• 7 Novembre 2026
Paesaggi

Ci sono Paesi che, oltre alle bellezze naturali e alla storia, riescono a lasciare al visitatore una sensazione precisa: quella di un luogo ordinato, pulito e rispettoso. La Croazia è proprio uno di questi paesi.

Percorrendola, soprattutto nelle zone costiere, colpiscono immediatamente la qualità delle strade, la cura degli spazi pubblici, la pulizia e un senso generale di ordine che non passa inosservato. E’ una realtà che il turista percepisce non soltanto nei grandi centri, ma anche attraversando piccoli paesi, strade secondarie e località lontane dai percorsi più conosciuti. E colpisce anche l’educazione delle persone.

Il croato, nella maggior parte dei casi, appare cordiale, discreto e rispettoso. Non necessariamente espansivo nel modo mediterraneo a cui noi italiani siamo abituati, ma capace di quella gentilezza fatta anche di piccoli gesti, rispetto degli spazi e attenzione verso gli altri.

Per comprendere meglio la Croazia di oggi bisogna ricordare che quella che vediamo è una nazione relativamente giovane. La Croazia ha vissuto nei secoli l’influenza e il dominio di diverse potenze europee. Dopo la Prima guerra mondiale entrò nel Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, divenuto poi Regno di Jugoslavia. Dopo la Seconda guerra mondiale entrò nella Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. La storia contemporanea croata è segnata soprattutto dalla dissoluzione della Jugoslavia negli anni ’90 e dalla guerra d’indipendenza croata. L’indipendenza fu proclamata nel 1991 e il Paese attraversò quindi uno dei periodi più difficili della propria storia recente.

Oggi, però, quella Croazia è diventata una realtà profondamente integrata nell’Europa: membro dell’UE dal 2013, dell’area Schengen e dell’eurozona dal 2023. È una trasformazione impressionante, soprattutto osservando quanto il Paese abbia investito negli ultimi decenni nelle infrastrutture, nel turismo e nella valorizzazione del proprio patrimonio.

Una delle cose che più colpiscono durante un viaggio in Croazia è proprio la strada. Le infrastrutture stradali sono generalmente curate e attraversare il Paese in automobile è spesso piacevole. Anche nei percorsi panoramici lungo la costa dalmata si percepisce una certa attenzione alla manutenzione. Aree pubbliche curate, poche situazioni di degrado evidenti, una certa attenzione alla pulizia e un rapporto con lo spazio pubblico che sembra fondarsi su una semplice regola: quello che è di tutti deve essere rispettato da tutti. Naturalmente sarebbe sbagliato idealizzare la Croazia come un Paese perfetto. Problemi e situazioni di degrado esistono anche lì. Ma il confronto con il nostro Paese risulta sorprendente.

Ma c’è un luogo capace di stupire e raccontare della Croazia ancora di più: Dubrovnik, l’antica Ragusa.

Arrivare davanti alle sue mura significa entrare in un’altra dimensione. La città vecchia, patrimonio UNESCO, conserva un centro storico di straordinaria ricchezza, sviluppatosi nel corso dei secoli e caratterizzato dalle imponenti fortificazioni, dai palazzi, dalle chiese e dallo Stradun, la grande arteria che attraversa il cuore della città. Le mura sono probabilmente il simbolo più potente di Dubrovnik. Si estendono per quasi due chilometri e racchiudono il centro storico offrendo continuamente scorci sul mare Adriatico, sui tetti rossi della città e sulle fortificazioni. Camminarci sopra significa letteralmente camminare attraverso la storia.

La fortezza di San Lorenzo, la Minceta, Bokar, Revelin e la fortezza di San Giovanni raccontano la storia di una città che per secoli ha dovuto difendere la propria indipendenza. La frase incisa sulla fortezza di San Lorenzo è forse la sintesi più bella dello spirito di Ragusa: “La libertà non si vende per tutto l’oro del mondo”.

Davanti al porto della città appare Lokrum. Un’isola piccola, verde, quasi magica, raggiungibile in barca in pochi minuti dal porto della città vecchia. Lokrum è una riserva di particolare valore naturalistico e conserva una vegetazione rigogliosa, giardini storici e il celebre Mar Morto, un piccolo lago collegato al mare e balneabile. È uno di quei posti nei quali il confine tra natura e storia sembra scomparire.

Il turismo è una ricchezza enorme, ma può trasformarsi anche in un problema. A Dubrovnik questo fenomeno è particolarmente evidente. La città è diventata una delle destinazioni più conosciute dell’Adriatico e il turismo crocieristico continua ad avere numeri molto importanti. Quando arrivano migliaia di persone contemporaneamente, inevitabilmente cambia anche la vita di chi in quella città ci vive. I croati stanno iniziando a mostrare una certa stanchezza nei confronti di quella parte del turismo che non porta soltanto ricchezza, ma anche rumore, maleducazione, sporcizia e mancanza di rispetto.

Se c’è però un aspetto che durante una visita a Dubrovnik lascia decisamente perplessi, è il trasporto pubblico. Una città che accoglie una quantità enorme di turisti dovrebbe avere un sistema di autobus all’altezza della propria fama internazionale. E invece, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso, il servizio può risultare caotico, affollato e poco affidabile, con attese e difficoltà che rendono gli spostamenti meno semplici di quanto ci si aspetterebbe.

La Croazia lascia una riflessione importante. Non serve essere una grande potenza economica per costruire un Paese piacevole, ordinato e capace di valorizzare ciò che possiede. Serve soprattutto rispetto per il territorio, programmazione e senso civico. La Croazia ha un patrimonio naturale e storico straordinario. Ma la vera sorpresa, per chi la visita, può essere proprio vedere come questo patrimonio venga custodito e presentato.

Autore

Campano, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, specializzato in scienze della politica in studi parlamentari all'Università della Sapienza di Roma. Collaborato con RadioSapienza, web tv e giornali web. Direttore della Biblioteca Comunale Safina di Gioia Sannitica. Sono stato presidente del Comitato Sviluppo e Territorio. Appassionato di viaggi internazionali e scrittura pubblicando un primo libro, un giallo ironico, in formato ebook, i segreti di filetto. Il libro è il primo capitolo su 4. Appassionato di storia, soprattutto locale.