• 21 Maggio 2024
Itinerari

L’Arabia Saudita non cessa di stupire e sorprendere. Nell’ambito di “Vision 2030”, il piano di investimenti multimiliardari voluto dal principe ereditario Mohammed bin Salman (semplicemente MBS per amici, ammiratori e detrattori), è ormai in stato di avanzata progettazione The Line, l’ultra moderna città verticale disegnata su soli 34 chilometri quadrati, lunga 170 chilometri — la distanza tra Milano e Modena — e larga appena 200 metri.

L’idea è formidabile e oltrepassa persino le utopie urbanistiche immaginate da Jules Verne, Italo Calvino o Isaac Asimov: costruire nel nord della Penisola arabica — per la precisione nella desolata provincia di Tabuk — inerpicandosi dal golfo di Aqaba sino alle montagne retrostanti un serpentone alto sino cinquecento metri in grado di ospitare nove milioni di abitanti. Il tutto, ovviamente, nel segno dell’assoluta sostenibilità e dell’inquinamento zero.

Qualche dato. L’intero complesso sarà contenuto all’interno di due pareti specchiate in cui si rifletterà il deserto circostante, fondendosi così armoniosamente con l’ambiente, in un equilibrio ottimale di luce solare, ombra e ventilazione naturale. The Line verrà alimentata integralmente da energia rinnovabile (un mix di solare, eolico e idrogeno…), l’acqua potabile verrà ricavata, con impianti di desalinizzazione di ultima generazione, dal mare e poi riciclata e riutilizzata per le zone verdi (disposte su una filiera di giardini pensili).  Abitazioni, luoghi pubblici, scuole e persino lo stadio sportivo verranno stratificati verticalmente. È la “zero gravity urbanism”, l’urbanizzazione a gravità zero.

I servizi chiave, secondo i concetti di iperprossimità, saranno ovunque accessibili in soli cinque minuti a piedi. Bandite le auto ci si sposterà soltanto camminando o utilizzando “The spine” (la spina dorsale), una linea ferroviaria sotterranea ad alta velocità che percorrerà, in soli 20 minuti, tutti i 170 chilometri della metropoli. I più esigenti potranno avvalersi taxi volanti.

Inaugurando i primi cantieri il principe si è detto sicuro che The Line: “sarà una destinazione, una casa per persone che sognano in grande e vogliono partecipare alla costruzione di un nuovo modello di vita, lavoro e prosperità sostenibili. Sarà un acceleratore del percorso umano, una visione di come potrebbe essere un nuovo futuro. The Line sarà uno degli strumenti per vincere le sfide che l’umanità è chiamata ad affrontare”.

Parole alate che dovrebbero rassicurare gli investitori locali e internazionali chiamati da MBS a sostenere, assieme al “Saudi Investiment Pubblic Investmen Fund”, il fondo sovrano presieduto dal principe, il colossale investimento stimato attorno ai 500 miliardi di dollari. Vedremo.

Tutto oggi è in movimento. Mentre sono iniziati gli scavi delle fondamenta, in tutto il mondo sono all’opera nove studi di architettura, ognuno su un modulo di 3,5 chilometri. Tra questi anche quello dell’italiano Massimilano Fuksas. Per l’archistar romana “non esiste nessuna città come The Line. Stiamo lavorando su un insieme di elementi matematici: la meccanica quantistica, i frattali e gli algoritmi e abbiamo creato qualcosa che non c’era prima”.

Molto interessati anche gli italiani di We Build. L’impresa guidata da Pietro Salini è da tempo ben presente in Arabia Saudita dove ha realizzato — in vista della candidatura della città all’Expo 2030 — la terza linea della metropolitana di Riyadh e, sempre nella capitale, l’avveniristico grattacielo Kingdom Center. Un ottimo biglietto da visita per partecipare all’ambiziosissimo progetto di Mohammed bin Salman. 

Autore

Laureato in Storia, giornalista e saggista, Marco Valle è, come ogni buon triestino, un ricercatore inquieto, un viaggiatore curioso. Collaboratore de Il Giornale, negli anni è stato capo redattore di Qui Touring e ha diretto riviste di viaggi, moda e trasporti. Già portavoce del ministro della Difesa, è consulente della Commissione Italiana di Storia Militare. Ha pubblicato 150 anni d’Unità Nazionale (Touring Club, 2011), Il Milanese e l’Unità d’Italia (Touring Club, 2012), Confini e Conflitti (Eclettica, 2014), Padova (Touring Club, 2016), Le Pen, la donna che spaventa l’Europa (Il Giornale, Fuori dal Coro, 2017), Suez, il Canale, l’Egitto e l’Italia (Historica, 2018), Il futuro dell’Africa è in Africa (Il Giornale, Fuori dal Coro, 2021), Patria senza mare, una storia dell’Italia marittima (Signs Books, 2022).