un coltello, in seguito alle polemiche suscitate dal cortometraggio Submission, che criticava il trattamento delle donne nella società islamica. L’avvocato di Bouyeri al processo del suo assistito ha intimato ai giudici di non permettersi di dichiararlo pazzo. Il mio assistito ha compiuto un atto terroristico coscientemente deliberato. Tutti questi attentatori non erano pazzi. Forse i pazzi bisogna cercarli altrove. In un certo giornalismo, nelle cattedre universitarie, nei partiti della sinistra. Ed ha ragione Mario Sechi, direttore di Libero (El Koudri, ecco chi sono i veri pazzi in questa storia, 20.5.26, Libero) “Il matto non è matto […] abbiamo ascoltato per giorni la novella di El Koudri che è affetto da instabilità mentale manifesta. Certo, la sua pazzia non gli ha impedito di prendere un’automobile, di uscire di casa con un coltello di 20 centimetri, di travolgere tutto quello che si muoveva sul marciapiede, di fare un abile zig zag per abbattere altre persone”. Sechi, è fortemente polemico nei confronti del progressistume, su quella “teoria granitica dello psicopatico, dello schizoide, dello sdoppiamento di personalità, del disadattato, si è esercitato l’intellettuale progressista per spiegare all’agreste conservatore che è sempre “colpa della società”

Pare che la pazzia sia sparita secondo il giudice. Pertanto, “se la pazzia è sparita, qui bisogna ordinare un consulto psicologico a un bel po’ di vescovoni, penne pregiate, politici illuminati che avevano visto e previsto tutto”. Faccio parlare Sechi: “La grande corrente culturale del “mattismo” è implosa sul vizio di fondo della sinistra: mai un dubbio, un interrogativo, un minimo controllo dei fatti, senza lenti ideologiche. Gli utopisti delle frontiere spalancate, i profeti dell’accoglienza – nella disintegrazione – ne escono sconfitti”. Del resto, il direttore fa riferimento a quello che sta accadendo in Europa in queste ore. Le sinistre sono allo sprofondo rosso: nella Francia sconvolta dal fallimento del modello “dell’assimilazione”; nel Regno Unito del multiculturalismo dove tra gli islamici la legge della sharia sostituisce il “common law”; in Germania dove AfD è il primo partito nei sondaggi; in Spagna dove Sanchez ha perso le elezioni in Andalusia (mentre in Italia nel Pd lo venerano, buon segno)”. Non solo, sono al collasso anche i “modelli “inclusivi” degli Stati del Nord”. Mettere in discussione la loro versione dei fatti porta dritti all’incriminazione di razzismo. Allora, chi sono i pazzi in questa storia?

E’ la sinistra cinica che scambia i confini per porte girevoli dove i loro voti entrano in cervelli vuoti. Sono matti, quelli che manifestano contro i presunti portatori di “odio”, “che col sangue di Modena ancora a terra a causa del criminale investitore di origine marocchina, si sono immediatamente trasformati in autorevoli luminari della psicoanalisi lanciandosi in acrobatiche diagnosi “attenuanti” con una tale serie di “fragilità emotive”, “disturbi della persona”, “mancate inclusioni”, e “disagi sociali”, che ora rischiamo di trovarcelo candidato al parlamento europeo entro fine maggio, sono gli stessi che quando nel febbraio 2018 Luca Traini gambizzò a Macerata alcuni nigeriani quale ritorsione per la morte riservata alla giovane Pamela Mastropietro da parte di alcuni spacciatori locali che l’avevano drogata, stuprata e poi fatta a pezzi, non ebbero dubbio alcuno sul suo pieno possesso delle facoltà mentali, sulla certa matrice fascista, e sull’annessa necessità di dover mettere fuori legge tutti i partiti di centro destra in quanto da loro ritenuti in qualche modo “mandanti morali” di quell’episodio”.

Autore

Nato a RODI MILICI (ME) nel 1955 è stato insegnante di Scuola Primaria nel messinese jonico e nell’hinterland Milanese. Militante di Alleanza Cattolica da lungo tempo. Appassionato cultore di storia, studioso e ricercatore possiede una biblioteca di 2100 volumi.Fin da giovane è stato protagonista animatore e redattore del periodico IL CAMPANILE, della Parrocchia "S. Bartolomeo" di Rodì negli anni 1972-74. Collabora con diversi giornali online, tra questi Il Corriere del Sud, Imgpress.it, Ilsudonline.it, Culturelite.it, Destra.it, Il Cattolico.it, Corrierejonico.it, Civico20news.it. Inoltre collabora con Sugarcoedizioni e EdizioniCantagalli per lo studio e le recensioni di libri. Da 1991 al 2000 ha collaborato con Raj Stereo Sound di S. Alessio (ME) conducendo e animando trasmissioni quotidiane socio-culturali e politiche, ha curato rassegne stampa cartacee collaborando con l'associazione "Tradizione Ambiente e Turismo" Da qualche anno cura un blog personale online di studio e di ricerca