• 22 Luglio 2024
La mente, il corpo

Fallire non significa essere falliti. Non vergognarti mai di aver fallito. Significa che hai provato a essere felice. Unica cosa che conta è la consapevolezza di non aver lasciato nulla di intentato. Bisogna essere orgogliosi di noi stessi ogni qual volta rispettiamo la logica del fare, il fallimento a quel punto, potrebbe essere un’eventualità non una sconfitta, purché abbiamo la forza di rialzarci, o imparare dagli errori e ricominciare, ritentare, perseguire i nostri obiettivi con entusiasmo. Non esiste crescita personale senza rischi e pericoli. La felicità sta nel superare gli ostacoli della vita senza la paura di essere giudicati, perché nulla ci viene regalato e nessun traguardo è raggiungibile senza sacrifici, rinunce, impegno e tenacia, lo sanno bene tutti coloro che hanno vissuto la loro vita a pieno ritmo, senza lasciare spazio ai rimpianti.Possiamo sentire di aver fallito per innumerevoli ragioni, solitamente subiamo i colpi più duri quando dobbiamo affrontare insuccessi professionali o affettivi.

Tendiamo ad accettare solamente gli esiti positivi e, quando siamo costretti a fare i conti con qualche  battuta d’arresto di fronte agli ostacoli, ciò ci provoca confusione e crisi. Quando cadiamo, facciamo fatica a rialzarci nell’immediato, prima tutti provano un senso di sfiducia e disorientamento, accompagnato da una profonda amarezza, che abbassa la nostra autostima, inducendoci a colpevolizzarci e sentirsi inadeguati, incapaci, ma ricordiamoci sempre che il Successo così come il fallimento sono due volti di una stessa medaglia, due lenti attraverso cui osservare la stessa realtà, ma con sfumature diverse. Sono tante invece le variabili che agiscono sul risultato del nostro percorso, ma soprattutto noi all’interno di esso siamo in continua crescita e maturazione.Porsi obiettivi ambiziosi è senza dubbio una qualità rara ed è motivo di grandi miglioramenti personali, ma non dobbiamo dimenticare che il fallimento è l’unica situazione che più di tutte ci insegna qualcosa.

Non dobbiamo dunque lasciarci descrivere da esso, al contrario dobbiamo “rubare” quante più lezioni di vita può consegnarci.Il fallimento è parte integrante della vita di chiunque non sia stupido da non ammetterlo o riconoscerlo. È qualcosa di cui si ha paura più di ogni altra cosa, perché definisce l’insuccesso agli occhi degli altri. Quasi sempre chi si sente fallito, si sente schiacciato da un peso che sovente considera una condanna ingiusta, immeritata, dalla quale difficilmente riuscirà a emergere indenne. E invece no. È la forza di volontà in un percorso difficile, complicato e fuori dalla nostra capacità di controllo. Secondo me, un grosso favore che possiamo fare a tutta la comunità è liberarci del tabù del fallimento. Fallire fa bene, fallire è giusto, fallire ed è purtroppo inevitabile, ma almeno, ci hai provato. E prima o poi, il successo arriverà . Bisogna dunque saper fallire nel modo giusto, imparando dal fallimento. Le persone che producono risultati sono quelle che pensano in prospettiva: hanno dei progetti, dei desideri per il proprio futuro e si impegnano a lungo termine per raggiungerli.Infatti, mettiamoci in testa che il successo non è un qualcosa che possiamo ottenere dall’oggi al domani, non basta desiderarlo tanto, ma bisogna impegnarsi e aver fiducia nei propri sogni e nei “tramiti” , ovvero coloro che la Provvidenza ci invia lungo il nostro percorso per sostenerci, guidarci, consigliarci e illuminarci nei momenti bui, perché se qualcosa ho imparato nella mia vita é che nulla accade per caso e bisogna essere grati di ogni momento e di ogni persona che ci viene messa lungo il nostro percorso, perché ognuno di noi ha obiettivi che non sono rivolti solo a se stessi ma anche agli altri, seppur spesso inconsapevolmente. Per essere felice devi lavorare bene e avere fiduciastima e rispetto di te stesso in tutte le aree che compongono la tua vita.

Autore

Giurista e pubblicista. Ha lavorato presso casa editrice e collaborato in 4 testate giornalistiche sia nel Casertano che nel Beneventano; precedentemente titolare di un blog.