• 22 Luglio 2024
Itinerari

Il lago di Castel San Vincenzo, situato nella regione del Molise, ha una storia ricca e affascinante, offrendo uno spettacolo panoramico con le sua acque cristalline, circondato da verdi colline, ricco di biodiversità, con varie specie di uccelli, pesci e piante che contribuiscono alla bellezza del luogo. Il lago è una destinazione popolare per attività all’aperto come escursioni, birdwatching, pesca, offrendo un rifugio tranquillo per coloro che cercano un contatto più diretto con la natura. 

Esplorare il lago offre non solo una bellezza naturale straordinaria ma anche l’opportunità di immergersi nelle tradizioni e nelle storie affascinanti della  pittoresca regione Molisana. Il lago è artificiale realizzato come parte di un progetto di bonifica idraulica,  per regolare il flusso idrico della zona e per migliorare la gestione delle risorse idriche, tra gli anni ‘20 e ‘30 del XX secolo, mentre la costruzione della diga inizio’ nel 1923 e fu completata nel 1928, la sua importanza è sia ambientale che economica, offrendo risorse idriche per scopi agricoli e contribuendo al controllo delle inondazioni. Il lago è arroccato su Castel San Vincenzo, nacque nel Medioevo dall’unione di due antichi paesi, Castellone e San Vincenzo e conserva ancora la vestigia del tempo in cui venne fondato, diventando capoluogo dell’Alta Valle del Volturno. I due borghi si sviluppano e crescono in maniera autonoma fino al 1928 quando l’unione e’ fissata attraverso un regio decreto. Poco fuori del paese, proprio a confine con il comune di Rocchetta al Volturno, sorge l’Abbazia di San Vincenzo al Volturno con il complesso monumentale. Il piccolo nucleo, fondato nel 700 dai nobili beneventani Paldo, Tato e Taso. La parte più affascinante è la Cripta di Epifania, scoperta da un contadino caduto in una buca mentre lavorava il suo campo, ricca di affreschi. Decidendo di fare un’escursione, impossibile non andare a vedere l’eremo di San Michele a Foce, piccolo gioiello incastonato nella roccia e dal quale si gode di un panorama eccezionale su paese e luoghi sottostanti. Numerose sono le fiere, le manifestazioni religiose e di carattere popolare e folkloristico, occasione per gustare gli arrosti di agnello e di capretto, vari formaggi locali e tagliatelle fatte a mano con funghi porcini. I piatti sono preparati con cura e passione, seguendo antiche ricette tramandate di generazione in generazione.

Questa parte della regione appartenne fino alla metà del Quattrocento all’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, importantissimo centro economico e culturale finché non fu saccheggiata e distrutta dai saraceni. Il territorio apparteneva in età angioina all’Abruzzo Citra ed in epoca aragonese fu inserita nella provincia campana di Terra di Lavoro; ne furono poi signori, tra gli altri, fino al 1585, i de Reale, i Pantone, i Marchesano che proprio in quell’anno vendettero i possedimenti ai de Regina, riportando le terre nell’orbita del contado molisano e del Regno di Napoli. Inserito nel dipartimento del Volturno con la nascita della Repubblica partenopea, il territorio conobbe le scorrerie dei briganti: i comuni delle Mainarde erano, insieme a quelli matesini, i più pericolosi dell’intera regione per la ferocia ed il numero dei malviventi che vi avevano trovato rifugio. L’unica fonte di sviluppo per l’economia è il turismo, grazie al lago artificiale che attira il maggior numero di visitatori. Castel San Vincenzo è un tesoro nascosto, con una ricca storia, bellezze naturali a pochi chilometri da Isernia e Campobasso, immersa in un’atmosfera suggestiva e tranquilla. Se siete alla ricerca di un luogo lontano dal turismo di massa, Castel San Vincenzo è sicuramente una meta da considerare.

Autore

Giurista e pubblicista. Ha lavorato presso casa editrice e collaborato in 4 testate giornalistiche sia nel Casertano che nel Beneventano; precedentemente titolare di un blog.