• 13 Agosto 2026
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Il romanzo giallo, quando supera la semplice costruzione dell’enigma, diventa uno straordinario strumento di indagine dell’uomo e della società. È in questa prospettiva che si colloca I segreti di Filetto, il nuovo lavoro narrativo di Alfonso Riccitelli, primo volume di una vicenda destinata a svilupparsi ulteriormente.

L’incipit è quello classico della migliore tradizione del noir psicologico: il suicidio di una donna stimata scuote la quiete apparente di un esclusivo quartiere residenziale. Ma ciò che inizialmente sembra un tragico gesto individuale si trasforma presto nella chiave d’accesso a un universo fatto di omissioni, paure, rancori e verità occultate. Le ville eleganti, simbolo di benessere e rispettabilità, diventano così il luogo dove l’apparenza finisce per nascondere le più profonde contraddizioni dell’esistenza.

Riccitelli costruisce la narrazione seguendo un ritmo progressivo. Ogni capitolo sottrae qualcosa alla superficie e restituisce al lettore una realtà sempre più complessa, nella quale il mistero non coincide soltanto con la ricerca di un colpevole, ma con la lenta rivelazione di una memoria collettiva rimasta troppo a lungo sepolta. Il vero protagonista del romanzo è, infatti, il silenzio: un silenzio condiviso, alimentato dalla paura di compromettere equilibri consolidati e dalla convenienza di lasciare il passato dov’è.

In questa dinamica assume particolare rilievo il gruppo di giovani protagonisti, chiamati a rompere il patto implicito dell’omertà. Essi rappresentano la coscienza critica della comunità, quella parte della società che sceglie di interrogarsi sulle responsabilità degli adulti, accettando il rischio di mettere in discussione le proprie stesse origini pur di restituire dignità alla verità. È un elemento che conferisce al romanzo una dimensione etica, oltre che narrativa.

L’autore dimostra attenzione alla costruzione psicologica dei personaggi, evitando facili schematismi. Nessuno appare completamente innocente o totalmente colpevole. Ogni figura si muove dentro una rete di rapporti, sentimenti e fragilità che rende credibile il tessuto umano della vicenda. Il giallo diventa così il linguaggio attraverso il quale esplorare il rapporto fra coscienza individuale e responsabilità collettiva.

Non meno significativo è il valore simbolico dell’ambientazione. Filetto non è soltanto un luogo geografico, ma assume i contorni di una comunità nella quale il benessere economico non coincide necessariamente con la serenità morale. La provincia, con le sue dinamiche relazionali, diventa metafora di una società più vasta, dove il consenso, il prestigio sociale e il timore del giudizio spesso prevalgono sul coraggio della verità.

In questa prospettiva I segreti di Filetto si inserisce nella tradizione del giallo italiano contemporaneo che utilizza l’indagine come strumento di lettura della realtà. Il mistero non costituisce il punto d’arrivo della narrazione, bensì il mezzo attraverso cui interrogare le coscienze, riportando alla luce ciò che una comunità aveva scelto di dimenticare.

Con questo primo volume Alfonso Riccitelli apre una vicenda narrativa che lascia intravedere ulteriori sviluppi e dimostra come il romanzo d’indagine possa ancora essere uno spazio privilegiato per raccontare le contraddizioni del nostro tempo. Il lettore viene accompagnato in un percorso nel quale la suspense convive con la riflessione e dove ogni risposta conquistata apre inevitabilmente nuove domande.

È proprio questa tensione tra verità e apparenza, tra memoria e rimozione, a rappresentare il pregio maggiore del libro. Perché, al termine della lettura, rimane la consapevolezza che i segreti più difficili da svelare non sono quelli nascosti nei luoghi oscuri, ma quelli custoditi dietro le finestre illuminate delle case che sembrano più tranquille.

(I segreti di Filetto di Alfonso Riccitelli, pagine 106, disponibile su Amazon al presso di 12,48€)

Autore

Laureata in Giurisprudenza e pubblicista iscritta all’albo dei giornalisti. Ha lavorato presso casa editrice e collaborato in 4 testate giornalistiche sia nel Casertano che nel Beneventano. Proprietaria e direttrice responsabile della Testata giornalistica “Sannio Matese Magazine”, registrata presso il tribunale di Benevento, che ha come obiettivo informare, formare e valorizzare il territorio a cui è particolarmente legata del Sannio e del Matese. Presidente dell’Associazione Incanto, da lei stessa fondata, volta alla realizzazione di eventi culturali, sociali, editoriali, mirante principamente a collaborare con le scuole trattando temi socialmente delicati tramite la sensibilizzazione, attraverso il suo format da lei stesso idealizzato “Love Life”. Autrice di "Nuvole d'Estate" e coautrice di "Incantesimi e Magie dal Matese al Sannio"