• 19 Aprile 2024
Itinerari

Per gli amanti del trekking, anzi dovremmo utilizzare in questo caso hiking (parola che non siamo abituati a dire o a sentire ma che risulta essere quella corretta poiché si intende con questo termine la semplice escursione montana in giornata e quindi più breve), il gruppo montuoso del Taburno-Camposauro, la Dormiente del Sannio perché somigliante ad una donna sdraiata, situato ad ovest di Benevento, offre l’occasione di diverse escursioni, tutte meritevoli, con viste panoramiche incantevoli dai diversi versanti.

Zaino, scarponi e bastoncini e si è pronti a percorrere i diversi sentieri come quelli curati e segnati di colore bianco e rosso dal CAI (702, 720,721) e andare alla scoperta di Toro Zoccolillo, pozze di Lampazzuoli, Campetti di sopra, Pietra Piana, Costa delle grotte, Monte Gaudello, Monte Rosa, Acerone, Contrada Rosato, vallone Ceraso, Costa Rosari, Vallone Dudalo, Tuoro Felasco, Campo, fontana Casa, Pizzo Alto, Monte Alto Rotondi, sbirri Muorti”, bardella Spennata”. Come è bello poter, passo dopo passo, ammirare la vegetazione che cambia, faggi, querce, arbusti di ginestre, camminare su pietraie, su prati erbosi o fondi sterrati, su antiche mulattiere o di quello che ne resta o addentrarci nei boschi. Questi luoghi meritano tutti di essere conosciuti attraverso escursioni che siano sempre all’insegna del rispetto per queste ricchezze naturali e paesaggistiche in grado di farci sentire appagati solo ad ammirarle.

L’escursionista non cammina solo con le gambe ma anche con il cuore, ed è inspiegabile quella sintonia che si prova con l’ambiente circostante, quando, se pur a volte stanchi dai dislivelli appena superati, i pensieri si librano in aria quando si arriva in alto. Ricordiamo che il monte Taburno raggiunge i 1394 m e Camposauro 1388 m.

Questi monti non sono stati tuttavia sempre luoghi di pace e di silenzio, un tempo erano il rifugio perfetto dei briganti. Qui essi riuscivano a muoversi come felini in tutta sicurezza e a nascondersi tra boschi e grotte naturali dopo aver perpetrato le loro scorrerie. Esiste perfino un anfratto denominato grotta dei Briganti dal lato del monte Pentime (1168m), l’estremità orientale del Taburno-Camposauro. Anche il brigante solopachese Antonio di Santo, che operò nel Regno di Napoli durante la dominazione spagnola, si diede alla latitanza sulle montagne. Numerosi sono così gli escursionisti che arrivano in queste zone per percorrere e scoprire esclusivamente “la via dei briganti”.

Il parco naturale regionale Taburno-Camposauro, 14000 ettari circa, parliamo di parco naturale regionale dal 2002, quando fu ufficialmente costituito dalla Regione  Campania, abbracciando ben 14 comuni (Bonea, Bucciano, Cautano, Foglianise,Frasso Telesino, Melizzano, Moiano, Montesarchio, Paupisi, Sant’Agata dei Goti, Solopaca, Tocco Gaudio, Torrecuso, Vitulano) è tutto questo: storia, natura e paesaggi. È un luogo vivo che parla a tutti coloro che sanno ascoltare le sue mille voci cangianti a secondo delle stagioni. I panorami sono lì a suscitare quel senso dell’infinito ben evidenziato dal  filosofo francese Blaise Pascal  quando si domandava cosa fosse l’uomo nella natura, un nulla in confronto allinfinito, un tutto in confronto al nulla e così ecco che, all’improvviso, fa capolinea nella nostra mente l’immagine di quel viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich. In cammino o sui pedali conosciamo dunque il parco regionale Taburno-Camposauro che dà appuntamento ad escursionisti e bikers il 2 giugno per la festa della montagna perché possiamo riportare la Natura nella nostra vita così come proposto dall’UE nella sua strategia per la Biodiversità 2030.

Autore

Nata in Francia, vive a Solopaca. Laureata in Lingue e Letterature Straniere, esaminatrice e correttrice delle certificazioni DELF A1-B2, insegna Lingua e Cultura francese all’I.I. S. “E. Fermi” di Montesarchio. Cerca di trasmettere negli studenti il suo amore per la lingua francese. È impegnata in diverse attività di volontariato. Una delle sue passioni: i viaggi.