• 13 Agosto 2026
Religione

La Chiesa di San Ferdinando ad Alvignano, universalmente nota tra gli storici e gli studiosi come Basilica di Santa Maria di Cubulteria, o Compulteria, rappresenta uno dei monumenti più significativi dell’alto medioevo in Campania. La sua storia è un intreccio affascinante di archeologia, culto locale e stratificazioni artistiche.

La struttura originaria risale al V-VI secolo d.C., sorta in un’area che nell’antichità ospitava l’insediamento sannita-romano di Cubulteria. Per secoli, l’edificio ha mantenuto il titolo di Santa Maria, testimoniato da documenti che risalgono già al tempo di Papa Gregorio Magno, verso la fine VI secolo, e da pergamene dell’archivio vescovile di Caiazzo datate tra l’XI e il XIV secolo.

Il cambiamento del nome in Chiesa di San Ferdinando avvenne nel XI secolo, in seguito a un evento che segnò profondamente la religiosità del territorio: La morte del Vescovo Ferdinando d’Aragona, vescovo di Caiazzo, che morì ad Alvignano il 27 giugno 1082 durante un pellegrinaggio. La sepoltura del suo corpo avvenne deposto proprio nella Basilica di Santa Maria di Cubulteria. La presenza delle reliquie del Santo, che divenne patrono della zona, trasformò la chiesa in un importante luogo di pellegrinaggio, portandola ad acquisire, nel tempo, la denominazione attuale di “San Ferdinando”.

La Basilica è un esempio unico di architettura che fonde influenze diverse tra stile, che si caratterizza per una sintesi di elementi paleocristiani, bizantini e longobardi. La struttura, con le tre navate scandite da pilastri in mattoni con archi a tutto sesto. L’interno è estremamente lineare, con un’unica abside semicircolare, privo di transetto, il che conferisce allo spazio una solennità tipica della fede teocentrica dell’epoca. All’esterno, la facciata a salienti è impreziosita da un protiro e da monofore. Particolarmente celebri sono le transenne decorative sulle finestre alte, spesso impreziosite da motivi geometrici, come la stella a sei punte.

La figura di San Ferdinando è legata alla cultura popolare alvignanese. Una leggenda molto nota, quella della “Botte di San Ferdinando”, racconta di come il luogo di sepoltura, caduto nell’oblio e nell’abbandono dopo secoli, sia stato riscoperto grazie a un evento miracoloso: una botte di vino posta casualmente sopra la pietra tombale avrebbe fatto traboccare il vino, rivelando la presenza prodigiosa del Santo.

Oggi, la Basilica rimane un punto di riferimento per le comunità di Alvignano e Dragoni, che ogni 27 giugno si ritrovano in processione per celebrare il patrono, unendo il valore spirituale del pellegrinaggio alla memoria storica di un territorio, quello del Medio Volturno, le cui radici affondano nell’antichità più remota.

Autore

Campano, laureato in scienze politiche e relazioni internazionali, specializzato in scienze della politica in studi parlamentari all'Università della Sapienza di Roma. Collaborato con RadioSapienza, web tv e giornali web. Direttore della Biblioteca Comunale Safina di Gioia Sannitica. Sono stato presidente del Comitato Sviluppo e Territorio. Appassionato di viaggi internazionali e scrittura pubblicando un primo libro, un giallo ironico, in formato ebook, i segreti di filetto. Il libro è il primo capitolo su 4. Appassionato di storia, soprattutto locale.