• 19 Aprile 2024
Tradizioni & Leggende

Il Casavecchia è un vitigno autoctono della provincia di Caserta, precisamente più del versante del Matese. Il suo nome è particolare ed è legato alla leggenda tramandata dai contadini sulla sua riscoperta. Infatti, la sua scoperta la si fa risalire verso la fine dell’800 e gli inizi del ‘900 proprio in un vecchio rudere chiamato in dialetto locale “a casa vecchia” posizionata lungo l’antica Via Latina che univa Capua con Alife. Questo ceppo rinvenuto in questo rudere si è salvato dall’epidemia di quel periodo da parte dell’oidio e del fillossera.

Questo vitigno si adatta nell’area che va da Pontelatone, Formicola, Liberi, Castel di Sasso fino a Gioia Sannitica mentre non riesce ad adattarsi in altre aree.

In realtà, questa vite ha una storia particolare, perché oltre ad essere legato alla leggenda della sua riscoperta è legato anche ad una storia molto più antica, proprio nella zona dove una volta si chiamava Trebula Baliniensis, oggi Treglia, nell’attuale comune di Pontelatone. Questa antica città era abitata già prima dei romani, precisamente dagli Osci prima e dai Sanniti Caudini dopo.

Gaio Plinio Secondo, conosciuto come Plinio il Vecchio, filosofo naturalista e scrittore oltre che militare e governatore provinciale romano scrisse il libro “Naturalis Historia” parlando proprio di viti e vini di diverse varietà lungo la penisola italica. In questo libro cita per la prima volta il Trebulanum, un vino della zona di Trebula preferito dai soldati romani.

Per secoli di questo vino tanto amato dai soldati romani si persero le tracce fino alla riscoperta attuale. Oggi collegare il Trebulanum al Casavecchia non è una certezza ma nemmeno da poterlo escludere proprio per la sua caratteristica misteriosa. Non ne ha parlato nessun ampelografo e la mappatura genetica di questo vitigno ne dà caratteristiche originali e ne esclude un clone con altre varietà di vite.

Il Casavecchia ha una produzione più ridotta rispetto ad altre qualità di uva, sia come grappoli sia come trasformazione in vino. Questa caratteristica lo accosta proprio ad un prodotto naturale di alta qualità. Il vino Casavecchia è di un intenso colore rosso ed ha una notevole predisposizione all’invecchiamento, raggiungendo anche diversi anni senza perdere le sue caratteristiche pregiate.

Oggi, alcuni imprenditori agricoli locali hanno ripreso questo vitigno per difenderlo e riportarlo in produzione come un tempo, facendolo conoscere sia sui tavoli del resto d’Italia e sia sui tavoli al di fuori dei nostri confini.

La produzione ridotta rispetto ad altri vigneti fa si che diventi un vino pregiato e il suo invecchiamento gli da un ulteriore pregio sia nel gusto che nell’olfatto. Così, chi ha avuto il coraggio di riprendere questa antica varietà di vigneto e, soprattutto, ridargli vita in quanto a rischio di scomparire, ha avuto una forte iniziativa imprenditoriale.

Autore

Campano, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, specializzato in scienze della politica in studi parlamentari alla Sapienza di Roma . Collaborato con radiosapienza, web tv e giornali web. Appassionato di lettura e scrittura dove ho pubblicato un libro di giallo. Presidente del Comitato Sviluppo e Territorio.